Analisi SEO sito web: Google Seach Console e strumenti utili

Analisi SEO sito web Google Seach Console e strumenti utili

Avere un sito Web, al giorno d’oggi è fondamentale, soprattutto per le aziende che hanno la possibilità di raggiungere un numero potenzialmente infinito di utenti, quindi di potenziali clienti. Ma delle semplici pagine non sono sufficienti per raggiungere questo importante scopo, perché queste devono essere correttamente ottimizzate per quanto riguarda la parte testuale.

Stiamo parlando della SEO, ovvero la Search Engine Optimization, quindi l’elaborazione del testo secondo dei criteri che permettono ai motori di ricerca di indicizzare correttamente il sito. Come fare per capire se tale sito rispetta le indicazioni in tal senso? Facendo un’analisi SEO sito web (approfondisci qui https://www.gianpaoloantonante.it/analisi-seo-sito-web/).

Abbiamo detto che un’analisi SEO sito web è indispensabile per capire se il nostro sito compare correttamente nei risultati di ricerca degli utenti. Lo scopo di un’ottimizione in tal senso, è quello di posizionarsi ai primi posti dei motori, perché gli utenti non sono soliti andare oltre la prima pagina di tali risultati. Il Web stesso mette a disposizione una serie di strumenti utili per scansionare le pagine Web alla ricerca di errori che possono influire negativamente sui risultati, quindi delle penalizzazioni.

Il primo di questi strumenti utili è messo a disposizione direttamente da Google. Stiamo parlando di Google Seach Console, in grado di verificare lo stato di salute di un sito Web, sotto più punti di vista. A livello tecnico, il tool è in grado di capire se ci sono difetti strutturali nelle pagine. Sotto l’ottica SEO invece, è in grado di capire se il testo rispetta le regole per una buona indicizzazione, e nel caso dare indicazioni se questo deve essere ristrutturato da capo, oppure è sufficiente apportare delle correzioni.

Free Seo Analysis di “Web Gnomes” e Seo Site Checkup

Come anticipato, il Web offre moltissimi strumenti utili per diagnosticare lo stato di salute di un sito Web. Due ottime soluzioni in tal senso, tra l’altro sempre gratuite, sono Free Seo Analysis di “Web Gnomes” e Seo Site Checkup. Il primo è in grado di controllare il livello di ottimizzazione SEO, assegnando una sorta di valutazione, e di fornire indicazioni utili sugli eventuali interventi da effettuare per migliorare il posizionamento. Una particolarità di questa applicazione, è che genera un report in PDF che verrà spedito sulla casella e-mail, così da consultarlo in tranquillità in un secondo momento.

Il secondo strumento invece, ovvero Seo Site Checkup, è davvero molto utile per l’analisi interna della singola pagina. In maniera molto rapida infatti, viene effettuata la scansione semplicemente indicando il link, e si potranno consultare tutta una serie di dati utili, come quelli sull’ottimizzazione SEO, la velocità di caricamento, la fruibilità da mobile, la sicurezza del server che ospita il sito, e molto altro ancora.

Analisi SEO sito web: in conclusione

Il mondo della SEO è davvero molto vasto, e per i non addetti ai lavoro, può risultare davvero di difficile comprensione. Una volta effettuata un’analisi SEO, e constatata la presenza di errori nelle pagine del sito, il consiglio è quello di rivolgersi a specialisti in grado di apportare le dovute correzioni, così da conquistare la vetta dei motori di ricerca.



Camice da estetista: quali sono i requisiti da avere?

Camice da estetista: quali sono i requisiti da avere?

A prescindere dalla tipologia di professione, gli indumenti da lavoro sono sempre molto importanti. In alcune attività, questo è importante per preservare l’incolumità dei lavoratori.

In altre invece si tratta di comunicare correttamente il messaggio di ordine e pulizia alla clientela. È questo il caso del camice estetista (scopri la qualità di Beauty Street), indumento fondamentale per qualsiasi centro estetico o laboratorio privato che si rispetti.

Vediamo insieme quali sono i requisiti fondamentali di questo indumento professionale.

Come ogni indumento professionale, anche il camice estetista deve necessariamente avere alcuni requisiti fondamentali, il primo dei quali deve essere la comodità, per permettere alla professionista di muoversi in maniera agevole e svolgere qualsiasi manovra correttamente. In secondo luogo, un altro aspetto molto importante da tenere presente, riguarda il tessuto con cui è realizzato il camice.

Da sconsigliarsi assolutamente materiali troppo sintetici, in favore del cotone, sicuramente più traspirante e in grado di disperdere correttamente il calore. Infine, un altro aspetto da non sottovalutare, riguarda il potere comunicativo che qualsiasi divisa da lavoro ha, ovvero quello di poter “posizionare” nella testa dei clienti il brand di appartenenza. Con questo presupposto, il consiglio è quello di far stampare sul camice il logo del centro estetico.

Camice estetista: quali colori

Il camice da estetista può essere di differenti colori. Ogni tonalità ha le sue peculiarità e i suoi punti deboli. Tra i colori principalmente utilizzati troviamo sicuramente:

Bianco. Il bianco è il coloro che per antonomasia richiama l’ordine e la pulizia, anche perché spesso associato al personale medico. Il principale contro è che si sporca molto facilmente, e in caso di uso frequente e con prodotti che possono macchiare, come gli smalti, potrebbe non essere consigliato.

Blu. Il blu è sicuramente una buona scelta, perché è sufficientemente scuro, quindi in grado di coprire adeguatamente alcune macchie.

Rosso. Anche il rosso sicuramente è una buona alternativa, perché in grado di mimetizzare abbastanza bene le macchie, ma anche di donare un tocco di vivacità, aspetto da non sottovalutare soprattutto durante il periodo invernale.

