Lo stemma è l’emblema della famiglia, la rappresentazione illustrata del cognome. Viene definito anche “arma” poiché, alla sua origine, fu raffigurato sulle armature, sugli scudi e sui vessilli, per l’esigenza di distinguere, prontamente, l’amico dal nemico sul campo di battaglia.

Come spiega anche l’Associazione Araldica Genealogica Italiana, lo stemma araldico è insieme al cognome, un importante elemento utilizzato per identificare precisamente la famiglia di appartenenza. Talmente importante che il cognome alcune famiglie potrebbe essere tratto proprio dal stemma usato.

Chi si occupa di studiare esclusivamente gli stemmi, detti anche blasoni, è l’Araldica che analizza gli elementi grafici e ornamentali che li compongono dandone la cosiddetta “blasonatura” cioè la descrizione delle forme e dei colori con termini araldici.

Su internet si possono facilmente trovare numerosi “blasonari” che mostrano una gran quantità di stemmi di famiglie italiane, quasi totalmente di tipo gentilizio, quindi di famiglie che hanno goduto, almeno in passato, di una qualche forma di nobiltà.

Chi trova uno di questi stemmi collegato al proprio cognome tende a pensare che automaticamente ci sia un qualche collegamento con la propria famiglia e che quel blasone appartenga proprio a loro dandogli quindi un passato più o meno illustre e ed un titolo nobiliare.

Purtroppo non è affatto così, non è assolutamente vero che tutte le famiglie contraddistinte dallo stesso cognome hanno la stessa origine e la stessa storia. Un cognome, infatti può essere sorto con varie motivazioni e in modo del tutto indipendente, in epoche e località assai diverse.

Per capire se ci sia una connessione tra lo stemma trovato e la propria famiglia, con tutte le tutte le prerogative ad esso connesse, bisogna entrare nel campo della Genealogia cioè della disciplina ausiliaria della storia che studia e precisa l’ascendenza di una famiglia dalle origini più remote fino ai nostri giorni.

Solamente attraverso la ricostruzione dell’albero genealogico, fondata sulle registrazioni di nascita, matrimonio e morte dei singoli ascendenti, si può dimostrare in modo inoppugnabile che l’attuale rappresentante di una famiglia discende da un antenato che, in una certa epoca passata, ha avuto un riconoscimento della sua nobiltà e dello stemma.

Tipologia degli stemmi

Gli stemmi si possono suddividere in tre grandi famiglie: “gentilizi“, “di cittadinanza”, o “borghesi”.

Stemmi gentilizi: Sono quelli delle famiglie insignite di nobiltà titolata o civica: Re, Principe, Granduca, etc

Ciascun titolo è contraddistinto inoltre da specifici ornamenti dello scudo: elmi, corone, svolazzi, cimieri, manti e sostegni.

Stemmi di Cittadinanza: Sono quelli posseduti, da oltre cento anni, da famiglie che, pur non essendo in possesso di un titolo nobiliare, hanno goduto della “distinta civiltà” ossia che si sono distinte per censo, ceto e cariche ricoperte. Hanno uno specifico elmo non sormontato da corona.

Stemmi borghesi: Sono stemmi di famiglie non nobili, usati da varie generazioni o creati ex novo. Possono essere registrati per dar loro una forma di ufficialità che ne stabilisca, con data certa, l’appartenenza ad una specifica famiglia.

Stemmi di comunità: Esistono inoltre gli stemmi di comunità che si suddividono in:

  • Stemmi civici: sono quelli di Stati, Regioni, Province, Città e Comuni.
  • Stemmi ecclesiastici: sono quelli delle varie dignità ecclesiastiche come Papi, cardinali, Arcivescovi, Vescovi, Abati, Prelati domestici, Protonotari e Camerieri d’onore.
  • Stemmi di enti come Università, Accademie, Collegi, Corporazioni, Confraternite, Associazioni sportive ed altri enti pubblici o privati.

Riproduzione dello stemma

Una volta provato attraverso un’accurata ricerca che lo stemma familiare esiste ed è documentato, è possibile eseguire una corretta riproduzione in diversi formati.

Anche una famiglia che non ha uno stemma storicamente documentato può averne uno nuovo, appositamente creato per lei. È possibile farlo seguendo le più rigorose norme araldiche, attraverso le quali è possibile produrre uno stemma borghese “ex novo” e registrarlo, a uso esclusivo della sua famiglia.