Come creare degli slogan pubblicitari di successo, alcuni esempi famosi

Come creare degli slogan pubblicitari di successo, alcuni esempi famosi

La scrittura può fare la differenza, gli slogan pubblicitari sono un esempio concreto di come, poche parole ma ben studiate, sono in grado di smuovere l’audience e fare la differenza.

Un bravo copywriter deve saper intercettare i bisogni e trovare il modo migliore per veicolare il messaggio, affinché arrivi concretamente e con convinzione all’utente finale.

Parliamo di comunicazione persuasiva, che riguarda gli slogan o spot pubblicitari, solitamente, formati da una breve frase, che segue la campagna o lancia la comunicazione legata a servizi e prodotti di un determinato brand.

La scrittura creativa punta sui valori e i vantaggi in modo da raggiungere con maggiore immediatezza gli obiettivi. Un creatore di testi e spot pubblicitari non lavora da solo ma si integra con altre figure come l’arte director, responsabile del visual advertising.

Un copywriter professionista specializzato in questo settore crea slogan vincenti per promuovere un’attività o un prodotto, ma riuscire a sintetizzare tutto in un’unica frase non è di certo così semplice. Eppure quando ci riesce decreta il successo di un brand; chi avrebbe mai pensato che un semplice “Turista fai da te? Ahi Ahi Ahi” avrebbe fatto reso Alpitur il major dei tour operator nel mondo?

La creazione di uno slogan pubblicitario è un percorso che nasce e viene sviluppato di pari passo insieme all’idea del concept di cui è portavoce. I claim famosi fanno leva su una promessa fatta al pubblico “L’analcolico biondo che fa impazzire il mondo” rileva la sottigliezza che non solo l’alcol può inebriare, un prodotto analcolico farà lo stesso effetto. Ma non solo, nascono per essere esportati e contestualizzati nella vita quotidiana, anche staccati dal brand.

Come deve essere uno slogan pubblicitario?

Uno slogan pubblicitario di successo deve essere diretto, breve e immediato, deve riuscire a colpire il pubblico e restare in memoria.

Allo stesso tempo, deve essere comprensibile, facile da comprendere. Sono tanti i pubblicitari famosi che hanno realizzato campagne pubblicitarie rimaste nella storia grazie a brevi ma accattivanti concetti, per citarne alcuni: Armando Testa, Oliviero Toscani e Benetton, Bruno Munari, Erberto Carboni.

Un’altra caratteristica importante di uno slogan pubblicitario sono la sua brevità e la sua coerenza con il resto della comunicazione aziendale.

La frase pubblicitaria deve essere quello strumento che fa scattare il desiderio di avvicinarsi per soddisfare un bisogno che, a volte, non si aveva nemmeno idea di avere. Per far ciò, è importante avere un’ottima conoscenza del target di pubblico, dei suoi bisogni e dei suoi desideri.

Come scrivere una frase d’effetto per il proprio slogan?

La creazione di una frase pubblicitaria efficace ha bisogno di un copywriter e di un art director, ma questo non vuol dire che non si possa provare a lavorare da soli per cercare di scrivere degli slogan efficaci.

Proviamo a darti qualche consiglio da cui partire per creare autonomamente uno slogan pubblicitario vincente.

I pubblicitari famosi, quelli che hanno creato frasi pubblicitarie d’effetto nel loro vademecum mettono al primo posto il dettame il quale sostiene che per creare uno slogan pubblicitario o aziendale che ottenga successo è necessario conoscere il target e intercettarne i bisogni: risolvere un problema, colmare un vuoto, informare.

Dall’altra parte c’è l’azienda e il prodotto che aiuterà a soddisfare un bisogno, bisogna osservare, conoscere e poi lavorare sul piano immaginario, lasciarsi trasportare dall’immaginazione senza allontanarsi troppo dalla concretezza.

Ovviamente, la parte testuale di una sola frase non può essere sufficiente, lo slogan non spiega interamente ciò che si sta offrendo o il prodotto o servizio nel dettaglio.

Questo sia a causa degli spazi ridotti che al fatto che lo slogan va a integrarsi a una parte visual che offre la possibilità di aggiungere molto più testo.

Insomma, creare uno slogan pubblicitario, una frase breve e immediata che riesca in poche parole ad evidenziare le caratteristiche è una vera arte ed è fondamentale se si vuole avere una buona riuscita.

Nello slogan bisogna descrivere un prodotto o un servizio e farlo nel miglior modo possibile. Come realizzare una frase ad effetto che faccia la differenza? Riassumendo: dovrà essere breve, semplice, facile da ricordare e comprensibile.

Dovrà essere strettamente legata al brand, unica e differenziata, avere una certa musicalità e un ritmo, dovrà riuscire ad entrare nella testa dell’audience e restarci.

Infine, ricordiamo che una campagna pubblicitaria di successo non può prescindere da degli slogan efficaci, non si può pensare di lanciare un prodotto o un servizio senza un accurato lavoro di copywriting.

Gli slogan pubblicitari più riusciti degli anni ‘90

Gli anni ’90 non hanno ancora visto l’avvento dell’era digitale, sono la naturale prosecuzione di tutto ciò che era stato discusso, provato e architettato nei decenni precedenti, dagli eccentrici ’70 agli ’80 “dei lustrini e paillettes”. Insomma anni in cui la semplicità non era il primo dei valori da perseguire ma che ci hanno lasciato un’eredità in termine di concept creator davvero notevole. 

In tema di slogan pubblicitari esempi non si può prescindere dal programma TV Carosello, un insieme di reclame che – della sua stessa esistenza – ha fatto uno spartiacque generazionale. Chi di voi non ha mai sentito ripetere ai propri genitori, dal tacco alla punta dello stivale italiano, “quando io ero bambino si andava a letto subito dopo Carosello”? Un programma pubblicitario con una mission pubblicitaria e uno degli slogan pubblicitari inventati meglio riusciti nella storia del commercial italiano.