Nero. Il colore nero probabilmente rappresenta a scelta migliore per un camice da estetista, perché in grado di coprire molto bene eventuali macchie, ma risulta anche molto elegante, soprattutto se abbinato a una cintura da tenere in vita.

Camice da estetista: i modelli principali

I modelli principali di camice da estetista sono tre: classico a camicia, a kimono e lungo. Il primo, ovvero a camicia, si chiude con i bottoni e lascia chiaramente una grande libertà di movimenti alle estetiste. Questo modello può essere sia con il colletto che senza, scelta da farsi principalmente sulla base della stagione.

In secondo luogo troviamo quello a kimono, che sul dorso presenta un taglio trasversale. Moltissimi i centri estetici che operano questa scelta, perché abbinabile facilmente a qualsiasi outfit.

L’ultimo dei modelli principali di camici donna, uno dei più utilizzati nei centri estetici, è quello lungo, soprattutto per quelle professioniste che principalmente si occupano di cerette, che notoriamente sono più soggette a macchiare il camice con gli unguenti post depilatori.

Come calcolare il Food Cost per massimizzare i guadagni di un ristorante

Come calcolare il Food Cost per massimizzare i guadagni di un ristorante

Abbiamo scelto di rispondere al quesito su come calcolare il Food Cost allo scopo di raccogliere suggerimenti concreti per il manager che opera nel reparto ristorazione: ecco cosa sapere.

Negli ultimi tempi, in concomitanza con un approccio più manageriale che ha interessato la gestione di ogni ristorante di successo, si è nuovamente affacciato nel mondo della ristorazione il concetto di Food Cost.

Ne hai mai sentito parlare? In breve, si fa riferimento con questo termine al valore percentuale che si istituisce fra il rapporto delle materie prime legate alla preparazione di un piatto e il prezzo di vendita del prodotto finale, che arriva direttamente sulla tavola del cliente.

Perché è così importante sapere come calcolare il Food Cost (segui le indicazioni fornite da Ristobusiness)? Per scoprirlo abbiamo scelto di aprire una breve panoramica informativa in merito alle modalità gestionali con cui realizzare dei piatti irresistibili che siano supportati da calcoli pensati appositamente per dare il meglio, così da soddisfare le esigenze del cliente in ogni situazione.

Lo scopo di tale dato è quello di trasmettere l’importanza che la matematica riveste nel mondo della cucina e della ristorazione. In altre parole: come calcolare il Food Cost e perchè calcolarlo?

Come calcolare il Food Cost: le prospettive di crescita nel mondo della ristorazione

Aumentare la Restaurant Performance significa incrementare tutti i processi che vanno dall’acquisto delle materie prime alla preparazione del prodotto finito, che arriva quotidianamente sulla tavola dei clienti.

In linea di massima, per calcolare il valore approssimativo del Food Cost basta applicare la seguente formula: Costo del piatto/Prezzo di vendita x 100 In ogni caso, tale dato basilare non tiene conto di una serie di valori aggiunti che possono fare sensibilmente incrementare o decrescere l’ammontare che si è ottenuto:

  • l’eventuale scarto delle materie prime: alcuni ingredienti richiedono una lavorazione altamente specializzata che – se non consumata quotidianamente – è destinata a impedirne l’utilizzo;
  • il livello di lavorazione del piatto: tenere in considerazione il costo del personale e della manodopera è il primo passo con cui massimizzare il prezzo del piatto senza tralasciare l’importanza economica del tuo personale professionale e altamente specializzato.

Ricorda: il Food Cost non è un valore assoluto, preciso e incontestabile! La sua utilità si limita alla creazione di una statistica approssimativa che ha lo scopo di direzionare il manager aziendale verso l’obiettivo comune a tutti i ristoranti: incrementare i guadagni, continuando ad avere feedback positivi da parte dei clienti che ogni giorno scelgono di assaggiare le tue pietanze.

Come calcolare il Food Cost: a cosa serve? A quanto dovrebbe ammontare?

Come abbiamo già avuto modo di chiarire nel corso del nostro articolo, il Food Cost non è altro che una percentuale in grado di direzionare la scelta dei piatti da presentare nel menù. Concretamente, per limitare un tasso eccessivamente elevato, non bisogna fare altro che:

  • considerare l’impiego degli stessi ingredienti in piatti diversi presenti nel menù;
  • studiare attentamente il numero delle portate allo scopo di offrire ai clienti una scelta ampia e variegata, ma che allo stesso tempo non risulti dispersiva. Il rischio è di investire su prodotti di ottima qualità che non trovano collocazione nella propria lista delle pietanze.

In altre parole, il discorso inerente alla qualità degli ingredienti permette di aprire delle importanti prospettive di crescita per il manager che ha intenzione di offrire ai propri consumatori un menù che sia indice dell’ottima provenienza di carne, pesce, verdure e così via. Cercare di modificare la propria lista di piatti a seguito di una percentuale troppo elevata di Food Cost è il primo passo con cui sistemare step-by-step la proposta culinaria del tuo locale: il risultato sarà garantito!



Hosting WordPress: come scegliere quello adatto a te

Hosting WordPress: come scegliere quello adatto a te

Un Hosting è un sistema informatico a cui un utente accede da remoto. Questo termine viene utilizzato quando vi sono due sistemi collegati attraverso modem e linee telefoniche.

Il Pc che contiene i dati è chiamato host – ognuno di questi possiede un indirizzo IP univoco -, l’altro viene indicato come terminale remoto.

L’host costituisce la base per un servizio informatico: diverse aziende ne usufruiscono installando programmi e applicazioni.

In poche parole, l’host, fornisce la struttura, cioè lo spazio fisico, in cui stazionano i dati del cliente, il quale resta libero di gestirli come meglio crede. In base alla quantità di servizi forniti, gli host, possono essere raggruppati in Data Center, cioè un insieme di server.

