I casi in cui è possibile presentare ricorso all’INPS sono diversi e riguardano le differenti sfere di competenza dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Ad esempio, le circostanze più frequenti si riferiscono alla richiesta di accompagno non accolta, il fondo di garanzia, l’istanza NASpI, il riconoscimento dell’invalidità e gli assegni familiari. Le casistiche per cui il ricorso si rende ipotizzabili devono essere valutate singolarmente e, a titolo esemplificativo, è possibile che l’INPS abbia respinto una prima domanda, oppure l’abbia accolta solamente in parte.

Potrebbe anche accadere di riscontrare errori di calcolo nell’erogazione della pensione e, a questo punto, il ricorso diventa l’unica strada da percorrere. Per conoscere come presentare ricorso all’INPS (https://www.verifichelavoro.it/guida-ai-ricorsi-del-lavoro/) è necessario prima di tutto conoscere i differenti tipi di istanza, per seguire il canale giusto e aumentare le probabilità di un accoglimento. In base alle specifiche situazioni, è opportuno valutare quali procedure seguire, se quelle riguardanti un ricorso amministrativo oppure giudiziale. In tutti i casi, è raccomandabile rivolgersi a professionisti che abbiano maturato una grande esperienza nel settore e che siano costantemente aggiornati sulle normative, per offrire ai propri clienti il migliore servizio possibile.

Il ricorso amministrativo all’INPS

Il ricorso amministrativo all’INPS è uno strumento di tutela del cittadino, che consente di inoltrare la richiesta di riesame di una pratica di competenza dell’Istituto. Spesso, il ricorso amministrativo avverso le decisioni dell’INPS risulta la conditio sine qua non per avviare, in una fase successiva, una causa giudiziale in Tribunale. Ciò avviene soprattutto quando il ricorso è connesso a prestazioni previdenziali o contiene un accertamento con esito negativo per il richiedente.

Per quanto riguarda le tempistiche di presentazione, il ricorso amministrativo contro l’INPS dovrà essere inoltrato entro 90 giorni a partire dalla data di notifica del provvedimento oggetto del ricorso. In materia di cassa integrazione, il termine è invece ridotto a 30 giorni e se il ricorso riguarda la mancata emissione di un provvedimento, il termine ultimo di presentazione dell’istanza è il 121esimo giorno successivo all’invio della domanda.

Tuttavia, l’indicazione di questi termini non è perentoria, ma ordinatoria perché, secondo quanto stabilito dall’art. 4 della legge n. 438 del 1992, è possibile presentare ricorso contro l’INPS fintantoché i termini stabiliti dalla legge consentano di proporre azioni giudiziarie. È opportuno precisare che, per inoltrare un ricorso avverso i provvedimenti dell’INPS è necessario essere portatori di interessi concreti e attuali. In funzione di questo, la modalità di presentazione del ricorso ammessa è unicamente quella online, attraverso l’intermediazione dei patronati abilitati. Il ricorso dovrà contenere i dati del ricorrente e gli estremi dell’atto impugnato, nonché i motivi riportati nel provvedimento in oggetto.

Il ricorso giudiziale contro l’INPS

Il discorso è differente nel caso in cui il richiedente intenda inoltrare un ricorso giudiziale nei confronti dell’INPS. In questa eventualità, l’istanza dovrà essere presentata al Giudice preidenziale competente in materia di controversie per le assicurazioni sociali a favore di:

  • lavoratori dipendenti;
  • autonomi;
  • altre categorie di professionisti.

Il Giudice previdenziale è inoltre competente a valutare i ricorsi per l’erogazione di assegni al nucleo familiare, prestazioni di previdenza e quelle relative all’assistenza obbligatoria, le inosservanze imputabili ai datori di lavoro per contratti collettivi ed errori da parte dell’INPS in materia di contribuzione. Per le controversie in materia di pensioni, indennità militari o civili, il proponente del ricorso contro l’INPS dovrà invece rivolgersi alla Corte dei Conti e al Tribunale Ordinario quando l’oggetto è la previdenza complementare. Se il ricorso nei confronti dell’INPS ha ad oggetto controversie in materia di interessi e accessori, il Giudice di Pace è l’organo competente a ricevere l’istanza, mentre il Tribunale Amministrativo Regionale è il destinatario dei ricorsi in materia di interessi legittimi.