Non stiamo parlando dei blasonatissimi spot in ultra HD che vengono proiettati durante la finale del Super Bowl in America, ma della capacità di creare slogan pubblicitari d’impatto anche con budget modesti. È il caso della “Cremeria”, il gelato in vaschetta del brand Motta, e il suo “C’è Gigi? No ma c’è la Cremeria”. Una frase banale, che a tratti può sembrare addirittura inadeguata, eppure sono passati trent’anni e a tutti risuona ad ogni vista di una confezione di gelato. 

Campagne di successo sono legate anche a quello che si può definire l’ambito della pubblicità progresso. Ritornando ai famosi anni ’80, che abbiamo definito di lustrini e paillettes, non è tutto oro ciò che luccica. Sono questi gli anni più bui per l’emergenza droga e AIDS in Italia e nel mondo, in Germania impazza sul tema il film “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” e nel belpaese le campagne del Ministero della Salute. Un trend cavalcato a mezzo slogan dalle aziende, è il caso del “Liberi di amarsi col cuore” il messaggio finale dello spot Durex nel noto spot in cui un professore entra in una classe di liceo e trova un profilattico a terra e si alzano tutti gli alunni dicendo “è mio”.

Le frasi promozionali sono il bigliettino da visita di un brand per il grande pubblico, ma vanno studiate bene perché il loro diventare un tormentone deve essere misurato alla sua mission finale: dare risalto al prodotto che sponsorizzano, non schiacciarlo.

Immagini senza copyright, quali sono e dove trovarle?

Immagini senza copyright, quali sono e dove trovarle

Le immagini sono tra le cose più importanti nel mondo del blogging e del social media marketing, sappiamo che ce ne sono tantissime sul web che sono soggette a restrizioni di copyright, riuscire a trovare quelle che è possibile usare liberamente potrebbe sembrare complicato per chi non sa dove cercare.

Ma, in realtà, cercare immagini ad alta risoluzione senza copyright in è meno difficile di quello che si pensa, su internet ci sono tantissimi siti di immagini che possono essere utilizzate, distribuite con la Creative Commons Zero.

Prima di capire come trovare foto senza copyright, spieghiamo cosa significa Creative Commons, una definizione che non tutti conoscono ma che è determinante per scegliere correttamente le immagini da utilizzare.

Cosa vuol dire Creative Commons?

Il Creative Commons è un progetto di Lawrence Lessing a tutela dell’opera d’ingegno che offre la possibilità di poter sfruttare un lavoro ma con determinati limiti. Si rivolge a immagini, testo, video, musica e altri tipi di opere d’ingegno.

Sono diverse le licenze Creative Commons a disposizione, tutte con limiti differenti, quella più flessibile è la CC0 che permette di usare un contenuto, quindi anche una foto, senza diritti d’autore.

Partendo da questa informazione è possibile capire quando ci si trova davanti a un contenuto senza copyright e poterlo utilizzare tranquillamente, siano esse immagini ad alta risoluzione gratis o foto ad alta risoluzione gratis.

Dove trovare le immagini senza copyright

Le ricerche delle immagini e delle foto da parte degli utenti vengono effettuate soprattutto su Google Immagini, ma è bene sapere che non è sarebbe possibile utilizzarle anche se è un comportamento molto comune.

Google Immagini ha così deciso di inserire uno strumento utilissimo: la ricerca avanzata Creative Commons. È necessario seguire questo percorso: Google Immagini > Strumenti > Diritti di utilizzo.

Sono tre le categorie tra cui è possibile scegliere:

  • Liberamente utilizzabili o condivisibili.
  • Liberamente utilizzabili, condivisibili o modificabili.
  • Utilizzabile a scopo commerciale.

La prima opzione permette di copiare e distribuire a propria volta i contenuti a patto che non vengano modificati; con la seconda si possono utilizzare a patto che si rispettino i vincoli di licenza e, con la terza, quella a scopo commerciale, si è ancora più liberi di riutilizzarle.

Consigliamo di controllare sempre tutti i dettagli riguardanti il permesso di utilizzo delle immagini e dei contenuti, per evitare spiacevoli sorprese.

Altri siti per trovare foto senza copyright

Un modo semplice e veloce per trovare foto e immagini senza copyright è quello di scegliere siti web che offrono un servizio di archiviazione di questo genere, contenuti con licenza Creative Commons.

Soluzioni pensate per dare agli utenti la possibilità di scaricare immagini gratuite con licenza CC0, senza alcun vincolo da poter usare in base alle proprie esigenze.

Sono tantissimi i siti a disposizione, alcuni offrono immagini ad alta qualità con licenza completamente free, tra i più famosi ci sono: Pixabay, Unsplash, Pexel, Librestock, Mourguelife e Splitshire.

Ovviamente, non basta sapere di trovarsi in un sito che distribuisce immagini gratuite, ma è necessario saper individuare correttamente la licenza d’uso presente sul singolo portale.

Non tutti i siti web comunicano le regole e i diritti d’utilizzo delle immagini, mentre altri le mostrano in evidenza, consigliamo quindi di prendersi qualche minuto in più per evitare di commettere errori.

Sono da preferire le suddette condizioni:

  • Dettaglio licenza in evidenza sulle foto
  • Contatti e autore delle foto
  • Esposizione chiara della policy per le licenze

Inoltre, devono essere integrati tutti gli strumenti utili per poter avere maggiori sicurezze e conferme che si stanno acquisendo immagini e contenuti privi di copyright e vincoli.

In ultimo, un buon escamotage che dà anche una certa sicurezza è quello di contattare direttamente l’autore della foto e chiedere di poterla utilizzare liberamente.