Quindi l’host provider è un fornitore di servizi. Ne esistono tre tipologie:

  • Shared hosting web,
  • Web hosting dedicato,
  • Virtual Server di hosting privato.

Il primo prevede numerosi siti web ospitati sullo stesso server. Nel secondo caso – lo spazio – è dedicato a un singolo sito web. Con il terzo ci si riferisce al caso in cui un sito web è contenuto su un server personale così da non venire disturbato da altri clienti.

Spesso questi luoghi virtuali vengono venduti in pacchetti in cui gli utenti acquistano una serie di servizi prefissati. Per esempio per realizzare un normale sito web occorre avere uno spazio web, un dominio, un’email e un ambiente virtuale in cui posizionare dei software di content management system come WordPress.

  1. Requisiti per l’hosting WordPress
  2. Hosting WordPress Aruba
  3. Hosting WordPress Register
  4. Hosting WordPress Siteground

Requisiti per l’hosting WordPress

La cosa più importante da dire è che ogni host è in grado di gestire WordPress, ma non tutti lo sfruttano nello stesso modo.

Quindi, se i requisiti minimi per il CMS prevedono un host dotato di un processore nella versione PHP 5.2.4 e MySQL 5.0.15 – o anche nelle versioni successive -, resta di fondamentale importanza sceglierne uno di qualità. Questo evita sprechi di denaro, di tempo e consente di ricevere delle consulenze già comprese nel pacchetto.

Hosting WordPress SiteGround

Indicato per chi non è un esperto del settore, questo hosting web , fornisce un plugin che permette di scegliere agevolmente le funzionalità da aggiungere e il tema del sito.

Il livello di sicurezza è dei migliori, infatti, avvengono degli aggiornamenti automatici, se vi sono dei problemi il team tecnico interviene e nel caso in cui il blog condivide il server con altri siti, SiteGround, isola quello del proprio cliente.

Prevede la formula soddisfatto o rimborsato entro i trenta giorni e il centro assistenza in italiano è attivo sette giorni su sette, 24h/24, via chat, telefonica o con i ticket dell’helpdesk in cui sono direttamente i tecnici a dare supporto.

I servizi base previsti sono:

  • Dominio gratuito con le estensioni più diffuse per un anno;
  • Account email illimitati;
  • Installazione immediata di WordPress;
  • Plugin WordPress Starter;
  • WP-CLI, lo strumento per la gestione avanzata del CMS;
  • Spostamento dell’hosting.

Se volete approfondire questo ottimo fornitore di servizi web vi consigliamo di dare uno sguardo sul sito 360mag.it dove trovateun interessante recensione di siteground.

Hosting WordPress Aruba

Acquistare un dominio su Aruba permette di creare il proprio sito in modo semplice, con molteplici funzionalità e con un aspetto grafico in cui potere scegliere diversi layout.

Il CMS è già installato e per iniziare a lavorarci basta scegliere il dominio e completare le procedure richieste. Dopo avere ricevuto la conferma di registrazione del dominio, si riceveranno le credenziali per accedere al sito e successivamente si può procedere con la personalizzazione scegliendo tra molti temi e plugin gratuiti.

Aruba viene incontro a chi non è molto pratico con gli strumenti di web publishing. Semplifica le diverse fasi di creazione di un sito web fornendone uno in grado di auto aggiornarsi e di ottimizzare il linguaggio SEO senza rivolgersi necessariamente a un esperto.

Il fattore dell’autoaggiornamento non è da sottovalutare. Esso, oltre a non richiedere l’operazione manuale periodica, assicura un livello di sicurezza maggiore evitando momenti di stallo del CMS in cui, quest’ultimo, è più esposto a attacchi informatici.

Il pacchetto comprende:

  • Spazio web e traffico illimitato;
  • Database MySQL, per un massimo di 1 GB;
  • 5 caselle di posta e dominio.

Il supporto clienti è disponibile attraverso telefono, email o chat, 24h/24, sette gironi su sette.

Hosting WordPress Register

Il provider Register è stato il primo in Italia a ricevere il riconoscimento da ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) per la registrazione di domini. Si occupa di servizi di registrazione domini e hosting, di fornire PEC, SPID e di fatturazione elettronica.

Nel nostro caso come host provider, consente di provare gratuitamente per un mese i servizi e dopo di acquistarli tramite abbonamento.

Esso comprende:

  • WordPress preinstallato con 10 GB di spazio web;
  • Traffico illimitato e dominio gratuito;
  • Certificato SSl Let’s Encrypt incluso;
  • Gestione tramite cPanel;
  • 5 caselle email da 2 GB;
  • 2 database MySQL.

Il supporto tecnico è disponibile via chat o telefono tutti i giorni 24h/24, in italiano dalle ore 8:00 alle ore 24:00.

Odontoiatria digitale: Digital Smile Design, tecnologia CAD CAM e radiologia 3D

Odontoiatria digitale: Digital Smile Design, tecnologia CAD CAM e radiologia 3D

Sarebbe bello poter osservare su uno schermo il risultato di un trattamento dentale ancora prima di cominciare, vero? E sarebbe molto piacevole poter dire addio a quella fastidiosa sensazione della pasta per impronte sul palato.

Tutto questo è possibile grazie alle nuove tecnologie digitali! Il settore odontoiatrico si è sviluppato considerevolmente negli ultimi anni: molte innovazioni hanno dato vita all’odontoiatria digitale.

Smile Design, tecnologia CAD CAM, radiologia in 3D: numerosi i passi in avanti che sono stati fatti e che semplificano e migliorano le pratiche dei dentisti. Un altro vantaggio? L’esperienza dal dentista non è più spaventosa, in molti casi può risultare addirittura rilassante.

