Categoria: Casa

Come eliminare le termiti: le caratteristiche di questo insetto

Come eliminare le termiti: le caratteristiche di questo insetto

Se avete trovato, con vostro estremo disappunto, degli insetti simili a delle termiti in casa vostra, sappiate che potrebbero essere delle termiti. Le termiti e le formiche sono insetti che si somigliano molto e una persona poco esperta potrebbe riuscire difficilmente a distinguerli.

Grazie a questi consigli potrete riuscire a riconoscerle in autonomia. Successivamente, una volta constatata la loro presenza, vi spiegheremo come eliminare le termiti (scopri i trucchi suggeriti da Gli Specialisti della Disinfestazione) da casa vostra.

Termiti: caratteristiche di questo insetto

Per eliminare le termiti, vi occorre sapere innanzitutto come distinguerle. In primo luogo, la differenza sostanziale tra termiti e formiche è che le prime sono insetti xilofogi, ovvero che si cibano di legno. Le formiche, diversamente, si nutrono principalmente di resti di alimenti, come ad esempio le briciole. Le termiti, nonostante risultino indubbiamente fastidiose, non portano malattie e non causano particolari danni in casa.

Le termiti, le quali come già detto si cibano di legno, scavano in questo materiale fino a svuotarlo: un guaio da non sottovalutare. Infatti, questi insetti sono difficili da individuare perché si rifugiano al riparo dentro il legno.

Stanno al buio, evitando categoricamente la luce: spesso, ci si rende conto di un’infestazione di termiti quando ormai è troppo tardi e il legno è stato totalmente danneggiato. Proprio per questo, le termiti hanno un effetto potenzialmente devastante. Altri utili consigli su come capire di avere termiti in casa consistono nell’osservare attentamente il loro aspetto.

Le larve di termiti sono bianche: in questa fase si nutrono del legno. Successivamente diventano nere e sono dotate di ali. Il loro corpo è unico: non presentano né testa, né addome, contrariamente alle formiche, di cui possiamo subito notare la grandezza della testa e dell’addome, rispetto al torace che è più piccolo. Le termiti hanno antenne dritte e due paia di ali uguali e molto lunghe, dalla forma stretta e ripiegata.

Liberarsi delle termiti in maniera definitiva

Dopo aver compreso come riconoscere correttamente una termite, è il momento di capire come eliminare questi insetti. Un errore che spesso si commette è quello di spruzzare degli insetticidi chimici, pensando di risolvere il problema: in questo modo, eliminerete solo gli insetti presenti in quel momento e si tratterà di una soluzione puramente temporanea.

Infatti, sia le termiti sia le formiche hanno il loro nido lontano dal luogo in cui vanno a recuperare il cibo necessario al sostentamento. L’utilizzo a sproposito di prodotti chimici potrebbe, inoltre, nuocere a te e agli altri membri della famiglia.

La scelta più giusta per eliminare in maniera definitiva le termiti è rivolgersi a degli specialisti di disinfestazione nella tua zona, che sapranno consigliarti come operare in maniera sicura ed efficace. Rivolgersi a degli esperti è la cosa più pratica da fare anche se non si è riusciti a capire qual è l’insetto che sta infestando la vostra casa.

Camice da estetista: quali sono i requisiti da avere?

Camice da estetista: quali sono i requisiti da avere?

A prescindere dalla tipologia di professione, gli indumenti da lavoro sono sempre molto importanti. In alcune attività, questo è importante per preservare l’incolumità dei lavoratori.

In altre invece si tratta di comunicare correttamente il messaggio di ordine e pulizia alla clientela. È questo il caso del camice estetista (scopri la qualità di Beauty Street), indumento fondamentale per qualsiasi centro estetico o laboratorio privato che si rispetti.

Vediamo insieme quali sono i requisiti fondamentali di questo indumento professionale.

Come ogni indumento professionale, anche il camice estetista deve necessariamente avere alcuni requisiti fondamentali, il primo dei quali deve essere la comodità, per permettere alla professionista di muoversi in maniera agevole e svolgere qualsiasi manovra correttamente. In secondo luogo, un altro aspetto molto importante da tenere presente, riguarda il tessuto con cui è realizzato il camice.

Da sconsigliarsi assolutamente materiali troppo sintetici, in favore del cotone, sicuramente più traspirante e in grado di disperdere correttamente il calore. Infine, un altro aspetto da non sottovalutare, riguarda il potere comunicativo che qualsiasi divisa da lavoro ha, ovvero quello di poter “posizionare” nella testa dei clienti il brand di appartenenza. Con questo presupposto, il consiglio è quello di far stampare sul camice il logo del centro estetico.