Perché preferire l’alta risoluzione nelle foto e nelle immagini

La risoluzione di un’immagine o di una fotografia descrive i dettagli (o le informazioni) contenuti in essa. Maggiore è la risoluzione, maggiore è il dettaglio evidenziabile dall’immagine, poiché sono presenti più informazioni. Le informazioni si traducono in “pixel”, che sono i diversi “punti” colorati che compongono un’immagine. Più pixel ci sono, l’immagine diventa più vivida e dettagliata ad occhio nudo. Se un’immagine ha pochissimi pixel (bassa risoluzione), l’immagine apparirà “pixelata” – i pixel sembrano quadrati tutti uniti – e la foto risulterà sgranata. 

Per far sì che la componente visual in un articolo di un blog, in un prospetto pubblicitario o in una campagna social sia efficace, è necessario utilizzare immagini ad alta risoluzione gratis, se si punta a budget ridotti. Stesso discorso per le foto, vi immaginate il reportage dal vivo di un concerto pubblicato su una webzine di settore con rappresentazioni dell’artista sgranate? No, meglio non pensarci. Dunque per evitare di avere l’effetto appena immaginato, un misto tra aberrazione ed eresia da fan indomiti, meglio sicuramente a foto ad alta definizione gratis (in HD). 

Ovviamente non fraintendiamoci, se nel parterre dei siti trovate una brutta immagine ad alta risoluzione gratis con cui iniziare – qualcosa di sgranato, già pixelato o di colore fangoso – solo perché sia di alta risoluzione non la risolverà, sarà solo un’alta risoluzione di una brutta immagine. Dunque oltre a guardare i pixel e la risoluzione, assicurarsi sempre che l’immagine sposi il proprio gusto e quello degli utenti che la vedranno. 

Cos’è lo storytelling e come può essere utile per raccontare un business?

Cos’è lo storytelling e come può essere utile per raccontare un business

Avrete sicuramente sentito parlare di storytelling, soprattutto, nel settore business, ma in che modo può essere utile? Questo è quello che cercheremo di spiegare nei prossimi paragrafi, spiegandone l’importanza e l’efficacia soprattutto nelle strategie di marketing che puntano alla comunicazione con lo storytelling.

Cos’è lo storytelling?

La parola storytelling è formata da “story” e “telling”, termine che tradotto in italiano indica l’espressione per raccontare una storia, che sia di comunicazione narrativa o creativa.

Si tratta di una tecnica di comunicazione che permette di attirare l’attenzione di un pubblico specifico tramite il racconto di una storia che sia in grado di veicolare un messaggio ben preciso e stimolare il desiderio del lettore, persuadendolo a compiere un’azione.

Funziona? Assolutamente, ma bisogna comunicare nel modo giusto. Ci sono tanti storytelling esempi di insuccesso e questo può far pensare che si tratti di uno strumento non così utile.

In realtà, gli esempi di insuccesso di storytelling hanno dietro una mancata conoscenza dell’audience, dei target e dei prodotti e servizi promossi.

Saper raccontare una storia con successo, utilizzando parole e metodi giusti, può avere un impatto positivo sul business.

Storytelling e aziende, perché lo usano?

Sono tanti i brand internazionali che hanno compreso a pieno le potenzialità di questa tattica comunicativa, decidendo di adottarla con i loro clienti, allo scopo di attirarne l’attenzione e fidelizzarli.

I clienti fidelizzati tramite storytelling sono quelli maggiormente coinvolti nella storia del brand, riconosco e abbracciano con facilità valori e messaggi e sono più propensi ad essere fedeli e ad acquistare.

Per cui, lo storytelling è utile a qualsiasi azienda per farsi conoscere sul mercato in cui opera, ma anche ai liberi professionisti che hanno l’obiettivo di potenziare e rendere più efficace la propria identità.

Lo Storytelling e i suoi obiettivi di business

Gli obiettivi dello storytelling possono essere di diversa natura, soprattutto quando riguarda le aziende, le finalità di questo strumento di comunicazione sono concentrate in particolare sul raggiungimento di obiettivi specifici che possono essere pubblicitari, di vendita o di acquisizione clienti.

Storytelling commerciale: quando lo scopo è quello di persuadere, vendere e differenziarsi dalla concorrenza.

Storytelling politici: quando lo scopo è quello di ottenere nuovo sostegno politico, anche all’interno di una realtà aziendale.

Storytelling per marketing: quando si vuole attirare l’attenzione del pubblico a cui ci si rivolge, cercando di stimolare un bisogno e dando vita a una relazione basata sulla fiducia.

Storytelling pubblicitari: la creazione di una storia che promuova la marca, aumenti la visibilità del brand o dell’azienda, aiuti i consumatori a ricordare la marca e ciò che offre.

Storytelling personal branding: in questo caso è quando una persona vuole vendere le proprie competenze e conoscenze, mettendo a disposizione le proprie abilità professionali al servizio dei potenziali clienti.

Come deve essere lo storytelling vincente?

Uno storytelling vincente deve avere un forte effettuo persuasivo su chi legge, la storia deve essere in grado di attirare l’attenzione del target e convincerlo a interessarsi.

Deve essere molto convincente, deve portare alta l’attenzione verso ciò che viene raccontato e allo stesso tempo infondere quella sensazione di autenticità, che sa di unico, genuino, concreto.

Deve toccare le emozioni del pubblico, diverse ricerche di mercato hanno evidenziato che un pubblico emotivamente coinvolto è molto più propenso agli acquisti rispetto a uno annoiato.

La storia che si racconta deve invogliare chi la legge ad ascoltare e poi condividerla, rendendolo attivamente partecipe della sua diffusione, questo crea un engagement molto importante per il brand e per le aziende che fare storytelling sui social.

Infine, ricordiamo che bisogna sempre trovare le parole giuste per raccontare, farsi ricordare e per costruire quella relazione produttiva e indissolubile tra brand, impresa o professionista col proprio pubblico di nicchia.