Digital Smile Design: estetica digitale

Una ricostruzione virtuale del futuro sorriso, un rendering che mostra il possibile risultato prima ancora di aver cominciato il trattamento: il DSD simula, grazie a un avanzato software, l’effetto finale di un trattamento dentale estetico, ortodontico o di riabilitazione (con protesi e impianti). Come sottolinea in questo articolo il team del Dr. Fischer, esperto nella tecnica dello Smile Design, questo strumento digitale è la versione di Photoshop dedicata ai denti.

Digital Smile Design Software: come funziona?

Perché questa tecnica possa essere applicata basta l’inserimento di più foto del viso del paziente nel software. Tramite quest’ultimo poi il dentista esegue alcune valutazioni: osserva la tipologia del viso, del sorriso e delle labbra e, secondo proporzioni matematiche, applica dei canoni di bellezza. Sulla base di questi calcoli il programma digitale disegna i denti, con la forma e il colore più adatti al paziente.

Estetica digital e colore: lo Spectro-Shade

Lo Spectro-Shade è uno spettrofotometro che misura e descrive il colore dei denti. È molto pratico poiché funziona in qualsiasi condizione di luce e opera mediante una tecnologia a LED. È uno strumento molto preciso che viene utilizzato per analizzare la traslucenza e il colore dei denti e, conseguentemente, per generare una mappa cromatica della superficie. È utile nel caso in cui ci si trovi costretti a costituire un dente (o solo una parte di esso): con la mappa cromatica gli odontotecnici sono in grado di produrre un dente che si integri alla perfezione con il resto della dentatura.

Tecnologia CAD CAM odontoiatria

CAD CAM: computer aided design e computer aided manufacturing. La tecnologia CAD CAM è quindi un sistema che, mediante tecniche digitali, è capace di progettare e creare nuovi denti, con forma e caratteristiche specifiche per il paziente. Basta un’impronta digitale, qualche clic di modifica (secondo la prescrizione specifica) e un lavoro di fresatrice in produzione (per un processo che dura meno di 20 minuti).

Impronta digitale

L’utilizzo della pasta per le impronte dentali in molte persone può creare qualche disagio, poiché si tratta di un procedimento particolarmente invasivo. Ad alcuni crea un senso di vomito mentre ad altri di soffocamento. Lo scanner intraorale, una specie di videocamera con dimensioni ridottissime, ha cambiato la vita ai pazienti e anche ai dentisti: l’utilizzo di questo strumento dà la possibilità di produrre un’impronta digitale. Quest’ultima comporta minima invasività, senza l’utilizzo di materiali esterni e fastidi correlati; una precisione superiore al metodo tradizionale e una rapidità nella rilevazione. Inoltre, è possibile l’immediata visualizzazione del modello virtuale sullo schermo, utile per controllare subito la precisione e mostrare i dettagli al paziente.

Radiologia 3D: TAC Cone Beam

La nuova tecnologia della Tomografia Computerizzata Cone Beam ha ridotto di molto l’esposizione alle radiazioni (esposizione ai raggi X 23 volte inferiore rispetto alla T.A.C. convenzionale) ed è capace di produrre immagini tridimensionali del cranio molto precise. È lo strumento d’eccellenza per visualizzare e valutare le strutture ossee e i denti. Questa tecnica associa l’uso dei raggi X a quello del computer e fornisce scansioni nitide e tridimensionali, su cui poi pianificare interi interventi chirurgici di impianti dentali.

Lozione anticaduta per capelli: ecco i principi attivi che funzionano

Lozione anticaduta per capelli: ecco i principi attivi che funzionano

Quante volte è capitato di ritrovare tantissimi capelli nella spazzola dopo essersi pettinati? Normalmente perdiamo cento capelli al giorno, ma in determinati periodi, come il cambio di stagione, si è soggetti ad una maggiore caduta.

Oltre a questi episodi “lievi”, che capitano un po’ a tutti, vi sono i casi più gravi di chi soffre di alopecia.

Con il termine alopecia si indica la diminuzione e scomparsa di capelli e peli. Essa può essere causata da fattori fisici e psichici dovuti a:

  • Geni ereditari. Vi sono 4 possibilità su 7 di ereditarli e entrambi i genitori contribuiscono alla trasmissione. Normalmente si accusano i primi sintomi dopo la pubertà.
  • Cattiva alimentazione. Se si segue una dieta povera di proteine e ferro o a causa di denutrizione.
  • Problemi psicologici, soprattutto se sottoposti a stress e nervosismo per un periodo prolungato.
  • Chemioterapia. È uno degli effetti collaterali del farmaco utilizzato per combattere il cancro.

Le cause, oltre quelle appena elencate, possono anche dipendere da sostanze nocive che vengono applicate sulla cute.

In linea generale, gli uomini sono più inclini alle calvizie rispetto alle donne, ma anche queste vengono colpite differenziandosi nell’espansione del problema.

Fortunatamente esistono delle lozioni che aiutano a risolvere le calvizie:

  1. Prodotti anti caduta naturali
  2. Lozioni per capelli
  3. Foltina plus lozione

Prodotti anti caduta naturali

Non esistono ricette miracolose, ma esistono dei prodotti naturali che ci aiutano a fermare la caduta dei capelli. Questi contengono prevalentemente alcune sostanze che si trovano – appunto – in natura.

L’arginina è un amminoacido di cui il nostro organismo necessita e si occupa della costruzione delle proteine. Si può trovare in alimenti come le uova, il pesce e carne rossa. Data la sua importanza sta alla base di numerosi integratori alimentari. Viene utilizzata nei trattamenti anti caduta perché contribuisce alla vasodilatazione favorendo quindi il microcircolo e lo sviluppo del follicolo pilifero. Aiuta inoltre a proteggere la cute dalle sostanze chimiche contenute nelle tinture.

La serenoa repens è una palma che cresce sulla costa atlantica meridionale degli Stati Uniti, nel sud dell’Europa e nell’Africa del nord. Questa pianta produce delle bacche di colore rosso scuro da cui si ricava una sostanza anti infiammatoria e che inibisce l’assorbimento del DHT – l’ormone del testosterone – riducendo le calvizie.

