La caccia all’influencer è aperta. Ma quando e come è giusto lavorare con i VIP del web?

I vantaggi sono molti e vanno dai legami forti che creano con il target all’aumento della brand awareness, ma ci sono solo se si collabora con la persona giusta nel modo coretto. In questo articolo, redatto in collaborazione con Sergio Pinto di Geofelix web agency Milano, faremo una panoramica generale sull’influencer marketing e daremo qualche linea guida.

Influencer marketing: definizione

Per influencer marketing intendiamo ogni comunicazione che il brand fa attraverso e grazie a chi ha un’influenza su un determinato target.

Sono due le condizioni da incontrare per pensare di includere l’influencer marketing nella propria strategia di comunicazione:

  • Quando sei un brand consolidato: perché se sei agli inizi e azzardi già con uno strumento così potente è facile che la comunicazione possa risultare posticcia o che l’azienda non riesca a gestire l’effetto della collaborazione.
  • Come strategia complementare: prevedi un piano di comunicazione più ampio. L’influencer deve essere un punto della tua strategia, non la strategia. Se agisci su più canali risulterai più familiare, serio e affidabile.

Una volta capito se per te ha senso fare influencer marketing, non resta che scegliere con chi collaborare. Esistono tre tipi di persone:

  • I mass influencer: hanno una grandissima presenza sui social e sono dei grandi aggregatori di pubblico attorno a un tema ampio (e. g. lifestyle, cucina, moda, videogame…).
  • I social broadcaster: ovvero persone molto famose fuori dai social. Dette ‘celebrities’, anche loro hanno numeri molto grandi.
  • I potential influencer: raccolgono meno persone, ma hanno un rapporto molto personale e diretto con il proprio seguito.

Ovviamente, capita raramente di puntare tutto su una categoria: progetta un mix delle tre, scegli i possibili candidati e confrontati con il budget che hai a disposizione.

Social influencer marketing: tipologie e piattaforme

Ora che sappiamo chi contattare, bisogna definire i dettagli della collaborazione. Come si suol dire, la creatività è l’unico limite, ma assicurati che tutto abbia un senso. Se i customer vedono il loro beniamino ‘vendersi’ a un brand non ne saranno contenti.

Di seguito, una piccola lista delle strade più spesso intraprese per fare influencer marketing oggi:

  • Sostegno: un investimento sull’attività dell’influencer. Un po’ come la sponsorship degli eventi.
  • Contenuti sponsorizzati: un’unica apparizione del brand sul profilo dell’influencer (story, post, video).
  • Codici sconto e giveaway: attivare la community grazie a dei concorsi e dei giochi offrendo dei freebie.
  • Brand ambassador: l’inizio di una collaborazione a lungo termine. Da proporre solo se l’influencer crede davvero nell’azienda.

Le piattaforme social sono ovviamente i canali prediletti per fare influencer marketing: Instagram, Youtube e Tik Tok sono le più gettonate oggi, ma anche Twitter, Pinterest, Twitch e Facebook possono essere delle buone scelte.

Tutto dipende dai tuoi obiettivi e dalla tua strategia.

Esempi di marketing con gli influencer

Ecco alcuni esempi per vedere in pratica tutti questi concetti:

Sespo x Doritos: 1.8 milioni di follower, Sespo pubblica un singolo post in cui mangia delle Doritos.

ClioMakeUp: pubblica costantemente story e post di trucchi suoi e di diverse aziende mostrando l’uso che ne fa.

Marcello Ascani x Tinaba: Marcello è uno youtuber che si occupa di finanza, viaggi e lifestyle in generale. Con Tinaba ha prodotto due video:uno dove trascorre una giornata in azienda e fa delle domande a diverse persone, un altro in cui descrive come utilizza i servizi del brand.

The Jackal Replay: i The Jackal hanno di recente prodotto uno show andato in onda prima di ogni puntata di X Factor Italia in cui riassumono ciò che era successo in quelle precedenti.

Ce n’è per tutti e la cosa interessante è vedere come esistono tantissimi modi per fare influencer marketing e farlo bene.