Vuoi avere successo col tuo blog aziendale? Ecco cosa devi fare

Vuoi avere successo col tuo blog aziendale? Ecco cosa devi fare

Avere successo col blog aziendale è davvero possibile? Se lo si fa nel modo giusto, certamente sì. Attenzione però perché non si tratta di un’attività che si può improvvisare o di un qualcosa che si fa nel tempo libero, a random, occorre pianificare una strategia e programmare un calendario editoriale, anche se non si è degli esperti. Pubblicare un articolo quando viene bene e si ha tempo, infatti, non porta ad alcun risultato, è solo una perdita di tempo. Vediamo invece come scrivere post interessanti e come programmarne la pubblicazione.

Blog aziendale: scegli gli argomenti migliori

La prima cosa che devi fare è senza dubbio scegliere gli argomenti migliori per il tuo blog. Per farlo devi prima di tutto capire chi è e cosa vuole il pubblico a cui dovrai rivolgerti. Devi quindi avere un target e questo dipende dal tipo di business a cui ti dedichi. Facciamo un esempio. Se ti occupi di moda donna, dovrai indirizzare gli articoli del tuo blog a un target prettamente femminile. Magari suddiviso in fasce d’età, tipo di lavoro, zona di residenza.

Per ottenere questo tipo di pubblico occorre uno studio di settore, ma se stai iniziando puoi fare delle prove e vedere quale tipo di utenti risponde meglio ai tuoi post.

Facciamo un altro esempio. Un avvocato cosa mai potrà scrivere nei suoi post blog? Ebbene, potrebbe scrivere dei post tecnici, sia riferiti a colleghi o comunque esperti del settore, quindi con un determinato tipo di linguaggio, sia a potenziali clienti, dove quindi andrà a spiegare, con un linguaggio semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori, una determinata procedura, una legge, o come comportarsi in determinate circostanze dal punto di vista legale.

Un altro tipo di articolo che funziona è quello della narrazione di un caso specifico. Restando nell’ambito legale si può spiegare come si è risolto un determinato caso, ovviamente nel pieno rispetto della privacy, raccontandolo in modo narrativo.

Ancora, un tipo di post che funziona è il vademecum, ovvero, “come fare per”. L’avvocato, per esempio, potrà raccontare come fare per chiedere una consulenza per usucapione, o per avere un sostegno economico dall’ex coniuge, e così via.

Come programmare l’uscita dei post blog

Come programmare l’uscita dei post blog

Come abbiamo detto prima, non si può pensare di far uscire i post a random, bisogna programmare. Per fare un calendario efficace occorrerà qualche tempo in modo da studiare bene il proprio target e capire quale sia la frequenza migliore e quali possano essere i giorni di pubblicazione più idonei, così come la fascia oraria.

Una volta stilato il calendario, come consiglia Davide Venturini, consulente SEO e imprenditore sul web, è importante rispettarlo il più possibile, prima di tutto per non confondere gli utenti, e in secondo luogo per non accumulare argomenti.

Caratteristiche di un articolo che funziona

Abbiamo visto i possibili argomenti, la programmazione del calendario, ora non ci resta che capire in che modo strutturare il nostro post blog.

Iniziamo dalla lunghezza. Un post blog non può essere troppo sintetico, non è un post da pubblicare sui social, deve avere una lunghezza tale da consentire di esaurire bene l’argomento. Naturalmente non si deve eccedere, un articolo eccessivamente lungo viene facilmente abbandonato dopo poche righe, a meno che non si sia davvero interessati all’argomento. Non possiamo definire una lunghezza minima o massima, certamente il post deve trovare un’armonia strutturale in base al contenuto.

Un piccolo segreto, oltre a una formattazione ad alta leggibilità, quindi con elenchi puntati, H1 e H2, è quella di inserire delle immagini accattivanti. Non solo, a seconda dell’argomento, invece di spiegare con un muro di parole, si può optare per un’infografica o addirittura un contenuto video.

Insomma, in generale la regola è che si deve testare per capire cosa funzioni e cosa no, magari chiedendo la consulenza di professionisti del settore.

Seo Tools: una guida per sceglierli

Seo Tools: una guida per sceglierli

Per avere dimestichezza con il Digital Marketing è di fondamentale importanza saper gestire la SEO, ovvero il settore che si occupa di migliorare la posizione dei siti web nei risultati organici, cioè non sponsorizzati, prodotti dai motori di ricerca.

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimazation, comprende le strategie volte all’aumento della visibilità di una pagina e mira alla migliore posizione che questa assumerà nelle classifiche dei motori di ricerca.

Per arrivare a questo risultato sono molteplici gli aspetti da attenzionare, come:

  • La struttura del sito,
  • Il codice HTML,
  • I contenuti testuali,
  • La gestione dei link, sia in entrata (ovvero che da altre pagine portano alla tua) che in uscita (dal tuo sito verso altri).

Utilizzare il linguaggio SEO nel modo opportuno significa, prima di tutto, scrivere contenuti di qualità usando le parole chiave che verranno digitate sui motori di ricerca e che rimanderanno ai vari blog.

Il ruolo fondamentale è, appunto, giocato dai motori di ricerca il cui protagonista indiscusso è Google, infatti il suo algoritmo e i suoi aggiornamenti vengono studiati attentamente. In generale un motore di ricerca opera cercando in rete un argomento e grazie ai suoi bot copia sulla sua pagina i link che hanno relazione con le parole chiave ricercate. Successivamente provvede a fare un’indicizzazione del materiale trovato e a metterlo in ordine in base alla pertinenza con la keyword. Tutto questo lavoro – che in realtà viene effettuato in millesimi di secondo – termina con la SERP ovvero con la pagina dei risultati del motore di ricerca.

Esistono diversi strumenti (tools) che aiutano un sito internet in questo processo:

  1. Semrush
  2. Ahrefs
  3. Majestic

Come si evince è indispensabile utilizzarli affinchè il proprio sito possa avere un buon traffico al suo interno e possa occupare delle posizioni rilevanti sui motori di ricerca.