La caffeina penetra nella cute e nel follicolo e produce un’azione stimolante delle radici. Applicandola regolarmente, la chioma riprenderà vigore in quanto ha una grande forza rigenerante e contribuisce all’infoltimento dei capelli.

Il fieno greco è un’erba che grazie all’alto contenuto di fitoestrogeni costituisce un buon rimedio anti caduta. Esso aumenta la crescita dei capelli, è un ottimo idratante grazie all’alta percentuale di mucillagini che contiene, è un anti infiammatorio, regolarizza la produzione di sebo, dà maggiore volume e corposità e lascia i capelli setosi e lucidi.

Queste sostanze di cui si è appena parlato possono essere assunte sotto forma di integratori, ma sono anche ottimi componenti per impacchi e maschere.

Farmaci in lozione

Come si è appena visto esistono diverse sostanze naturali a cui ricorrere in caso di alopecia, ma se queste non sono sufficienti o sono inefficaci è necessario ricorrere a dei veri e propri farmaci. Essendo medicinali è sempre consigliabile rivolgersi a uno specialista che può essere un medico, un dermatologo, un tricologo o un farmacista. Per evitare danni è controindicato superare le dosi consigliate.

Il minoxidil, presente sotto forma di schiuma o lozione, stimola la crescita del cuoio capelluto. Si applica direttamente sulla cute, deve essere distribuito in modo uniforme sull’area interessata due volte al giorno per quattro mesi, periodo dopo il quale si vedranno i miglioramenti. Passati questi mesi, è possibile continuare con il mantenimento diminuendo la frequenza di applicazione.

Purtroppo non tutti i pazienti rispondono alla terapia in modo positivo soprattutto se il problema è accentuato e presente da molto tempo.

Il monoxidil, è meno efficace rispetto al finasteride – di cui parleremo tra poco – perché non combatte le cause endocrine della calvizie, ma, al contrario, ha meno effetti collaterali. Questi possono essere:

  • Dermatite con prurito, secchezza e desquamazione del cuoio capelluto;
  • Irritazione della pelle;
  • Effetto unto sui capelli;
  • Irritazioni degli occhi in caso di contatto.

Non può essere utilizzato durante la gravidanza e l’allattamento e dai pazienti che soffrono di problemi cardiaci.

La finasteride è ideale per trattare l’alopecia androgenetica, in cui un ormone riduce i follicoli piliferi. Questo medicinale contrasta il diradamento dei capelli e ne promuove la ricrescita. Viene molto apprezzato perché intervenendo contro l’alopecie, non influenza la normale attività svolta dal testosterone.

Deve essere assunto per via orale, quindi, si trova in compresse che devono essere deglutite intere. Anche in questo caso i risultati sono visibili dopo un primo periodo di tre mesi di terapia e per avere un effetto durevole occorre continuarlo per tempi indefiniti. Come tutti i farmaci presenta degli effetti collaterali – seppur molto di rado – che possono essere:

  • Riduzione della libido;
  • Disfunzione erettile;
  • Ridotto volume dell’eiaculato;

Inoltre è vietata l’assunzione in gravidanza in quanto potrebbe alterare i genitali esterni di un feto maschile.

Foltina Plus lozione

La foltina plus è una lozione anti caduta completamente realizzata con prodotti naturali che riesce a stimolare la ricrescita dei bulbi piliferi intervenendo sui follicoli dormienti.

Il primo punto a suo favore è il tempo di efficacia, infatti, fin dalle prime applicazioni i risultati sono visibili. Grazie alla presenza di arginina, serenoa repens e fieno greco ha un’azione anti caduta e di rinfoltimento.

L’applicazione è facile e comoda, si trova all’interno di un flacone spray, basta nebulizzarla sulla cute asciutta e procedere con un massaggio per favorire l’assorbimento. La terapia deve essere eseguita due volte al giorno per un mese e mezzo o due mesi.

Il vantaggio sui farmaci è palese: non ha effetti collaterali essendo composto solo da sostanze naturali, i risultati si ottengo in minor tempo, non unge e non sporca i capelli. Una recensione su Foltina plus la trovate sul sito specializzato in prodotti anticaduta Centronordsud.it.

Business passivo: un modello su cui investire per crescere

Business passivo: un modello su cui investire per crescere

Chi è dotato di spirito imprenditoriale è sempre alla ricerca di buone idee
ed intuizioni che possano portare allo sviluppo di un profittevole business. I
modelli di business sono praticamente infiniti, ma questa infinità è possibile dividerla in due grandi categorie: modelli attivi e modelli passivi.

Le definizioni parlano da sé: il modello attivo implica un costante approvvigionamento di energie e risorse per poter funzionare, un bar per
esempio, non si gestisce da solo; i modelli passivi, invece, prevedono un
investimento iniziale per quanto riguarda la progettazione di una gestione
automatizzata che comporti il minimo dispendio di energie e risorse umane
possibili (un minimo residuo c’è sempre).

È proprio questo il modello che ci interessa analizzare e prendendo ad esempio il business delle lavanderie self-service che ben rappresentano l’idea di investimento passivo e che risulta essere una buona base di partenza utile anche a sviluppare ulteriori business satelliti.

Lavanderia self-service come modello di business

Una lavanderia self-service, per quanto non sia certamente un’idea fresca e
originale, rappresenta un modello di business passivo ideale per chi ha delle risorse finanziare da investire su un’attività che non implichi un totale
impegno in termini di presenza e di tempo; quindi il modello giusto per essere affiancato ad un’altra attività imprenditoriale o anche ad una solida realtà di lavoratore dipendente, capace di fare da base per lo sviluppo di questo tipo di progetto.

