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Cosa fare se le gengive sanguinano?

Cosa fare se le gengive sanguinano?

Il sanguinamento delle gengive non va trascurato

La gengiva è un tessuto fibromucoso, che riveste i processi alveolari delle ossa mascellari. Una gengiva sana è caratterizzata da un colore rosa chiaro, dall’assenza di rigonfiamenti risultando aderente all’osso alveolare.

La presenza di gengive sanguinanti è il sintomo di un processo infiammatorio in corso, detto anche “gengivite”.
L’infiammazione delle gengive se trascurata e non affrontata con accortezza, può degenerare in patologie quali parodontiti e conseguente caduta dei denti, oltre ad accrescere le probabilità di rischio cardiovascolare. Come evitarlo, perché accade e come agire nel caso in cui il sanguinamento delle gengive persista, sono alcuni degli interrogativi a cui cercheremo di rispondere nell’articolo qui di seguito.

Prevenzione e corretta alimentazione: due regole per evitare il sanguinamento gengivale

Due sono gli accorgimenti da seguire al fine di evitare l’emorragia gengivale:

  • La Prevenzione
  • Una corretta alimentazione

Ciò che determina il sanguinamento delle gengive è proprio la placca e il tartaro che tendono a depositarsi tra il colletto dei denti, i cui batteri, secernendo endotossine, provocano la risposta del sistema immunitario tramite l’infezione. Quest’ultima, se trascurata può compromettere i tessuti paradontali.

Per eliminare il più possibile placca e tartaro, nemici della salute dentale, è indispensabile un’attenta cura dell’igiene dentale, utilizzando spazzolini dalle setole morbide e filo interdentale dopo ogni pasto, con dentifrici poco aggressivi,
Fondamentale è anche effettuare la pulizia dal dentista periodicamente, circa ogni sei mesi.
 

Una sana alimentazione è un ulteriore strumento di difesa da gengiviti: evitando di assumere cibi ad alto contenuto di zuccheri semplici, presenti soprattutto nelle bevande zuccherate, si ostacola la formazione di placca e carie.

Capire l’origine del problema: perché sanguinano le gengive?

Per affrontare al meglio il sanguinamento gengivale, è opportuno comprendere quale sia il motivo scatenante e se il problema persiste, rivolgersi ad un dentista.

Molteplici sono le cause che possono determinare la gengivite. La prima, come anticipato precedentemente, è una cattiva igiene orale. Se spazzolando i denti infatti ci capita di riscontrare tracce di sangue dopo il risciacquo, ciò sta ad indicare che i denti andrebbero puliti meglio. Solo eliminando la placca e il tartaro presenti negli spazi interdentali, rimovibile attraverso l’utilizzo del filo interdentale o con l’apparecchiatura apposita del dentista, le gengive possono guarire.

Un improprio utilizzo dello spazzolino e del filo interdentale sono anche possibili cause del sanguinamento gengivale. Opportuno è spazzolare i denti con movimenti non troppo energici e utilizzare spazzolini dalle setole morbide. In questi casi, cambiare il modello dello spazzolino da denti può risolvere il problema dopo circa una settimana.

Oltre la presenza di placca e tartaro, l’utilizzo di farmaci anti coagulanti e un diabete trascurato sono considerate possibili cause di sanguinamento delle gengive.
Un altro fattore ritenuto possibile causa del sanguinamento delle gengive è una seria carenza di vitamina C e K.
I cambiamenti ormonali della gravidanza e il fumo, inoltre aumentano le probabilità di gengiviti.

 

Sanguinamento gengivale: quando rivolgersi ad un dentista

Quando le gengive sanguinano si può ricorrere ad alcuni rimedi temporanei per arginare il problema.


Prima di tutto, bisogna evitare l’utilizzo di collutori commerciali a base di alcol, dentifrici aggressivi ed effettuare risciacqui con acqua ossigenata diluita con acqua naturale.
Nel caso di sanguinamento più grave, per tamponare l’emorragia, si possono applicare delle garze imbevute in acqua fredda e applicarle con una leggera pressione sulla parte interessata per qualche minuto.
In presenza di emorragie gengivali, in ogni caso, è buona prassi rivolgersi ad un dentista, soprattutto se non si tratta di un episodio occasionale ma di un fenomeno ripetuto. Una pulizia dentale professionale mediante l’utilizzo di idropulsori permette di rimuovere tutti i residui e depositi accumulati tra denti e gengive.

Una volta conclusa la pulizia dentale, il dentista saprà prescrivervi la terapia più idonea al vostro caso clinico. Nei casi più gravi si può ricorrere a cura antibiotica o addirittura ad intervento chirurgico.