1. Semrush

Semrush è composto da una serie di strumenti che servono a studiare il posizionamento SEO, cioè il risultato migliore che si può ottenere nella serp di un motore di ricerca. Per fare questo, come già detto, si deve attuare una strategia che prevede una sinergia tra link in entrata, menzioni e citazioni.

A detta degli esperti del settore, Semrush, è il migliore strumento SEO per monitorare e migliorare il posizionamento dei siti web, inoltre, possiede un database completo da cui attinge per le ricerche.

Si compone di diverse funzionalità che:

  • rilevano l’andamento del blog, consigliando come ottimizzare la struttura degli articoli;
  • trovano le keyword da scegliere con alto volume di ricerca e poca competitività;
  • indicano i backlink utili per attirare clienti.

Si può provare gratuitamente per sette giorni e con l’abbonamento base è già possibile fare un’analisi del sito ricevendo delle strategie per migliorarlo.

Possiede una sezione per monitorare i social media: collegandoli alla piattaforma si avrà traccia dell’andamento dei follower, della condivisione dei contenuti, dei like e si riceveranno consigli su come migliorarli.

È possibile scegliere tra tre tipi si abbonamento: Pro per freelancer, startuper e addetti al marketing in-house; Guru per piccole e medie imprese e agenzie di marketing in crescita; Business per agenzie, progetti e-commerce e attività con una notevole presenza online. TI consigliamo di dare uno sguardo ai prezzi di SEMrush sul sito abcity.it

3. Ahrefs

Ahrefs è un tool adatto soprattutto a chi ha già dimestichezza con la SEO, infatti viene molto utilizzato dalle web agency. Le sue principali funzionalità sono:

  • Analisi dei backlinks
  • Keyword research
  • Analisi dei contenuti e dei competitors
  • Seo audit
  • Statistiche social e rating
  • Controllo posizionamento organico

La parte fondamentale di questo tool è la funzione Site Explorer grazie alla quale è possibile analizzare un dominio o una specifica URL.

Effettua una dettagliata analisi dei backlink fornendo grafici e report, monitora i competitors e i trend di crescita o decrescita dei dati cercati.

Tra le task secondarie vi è Crawl Report che evidenzia le principali problematiche di crawling, ovvero il processo che seguono i motori di ricerca per raccogliere le informazioni sui siti web.

Si può optare tra quattro formule di abbonamento: Lite, Standard, Avanzato e Agenzia.

3. Majestic

Anche questo tool permette di analizzare keyword e posizionamento del sito, ma è ottimo per quanto riguarda i backlink. Majiestic, infatti, consente di visualizzare i link di siti esterni: effettua un esame dei profili dei competitor trovando i loro link partner e la strategia che usano così da crearne una per il proprio blog conoscendo e sfruttando i rivali.

Esso inoltre:

  • permette di notare la qualità e la quantità dei siti da cui provengono i link inbound; viene anche effettuato un rapporto tra questi due fattori per costatare l’affidabilità.
  • Analizza gli argomenti dei siti web da cui provengono i backlink.
  • Analizza le diverse tipologie di link (redirect, testo, immagini o frame) e se sono attivi o sono stati rimossi.
  • Evidenzia le parole che vengono utilizzate per linkare i contenuti.

Prevede tre tipi di abbonamento che variano a seconda delle esigenze degli utenti: LITE per gli amatori, PRO per i professionisti e API per sviluppatori e agenzie che necessitano un’elevata quantità di dati.

Suggerimenti per la scelta dei ventilatori industriali

Suggerimenti per la scelta dei ventilatori industriali

I ventilatori industriali (qui trovi interessanti approfondimenti https://ventilazionesicura.it/ventilatori-industriali/) sono dispositivi progettati e costruiti appositamente per essere utilizzati in ambiti in cui si svolgono processi di lavorazione e/o produzione.

La peculiarità di queste speciali macchine consiste principalmente nella capacità di trattare grandi flussi d’aria o gas o altri fluidi comprimibili, in alcuni casi anche misti a particelle solide e dalle temperature molto elevate. La potenza del flusso emesso e le funzionalità dei diversi dispositivi possono, comunque, essere anche molto diverse e adattabili alle esigenze dell’impianto all’interno del quale vengono installati.

Tipologie di ventilatori industriali

Con riferimento alla meccanica, i ventilatori industriali si distinguono in due grandi categorie:

  • ventilatori assiali, dotati di ventole ad elica che aspirano l’aria ruotando parallelamente all’albero motore;
  • ventilatori centrifughi, che funzionano sfruttando, appunto, la forza centrifuga prodotta tramite una coclea interna a spirale.

Mentre i ventilatori assiali sono più idonei a spostare grandi volumi di aria o gas, quelli centrifughi sono particolarmente adatti a luoghi nei quali siano presenti fluidi misti a particelle solide e l’aria abbia necessità di essere filtrata.

Oltre che nella funzionalità, le due tipologie di ventilatori industriali sono diverse anche strutturalmente: i ventilatori centrifughi sono più robusti e resistenti, adatti per questo a lavorare a ciclo continuo e in grado di trattare masse d’aria di temperatura anche molto elevata.

Di contro, sono più ingombranti dei ventilatori assiali e necessitano, per la loro installazione, di uno spazio maggiore e di una configurazione apposita del sistema di tubature.

I ventilatori assiali, più leggeri e dall’installazione più semplice ed economica, vengono invece preferiti quando si debba sostanzialmente garantire la sicurezza e la salubrità dell’ambiente di lavoro.

Considerato che ogni settore dell’industria ha esigenze e finalità produttive differenti, la scelta relativa alla tipologia di ventilatore da installare nello stabilimento, dipende appunto da quelle necessità e soprattutto, da quale sia l’esigenza prevalente.