È opportuno però fare una premessa: quando parliamo di business passivo, non è possibile farlo considerando l’enunciato come veritiero al 100%; soprattutto all’inizio è necessario un impegno importante per organizzare e mettere in essere gli strumenti, le strutture e logistica affinché l’attività possa funzionare con una gestione automatizzata. In ogni caso, anche dopo, sarà necessario un lavoro di controllo per verificare che tutto stia procedano secondo i piani.

Anche nella gestione di affitti (modello di business passivo per eccellenza),
per esempio, comporta per quanto minimo, un dispendio di energie e risorse che, in ogni caso, possono essere delegate ad una terza persona che può essere un collaboratore a contatto o anche un socio lavoratore; in questo modo e a patto che si goda di una solida fiducia nei confronti del delegato, questo business potrebbe essere davvero un’opportunità per fare profitto con un dispendio molto basso di risorse.

I vantaggi di aprire una lavanderia a gettone

Premessa: per compilare con valore reale queste righe dedicate al modello di business che stiamo analizzando, abbiamo fatto riferimento all’esperienza e alla competenza dello staff tecnico e commerciale dell’azienda Dry-Tech specializzata nella progettazione e realizzazione di lavanderie a gettone chiavi in mano, i cui servizi sono consultabili al sito internet https://www.dry-tech.it/.
Secondo quanto rilevato dal confronto con questa realtà imprenditoriale,
possiamo sintetizzare i vantaggi di aprire una lavanderia a gettone come segue.

Il primo vantaggio riguarda appunto il fatto di star investendo su un
progetto che, al netto delle risorse necessarie per metterlo in essere, non
comporta un particolare impegno di risorse ad attività avviata.

Il secondo vantaggio riguarda la possibilità, difficile in altri tipi di
business, di poter approssimare con una certa precisione i margini di profitto secondo un piano di fattibilità molto semplice e lineare. Si tratta di
un’attività che non presenta particolari imprevisti o variabili non prevedibili che potrebbero presentarsi in qualsiasi momento della gestione.

Il terzo vantaggio è quello di poter sfruttare lo spazio della lavanderia
per innestare su di esso alcuni business satelliti, sempre passivi, come
l’installazione di macchinette automatiche per la rivendita di prodotti, sia
attinenti e di utilità per il bucato, sia per il ristoro, quindi snack, bibite
calde e fredde e anche soluzioni per l’intrattenimento. Le possibilità sono
davvero infinite e dare uno sguardo a quello che succede in altri Paesi del mondo potrebbe essere un’ulteriore opportunità per capire come sfruttare al massimo questo business del bucato a gettone.

Nella città di New York, per esempio, le lavanderie sono dei veri e propri
centri di agglomerazione culturale, con la presenza al loro interno di attività extra che uno può svolgere mentre aspetta la fine del ciclo di lavaggio dei suoi panni. Nel nostro Paese da questo punto di vista, salvo qualche rara eccezione, non siamo poi così preparati ad accogliere questo tipo di idee.

Come aprire una lavanderia a gettone

Per aprire una lavanderia a gettone le soluzioni sono principalmente due:
occuparsi personalmente di tutti gli aspetti, dalla scelta del locale alla
ristrutturazione per adattarlo al tipo di attività (compresa tutta la burocrazia che c’è dietro) e gestire la fornitura dei macchinari necessari e occuparsi di tutti i dettagli necessari a far partire il progetto.

Fare questo è certamente possibile, ma è chiaro che risulta essere la via
più complicata e meno in linea con l’idea di un business passivo. Una soluzione che consenta di rimanere sul buon proposito di dedicarsi ad un business passivo e di semplificare tutti i passaggi necessari per realizzarlo, la offre un’impresa specializzata che possa prendere in carico il progetto e consegnare una struttura completamente funzionante e pronta a generare profitto.

Trekking fotografici: come prepararsi?

Trekking fotografici: come prepararsi?

Montagna e fotografia: due passioni che vanno a braccetto. Chi è appassionato di fotografia, trova in montagna paesaggi incantati da catturare attraverso l’obiettivo. Chi invece adora i monti e le camminate nella natura, spesso si trova davanti a panorami di tale bellezza che sarebbe un peccato non condividerli con tutti. Ed ecco che scatta la volontà di immortalarli con una fotografia.
Al giorno d’oggi basta davvero poco per portare a casa un ricordo di un’escursione, tra le montagne delle Dolomiti o sulle alture più vicine alle città: sono moltissimi gli smartphone con cui poter fare delle ottime foto durante questi trekking fotografici. Chi invece è più appassionato avrà bisogno di strumenti più specifici.

Zaino fotografico

Un fotografo tiene la propria attrezzatura con grande cura. Si tratta di strumenti molto delicati e in alcuni casi anche particolarmente costosi. Quindi un fotografo naturalista pronto per partire all’avventura verso le alte cime ha bisogno di uno zaino fotografico, come questi: un contenitore portatile con scompartimento e cinghie di fissaggio. Comodo, pratico ma soprattutto sicuro! Qui non si tratta di “cosa portare” ma di “dove metterlo”. Ovviamente poi ogni escursionista fotografo ha necessità diverse, sulla base della propria strumentazione e dei percorsi scelti. Servono più compartimenti o uno zaino molto leggero?

Ricordati che non ha senso portare nello zaino tutta l’attrezzatura in proprio possesso. Bisogna analizzare la tipologia di percorso che si intende intraprendere e pensare a cosa si vorrà fotografare, su che soggetti ci si concentrerà.

Attrezzatura per foto trekking: schede memory card

Una delle prime cose, oltre al corpo della macchina, da mettere nello zaino fotografico. Meglio non limitare la nostra creatività: è sempre meglio avere più foto tra cui scegliere. Ovviamente bisogna anche analizzare la lunghezza del percorso scelto, ma le card non pesano quindi è sempre meglio averne in abbondanza. Non si sa mai.