In linea di massima, quando si tratta di aspirare aria pulita, anche di grandi volumi ma in assenza di condizioni di resistenza particolari, è preferibile installare nello stabilimento un ventilatore assiale. Meglio ancora se dotato di eliche ad alto rendimento, che riducono i consumi e, di conseguenza, anche i costi di utilizzo.

Quando invece sussiste l’esigenza di trattare fluidi ad alta concentrazione di particelle solide o dalle temperature molto elevate, sarà più indicato un ventilatore centrifugo. Specialmente se fornito di pale radianti, questa tipologia di dispositivo avrà un rendimento più sicuro, una funzionalità più elevata e una durata maggiore.

In sede di scelta, comunque, specialmente effettuata consultando cataloghi di vendita o visitando siti on line, può non essere facile interpretare correttamente le curve e le formule che spiegano tecnicamente il funzionamento di un ventilatore industriale: è sempre opportuno, dunque, uno scambio puntuale di informazioni tra venditore e acquirente.

In primo luogo perché, tramite una completa conoscenza dei dettagli relativi al prodotto e alle sue dinamiche, il cliente avrà una ragionevole consapevolezza dell’acquisto e quindi di ottenere un prodotto che risponda alle sue reali esigenze.

Inoltre, conoscere con chiarezza e valutare le condizioni di garanzia offerte dal venditore, consente all’acquirente di salvaguardarsi in misura maggiore dai danni, economici e materiali, che possono derivare dal mancato o cattivo funzionamento del dispositivo.

Come sviluppare il tuo digital mindset

Come sviluppare il tuo digital mindset

Ultimamente si sente parlare spesso di Digital Mindset ma in pochi conoscono il vero significato di questa strategia che rappresenta un aspetto fondamentale su cui puntare se si vuole accrescere il potenziale di un’azienda oppure se si stanno cercando nuove opportunità di lavoro.

Cosa si intende per Digital Mindset

Digital Mindset è un termine che è nato successivamente ai cambiamenti avvenuti nell’ambitto sociale a seguito della digitalizzazione e delle rivoluzioni a livello informatico e tecnologico.

Oggi sono cambiate moltissimo le modalità con cui i problemi vengono affrontati e sono aumentati moltissimo gli strumenti a disposizione per risolverli. Ovviamente tale cambiamento ha influito notevolmente sul modo di pensare ed agire degli individui.

Il termine Digital Mindset era stato già utilizzato nelle università intorno al 2013, quando fu Vivienne Benke a dare una precisa definizione di questo concetto. Secondo lei il Digital Mindset comprende esperienze e conoscenze delle persone sviluppati nella società digitale che vengono quindi riconosciute ed utilizzate per ottenere maggiore successo nel settore delle tecnologie.

Capire se si possiede un buon Digital Mindset

Alcuni hanno un amore ed una passione molto forti per la tecnologia e non temono le nuove sfide digitali, mentre altre persone non si sentono propriamente spavaldi nell’utilizzo di strumenti informatici e scelgono magari mezzi più tradizionali e che conoscono meglio per risolvere i propri problemi.

Cerchiamo di capire nel dettaglio le caratteristiche che distinguono un individuo con un proprio Digital Mindset. Il primo tratto distintivo è sicuramente la propensione alle novità che si manifesta attraverso la curiosità nei confronti degli strumenti innovativi offerti dalla tecnologia e dalla voglia di tenersi sempre al passo e aggiornati in merito a tutte quelle che sono le news legate al mondo digitale.

Inoltre, chi possiede il Digital Mindset utilizza la tecnologia per raggiungere traguardi ed obiettivi in vari settori, da quello personale a quello professionale ed ama le sfide che le nuove tecnologie gli pongono davanti.

Il Digital Mindset e le sue aree-chiave

Il concetto di Digital Mindset è molto articolato e complesso ed è opportuno proseguire analizzando il ruolo della componente comportamentale e cognitiva. Quest’ultima a sua volta dipende da integrazione e differenziazione.

La differenziazione rappresenta sostanzialmente la vastità di conoscenze di un determinato individuo in merito alle innovazioni digitali, mentre l’integrazione spiega quanto la conoscenza viene realmente applicata all’interno di contesti di quotidianità.

La componente comportamentale del Digital Mindset viene suddivisa ulteriormente in altre due parti. Una costituita dall’accettazione digitale, l’altra il rifiuto. Ovviamente l’una esclude l’altra. Sostanzialmente, coloro che hanno un buon Digital Mindset ma rifiutano la tecnologia hanno ben chiaro le notizie e le informazioni per capire come agire e comprendere se accettare o no le opportunità offerte dagli strumenti tecnologici.

Chi, invece, non è dotato di un forte Digital Mindset non ha a disposizione queste informazioni e non riuscirà a valutare la miglior soluzione a livello tecnologico o digitale.

In un mercato lavorativo in continua evoluzione, fatto da personale che richiede sempre maggiori competenze da parte dei candidati è fondamentale migliorare il proprio Digital Mindset così da rimanere sempre “sul pezzo” e mostrarsi competitivi agli occhi del personale di selezione.

Iniziando ad ampliare le proprie visioni sul mondo digitale è il primo passo verso lo sviluppo di un Digital Mindset personale, del quale poter usufruire in tutte le occasioni che si presenteranno. Maggiori sono le conoscenze sugli strumenti digitali esistenti, maggiori sono le possibilità di arrivare alla risoluzione di un problema o al raggiungimento di un determinato traguardo.

Come conservare fattura elettronica: Agenzia delle Entrate o professionisti

Come conservare fattura elettronica: Agenzia delle Entrate o professionisti

La fatturazione elettronica è d’obbligo. Una volta però capito come vanno compilate ed emesse queste nuove fatture, e una volta capito come si dematerializzano, può rimanere sempre il dubbio su come vadano conservate, o meglio a chi farle conservare. Ci sono due strade in tal senso. Una prevede di affidarle all’Agenzia delle Entrate, l’altra di avvalersi di professionisti del settore. È quello che vedremo in questa guida su come conservare fattura elettronica (segui i suggerimenti degli esperti di Savino Solution qui) tra Agenzia delle Entrate e professionisti.