Foto trekking e obiettivi

Nella fotografia in montagna la scelta dell’obiettivo è molto importante, soprattutto se nostro zaino fotografico è piccolino e non ci permette di portare tutte le ottiche a nostra disposizione. Il grandangolo è sicuramente una scelta quotata per i paesaggi di montagna, poiché con una sola foto dà la possibilità di includere tutto: laghi, cime e foreste. Per evitare troppa distorsione è consigliato un grandangolare che va dai 35 ai 28 mm. Per una messa a fuoco selettiva e per dei soggetti distanti si può optare per il teleobiettivo. Questo comporta il bisogno di uno zaino più grande, sia per la dimensione dell’obiettivo stesso che per la necessità correlata di un treppiede (necessario per la stabilità dell’inquadratura).

Trekking fotografico e filtri

Dal controllo della luce alla correzione del colore. I filtri servono proprio a questo: risolvere i problemi. Ogni situazione necessita il filtro dedicato. Non ha senso portarsi dietro tutto, come detto in precedenza è importante analizzare a priori la tipologia di ambiente che si andrà a fotografare per poi scegliere con criterio. Un filtro polarizzatore, ad esempio, aiuta a esaltare i colori, definendoli e rendendoli più vivi e saturi. Un filtro neutro invece limita la luce, la filtra: questo è essenziale in determinate giornate per evitare creazione di livelli cromatici differenti e dominanze.

Escursioni fotografiche: quando si prolungano

Quando non si tratta di trekking fotografici in giornata, ma di veri e propri viaggi, ci sono alcuni elementi che bisogna portare in valigia, e che poi possono essere lasciati in albergo o nel rifugio, poiché più pesanti e ingombranti e magari non necessari durante l’escursione.

Computer portatile

Molte persone se lo portano sempre in vacanza, ma per un fotografo è essenziale. La sera, di ritorno dall’escursione fotografica, si può decidere di passare subito le foto sul pc e magari di fare già una selezione. Vedere le immagini sullo schermo del computer può anche indirizzare il fotografo sui miglioramenti da fare nella gita fotografica del giorno successivo.

Hard disk esterno

Assolutamente necessario! Perdere tutto il lavoro sudato durante giornata non è certo una bella sensazione. Per questo il passaggio del materiale su un hard drive esterno è sempre consigliato, non solo per i fotografi. L’hard drive va quindi portato anche in montagna, sempre che si tratti di un viaggio che duri più di un giorno, altrimenti si può anche pensare di risparmiare un po’ di peso nello zaino.

Fotografia per i siti web, come ottenere immagini di qualità

Fotografia per i siti web

Quando si crea un sito web una parte fondamentale è quella che riguarda il comparto grafico e fotografico. Spesso infatti ci si imbatte in siti che curano solamente uno dei due aspetti dove magari il designer ha fatto un ottimo lavoro con gli elementi vettoriali, ma non ha profuso lo stesso impegno nella parte dello shooting o nel selezionare e ritoccare le foto.

Questo è quanto più vero per i siti destinati ad aziende per cui l’immagine è essenziale: parliamo di quelle realtà industriali che si estendono anche a livello internazionale nel settore del fashion, giusto per fare un esempio concreto.

Andiamo quindi a scoprire quali sono le regole da sapere per uno shooting efficace per il sito istituzionale insieme a Mauro Pinto web designer di Geofelix web agency a Milano.

Foto di qualità fa rima con semplicità

Il vademecum delle regole compositive per uno shooting destinato al web inizia con una parola d’ordine: semplicità. Quando l’utente naviga ci mette davvero pochissimi secondi a fare lo scroll di una pagina e per fare in modo che qualcosa gli resti impresso e lo coinvolga deve comprendere al volo cosa sta osservando.

Dobbiamo applicare quindi questo concetto all’inquadratura delle nostre fotografie, perché mentre il nostro occhio effettua una selezione di ciò che vede, l’obiettivo della macchina fotografica catturerà tutto ciò che ha davanti. Così facendo non ci sarà un effettivo punto focale su cui richiamare l’interesse.

Semplificare vuol dire quindi veicolare un messaggio, rapido e diretto che chiaramente sarà in linea con i valori e le istanze del brand sul cui sito pubblicheremo il materiale.

Rendere chiaro il protagonista

Un corollario diretto della prima regola è la giusta messa in risalto del protagonista dell’inquadratura. Spesso infatti accade di osservare una foto in cui ciò che dovrebbe essere messo in evidenza, viene ripreso da lontano e così facendo qualche elemento di contorno, ma più in primo piano svia l’occhio.

Quindi il protagonista della foto deve essere univoco e deve riempire la scena: per attuare il suggerimento possiamo avvalerci dello zoom oppure, se possiamo, ridurre la distanza tra noi e il soggetto che stiamo fotografando.

Spezzare la monotonia

Quanto abbiamo detto non presuppone che il soggetto sia sempre al centro perfetto dell’inquadratura: punto focale non vuol dire infatti posizione centrale. Spezzare la monotonia anche attraverso le immagini è un modo per coinvolgere chi fa lo scroll della pagina, si può pensare come a una specie di gioco di movimento anche se con immagini statiche.

Per raggiungere questo obiettivo basta considerare l’immagine divisa da 3 linee verticali immaginarie che la tagliano in porzioni di uguale misura. Il soggetto deve essere lungo una di queste rette fittizie a destra o a sinistra.

Si ottiene un effetto ancora migliore se c’è un altro elemento, ovviamente in secondo piano, a occupare lo spazio restante in maniera intelligente: in gergo tecnico si dice che questo secondo fattore “bilancia” il primo. Lo spazio restante cioè non deve essere pieno, ma deve avere un secondo elemento che attiri l’attenzione dopo il primo.