Come conservare fattura elettronica: l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate conserva tutti i nostri dati, e le fatture elettroniche non fanno certo eccezione. Quando si invia una fattura del resto, l’Agenzia ne riceve una copia, e la immagazzina nel cosiddetto cassetto fiscale. Quindi, lo ribadiamo, l’Agenzia ha già le nostre fatture elettroniche, sia emesse come ditta, sia ricevute come clienti.

Per legge la documentazione va conservata a disposizione per eventuali controlli per 10 anni. La conservazione di questa documentazione inoltre è gratuita, nel senso che non si deve corrispondere nulla all’Agenzia stessa.

Quindi ci si potrebbe affidare ad essa per la conservazione (anche legale) dei documenti in oggetto. Certo, è una soluzione possibile, ma come ogni cosa ha dei pro e dei contro. Vediamoli.

Pro e contro dell’Agenzia delle Entrate

Come abbiamo detto, la conservazione dei documenti fiscali, in Agenzia delle Entrate è in un certo modo automatica e gratuita. Qui però terminano anche i vantaggi.

Non a caso ci sono state delle obiezioni molto forti sulle metodologie concettuali di conservazione dei documenti. La fatturazione elettronica è un obbligo, e l’Agenzia in questo modo può avere accesso a tutti i nostri dati fiscali e contabili senza sforzi.

Ma cosa dire della sicurezza di questi dati? Chi vigila sulla conservazione effettiva? Chi garantisce che i dati siano sempre giuridicamente validi? Chi assicura che non ci siano perdite di dati o peggio problemi con la privacy? Una stessa comunicazione dell’Agenzia rende molto chiaro questo discorso.

Si legge infatti in un comunicato ripreso da ‘Il Sole 24 ore‘, che l’Agenzia non si ritiene responsabile di fuga di dati o danneggiamento degli stessi, né dello scorretto mantenimento dei documenti a noma di legge. ma come, se questi sono i requisiti fondanti della fatturazione elettronica, come può l’Agenzia delle Entrate non farsene carico? È esattamente per questo motivo che sempre più professionisti e imprenditori si stanno affidando ad esperti nella dematerializzazione e nella conservazione a norma di legge dei documenti.

Pro e contro dei professionisti

A ben vedere, a parte il contro del costo (che per un imprenditore però è un investimento) affidarsi a dei professionisti ha solo dei vantaggi. La conservazione della documentazione con le nuove norme si potrebbe considerare un vero e proprio lavoro.

Un imprenditore sa benissimo quanto tempo si passa a registrare la contabilità, e se questo era vero per la contabilità cartacea, figuriamoci per quella digitale. Per questo ci si affida ai commercialisti e non si tiene la contabilità autonomamente, e per lo stesso motivo è bene affidare la dematerializzazione e la conservazione sostitutiva a chi fa questo per lavoro.

Un imprenditore conosce benissimo il valore di delegare ai suoi collaboratori compiti che non gli appartengono. Anche perché la conservazione sostitutiva non prevede solo la conservazione di una fattura, ma di tutto un fascicolo che ha portato all’emissione di quella fattura. O si fa l’imprenditore, o si bada alla contabilità, e la scelta in questo senso è facile.

Come attirare nuovi clienti in negozio: elementi per una strategia efficace

Come attirare nuovi clienti

Sei titolare di una piccola attività locale e stai cercando di capire come attirare nuovi clienti, evitando di fare un buco nell’acqua? Vorresti adottare delle misure offline, valorizzando il tuo punto vendita ma sei incuriosito anche dal mondo online? Su internet hai investito poco, dotandoti del minimo indispensabile come la pagina Facebook e di un sito web? Che tu voglia privilegiare un canale piuttosto che l’altro, la parola chiave da cui devi partire è strategia. Non esiste un metodo univoco, universale e vincente applicabile a tutti i settori di produzione o servizi. Le persone acquistano secondo modalità diverse un prodotto, a seconda del settore di riferimento.

Ciò che ti tornerà utile è elaborare la strategia che meglio si adatti al settore in cui operi. Ma iniziamo con ordine: conosci il tuo cliente?

L’identikit offline del cliente: chi acquista nel mio negozio?

Perché è importante conoscere il tuo cliente? La risposta è abbastanza intuitiva ma è indispensabile averla stampata a mente per procedere nell’elaborazione di una buona strategia.
Il tuo negozio è un punto fisico di scambio commerciale ma anche di relazioni. Avere contatto diretto con la tua clientela è un grande punto a tuo favore per definire il tuo target. Quali sono gli interessi del mio “cliente tipo”? Che età ha? Che professione svolge? Rispondi dettagliatamente a questi primi quesiti servendoti di interviste, sondaggi o questionari. Se hai un reparto commerciale, saprà meglio rispondere alla tua indagine, avendo contatto diretto con il cliente.

Se hai risposto al primo punto, puoi servirti di tools ulteriori online per affinare la raccolta delle informazioni già in tuo possesso. Come gli Insights di Facebook o le analitiche di Google Analytics. In che fascia d’età rientra il pubblico che visita il mio sito web o la mia pagina Facebook?

Organizzazione eventi, corsi e aree riservate: cosa fare offline

Definito il target del tuo prodotto, potrai pensare di organizzare degli eventi ad hoc che rispondano ai loro bisogni, interessi e desideri, non solo per i tuoi clienti già acquisiti ma anche per quelli potenziali che semplicemente non hanno ancora conosciuto direttamente il tuo prodotto.

Può trattarsi di un corso periodico o di un workshop senza una periodicità scandita. In entrambe le occasioni raccogli materiale fotografico, per testimoniare tramite i tuoi social come Facebook o Instagramm l’evento, ringraziando i partecipanti e mostrandoti attento e aperto alle loro recensioni perché per te l’opinione del tuo cliente è importante.