Il giusto punto di vista

Tutte le strade portano a Roma. Chissà quante volte abbiamo sentito questo detto, stranamente è applicabile anche alla fotografia per il web. Quando decidiamo il soggetto dello scatto possiamo, attraverso la prospettiva che viene seguita su dei binari invisibili dall’occhio, dargli ancora più risalto.

Anche se non sono tracciate fisicamente, basta guardarci intorno per scorgere linee prospettiche: abitazioni, strade, cavi e chi più ne ha più ne metta. La prospettiva è un vero e proprio punto di vista che va sfruttato al meglio per accompagnare l’esperienza visiva.

E lo sfondo che fa?

Finora ci siamo soffermati a considerare maggiormente il soggetto principale, anche se ci siamo sempre riferiti ad altri possibili “parametri aggiuntivi”. Di fatto avere solo occhio per il protagonista non è bastevole. Lo sfondo è un elemento di riempimento che può compenetrarsi con il soggetto: se ad esempio sto fotografando una modella che porta una borsa sull’avambraccio teso, sopra e sotto e nello spazio che intercorre tra la persona e l’oggetto ci sarà uno sfondo.

Per avere un riempimento perfetto nei colori, ma anche in ciò che viene poi ripreso, a volte basta spostarsi leggermente. Inoltre, un altro accorgimento fondamentale, può essere quello di sfocarlo delicatamente sempre per rendere l’idea che gerarchicamente il nostro protagonista è ciò che va guardato.

Lavatrice: come evitare inutili sprechi e risparmiare

Lavatrice: come evitare inutili sprechi e risparmiare

Tutti hanno in casa una lavatrice, elettrodomestico ormai divenuto indispensabile nella vita di ogni famiglia. Dato l’utilizzo sempre più sovente di questo apparecchio, diventa importante prestare attenzione ai consumi, evitando gli sprechi e risparmiando denaro

Da non sottovalutare, poi, il fatto che una lavatrice performante e ottimizzata nei consumi salvaguarda l’ambiente e rende più leggero il costo delle utenze domestiche.

Lavatrice:come consumare meno

Cercare di gestire al meglio il consumo della lavatrice consente di risparmiare acqua e corrente elettrica.

Prestando le dovute attenzioni è possibile ridurre il costo delle bollette sino al 40%. Come fare? Ecco una lista per punti.

Risparmiare usando la lavatrice attuale

Se l’attuale lavatrice è ancora funzionante e in buono stato, ci sono delle piccole accortezze che, sul lungo periodo, possono aiutare a spendere meno di elettricità.

Carico: il ciclo di lavaggio va fatto partire sempre a a pieno carico. Questo evita di sprecare acqua e di logorare le parti vitali dell’elettrodomestico. Nel caso in cui l’apparecchio disponesse di una funzione “mezzo carico” è possibile usare quest’ultima, appositamente pensata per il lavaggio di una quantità minore di bucato.

Temperatura dell’acqua: se non strettamente necessario, è sempre consigliabile lavare a temperature che non superino i 40-60 gradi. Riscaldare l’acqua impiega una quantità non indiffferente di energia e, in molti casi, il calore rovina gli abiti.

Centrifuga: molte lavatrici sono dotate di centrifughe che superano i 1000 giri al minuto. Tuttavia, non è consigliabile usare una velocità troppo elevata. 800 giri sono sufficienti.

Orario: nel caso in cui la bolletta elettrica preveda delle fasce di prezzo differenziate a seconda dell’orario, è meglio far partire il ciclo di lavaggio la sera, dopo le 19, quando costa meno.

Lavatrice nuova: a cosa prestare attenzione

Quando la lavatrice deve essere sostituita, ci sono alcuni elementi da tenere in considerazione in vista del risparmio futuro.

Classe energetica: primo fattore da valutare è la classe energetica, ossia la quantità di elettricità impiegata dall’apparecchio per il corretto funzionamento. Questo elemento viene espresso con delle lettere: dalla A+++ alla D. La scelta dovrebbe ricadere su un prodotto che abbia un valore compreso tra la A+++ e la A.

Sistemi di blocco: sebbene quasi tutte le lavatrici ne siano provviste, è sempre meglio verificare che l’apprecchio che si intende acquistare abbia i giusti sistemi di blocco. In particolare è altamente consigliabile controllare che ci sia un sistema antiperdite e antischiuma. In questo modo si risparmierà evitando sprechi e si starà più tranquilli quando si è fuori casa.

Controllo remoto: le lavatrici più moderno hanno la possibilità di essere controllate da remoto, tramite app per smartphone. Acquistando un modello che ne sia provvisto, si potrà far partire il lavaggio a distanza, nell’orario che conviene di più.

Questa classifica delle migliori lavatrici è un valido strumento per aiutare tutti coloro che devono comprarne una nuova. La lista è stata stilata dall’autorevole “Altro Consumo” e tiene conto di tutti i fattori che sono stati fin qui illustrati.

Altri consigli per ottimizzare il consumo

Ottimizzare il consumo non significa solamente risparmiare sulla bolletta, ma anche sull’assistenza tecnica e sull’acquisto di bucato nuovo. Per evitare di rovinare le parti vitali della lavatrice e salvaguardare i vestiti durante il lavaggio bastano alcune, piccole, attenzioni.

Detersivo: usare sempre un detersivo apposito per lavatrici, evitando i prodotti in polvere che possono lasciare residui nella vaschetta e nei tubi compromettendo le performance dell’apparecchio.

Anticalcare: l’anticalcare va utilizzato almeno una volta a settimana per preservare il buon funzionamento dell’elettrodomestico.

Funzione capi delicati: riduce la temperatura, i giri di centrifuga ed evita che i vestiti in tessuti delicati (lana, seta, pizzo, eccetera) si rovinino.

Lavaggio eco: una funzione presente in molti modelli che consente di usare meno acqua e di ridurre i consumi elettrici. A meno che non ci siano particolari necessità, è sempre meglio preferire quest’ultimo rispetto al tradizionale.