Non prestare attenzione alle recensioni negative può innescare un passaparola che potrebbe allontanare il tuo potenziale cliente nella fase di raccolta di informazioni sul tuo prodotto.

Un’altra idea è riservare un’area del tuo negozio a delle esigenze specifiche della clientela, come potrebbe essere un angolo allattamento in un negozio di articoli prima infanzia. In questo modo risponderai ad un’esigenza specifica di una mamma che ancora non ti conosce direttamente e magari in quel momento ha proprio quella necessità, entrando nel tuo negozio ed entrando in contatto con la tua attività.

Un altro suggerimento riconducibile ad uno dei sei principi della comunicazione persuasiva è la “scarsità”. Pensa ad un’”Offerta del giorno”: promuovi un’offerta per i primi nuovi clienti in un arco temporale ben definito poiché le persone sono maggiormente motivate all’acquisto davanti al timore di una perdita.

Se sei offline, devi essere online: ottimizzazione motori di ricerca

Partiamo da un semplice presupposto. Le persone che cercano un prodotto o una soluzione ad un loro problema in maniera più o meno urgente, consultano l’oracolo degli oracoli: Google. Quello che devi fare è chiederti come gli utenti del web ti cercano o potrebbero cercarti e ottimizzare la tua posizione nei motori di ricerca attraverso un’ attenta e costante analisi delle keywords del tuo settore di riferimento, adottando strumenti ad hoc tra cui Google Adwords.

Se hai un’attività locale, un altro strumento indispensabile (come suggeriscono gli esperti della web agency Bordercross) è Google MyBusiness, il quale consente di comparire nelle ricerche dettagliate con sito web, mappa, orari e informazioni di contatto, oltre alle recensioni. È importante che sia chiaro a chi vi cerca, dove siete, come raggiungervi e come contattarvi. Altrimenti, la cattiva recensione è più che probabile.

Immagini a portata di pin: spillette personalizzate per tutti i gusti!

Immagini a portata di pin: spillette personalizzate per tutti i gusti!

Coloratissime, con belle immagini, simpatici disegni o con impressi dei loghi, le spillette personalizzate (ecco le varianti di Professional Pins) – conosciute anche con il termine inglese “pin” – sono delle decorazioni gioiello appositamente studiate per poter essere agganciate sui propri abiti, o su altri tipi di elementi fatti in tessuto.

Generalmente realizzate in metallo, possono anche essere prodotte con materiali preziosi e lavorate a mano. Le più moderne sono certamente quelle con sù impresso un’immagine digitale: ne esistono di svariate tipologie e dimensioni, a seconda di cosa devono rappresentare. Lo sapevate che potete creare, anche voi, le vostre spillette personalizzate? Scopriamo insieme come!

Perché creare le proprie spillette personalizzate

Possono esserci diversi utilizzi e motivi del perché si possa pensare di creare delle spillette: primo fra tutti, per incrementare e sponsorizzare il proprio merchandising, creando prodotti ideali per il marketing promozionale; le spille personalizzate, infatti, potranno essere dei veri e propri gadget pubblicitari del marchio che vorrete sponsorizzare.

Le spillette personalizzate sono utilizzate molto soprattutto dalle aziende e dalle associazioni che vogliono creare dei gadget accattivanti, facendosi ricordare! Ma queste non sono solamente adibite agli ambiti di marketing pubblicitario: infatti, moltissimi privati decidono di crearsi le proprie per fare dei simpatici regali, o semplicemente per far circolare dei disegni a loro cari, o per creare dei piccoli ricordi di eventi e momenti importanti.

L’importanza delle spillette personalizzate per le aziende e per i privati

Che l’utilizzo finale sia per i privati, oppure per le aziende, il loro utilizzo sarà utile e creativo in entrambi i casi. Per le aziende, oppure le associazioni, sarà un modo creativo per poter far circolare il proprio nome, i propri servizi, e promuovere determinati eventi: è un modo originale che certamente vi farà ricordare ai vostri clienti, ma soprattutto è una pubblicità assolutamente economica che circolerà senza sforzo! Invece, per quanto riguarda i privati, principalmente saranno utilizzate per personalizzare feste, come ad esempio i matrimoni, i compleanni oppure i battesimi: i vostri ospiti non solo vi ricorderanno, ma avranno loro stessi un ricordo dell’evento a cui si è partecipato. L’utilizzo, dunque, delle spillette è assolutamente unico, originale ed economico!

Le spillette personalizzate: come crearle

Attraverso appositi siti disponibili sul web, avrete l’opportunità di poter creare le vostre spille, potendo dare sfogo alla vostra creatività! Infatti, vi basterà accedere per poter subito cominciare a scegliere la tipologia di spilletta che vorrete creare: generalmente, le spillette hanno sia la parte anteriore, che il retro, in metallo, e la stampa impressa verrà realizzata in digitale, ad alta risoluzione. Oltretutto, la carta su cui verrà impressa l’immagine digitale è anche amica dell’ambiente: infatti, è 100% carta riciclata!

vrete l’occasione di scegliere tra le classiche spille rotonde, le spille quadrati, oppure le più inusuali spille ovali. Ma non solo: potrete anche rendere ulteriormente personalizzata la vostra spilletta scegliendo i modelli a spilla apribottiglia, oppure la spilla a specchio (ideale da tenere in borsetta!). Potrete anche scegliere i vari livelli di plastificazione e finitura, per rendere il vostro prodotto ancora più unico: avrete l’opportunità di scegliere tra rifiniture opache, o lucide, e avere pieno potere di scelta sui colori da utilizzare – anche per i metalli! Una volta caricata l’immagine desiderata, e scelto il quantitativo di spillette da ordinare, il gioco è fatto: riceverete, comodamente a casa, il vostro pacchetto. Non vi resterà altro che cominciare ad utilizzare, e regalarle!