Camice estetista: quali colori

Il camice da estetista può essere di differenti colori. Ogni tonalità ha le sue peculiarità e i suoi punti deboli. Tra i colori principalmente utilizzati troviamo sicuramente:

Bianco. Il bianco è il coloro che per antonomasia richiama l’ordine e la pulizia, anche perché spesso associato al personale medico. Il principale contro è che si sporca molto facilmente, e in caso di uso frequente e con prodotti che possono macchiare, come gli smalti, potrebbe non essere consigliato.

Blu. Il blu è sicuramente una buona scelta, perché è sufficientemente scuro, quindi in grado di coprire adeguatamente alcune macchie.

Rosso. Anche il rosso sicuramente è una buona alternativa, perché in grado di mimetizzare abbastanza bene le macchie, ma anche di donare un tocco di vivacità, aspetto da non sottovalutare soprattutto durante il periodo invernale.

Nero. Il colore nero probabilmente rappresenta a scelta migliore per un camice da estetista, perché in grado di coprire molto bene eventuali macchie, ma risulta anche molto elegante, soprattutto se abbinato a una cintura da tenere in vita.

Camice da estetista: i modelli principali

I modelli principali di camice da estetista sono tre: classico a camicia, a kimono e lungo. Il primo, ovvero a camicia, si chiude con i bottoni e lascia chiaramente una grande libertà di movimenti alle estetiste. Questo modello può essere sia con il colletto che senza, scelta da farsi principalmente sulla base della stagione.

In secondo luogo troviamo quello a kimono, che sul dorso presenta un taglio trasversale. Moltissimi i centri estetici che operano questa scelta, perché abbinabile facilmente a qualsiasi outfit.

L’ultimo dei modelli principali di camici donna, uno dei più utilizzati nei centri estetici, è quello lungo, soprattutto per quelle professioniste che principalmente si occupano di cerette, che notoriamente sono più soggette a macchiare il camice con gli unguenti post depilatori.

Odontoiatria digitale: Digital Smile Design, tecnologia CAD CAM e radiologia 3D

Odontoiatria digitale: Digital Smile Design, tecnologia CAD CAM e radiologia 3D

Sarebbe bello poter osservare su uno schermo il risultato di un trattamento dentale ancora prima di cominciare, vero? E sarebbe molto piacevole poter dire addio a quella fastidiosa sensazione della pasta per impronte sul palato.

Tutto questo è possibile grazie alle nuove tecnologie digitali! Il settore odontoiatrico si è sviluppato considerevolmente negli ultimi anni: molte innovazioni hanno dato vita all’odontoiatria digitale.

Smile Design, tecnologia CAD CAM, radiologia in 3D: numerosi i passi in avanti che sono stati fatti e che semplificano e migliorano le pratiche dei dentisti. Un altro vantaggio? L’esperienza dal dentista non è più spaventosa, in molti casi può risultare addirittura rilassante.

Digital Smile Design: estetica digitale

Una ricostruzione virtuale del futuro sorriso, un rendering che mostra il possibile risultato prima ancora di aver cominciato il trattamento: il DSD simula, grazie a un avanzato software, l’effetto finale di un trattamento dentale estetico, ortodontico o di riabilitazione (con protesi e impianti). Come sottolinea in questo articolo il team del Dr. Fischer, esperto nella tecnica dello Smile Design, questo strumento digitale è la versione di Photoshop dedicata ai denti.

Digital Smile Design Software: come funziona?

Perché questa tecnica possa essere applicata basta l’inserimento di più foto del viso del paziente nel software. Tramite quest’ultimo poi il dentista esegue alcune valutazioni: osserva la tipologia del viso, del sorriso e delle labbra e, secondo proporzioni matematiche, applica dei canoni di bellezza. Sulla base di questi calcoli il programma digitale disegna i denti, con la forma e il colore più adatti al paziente.

Estetica digital e colore: lo Spectro-Shade

Lo Spectro-Shade è uno spettrofotometro che misura e descrive il colore dei denti. È molto pratico poiché funziona in qualsiasi condizione di luce e opera mediante una tecnologia a LED. È uno strumento molto preciso che viene utilizzato per analizzare la traslucenza e il colore dei denti e, conseguentemente, per generare una mappa cromatica della superficie. È utile nel caso in cui ci si trovi costretti a costituire un dente (o solo una parte di esso): con la mappa cromatica gli odontotecnici sono in grado di produrre un dente che si integri alla perfezione con il resto della dentatura.

Tecnologia CAD CAM odontoiatria

CAD CAM: computer aided design e computer aided manufacturing. La tecnologia CAD CAM è quindi un sistema che, mediante tecniche digitali, è capace di progettare e creare nuovi denti, con forma e caratteristiche specifiche per il paziente. Basta un’impronta digitale, qualche clic di modifica (secondo la prescrizione specifica) e un lavoro di fresatrice in produzione (per un processo che dura meno di 20 minuti).

Impronta digitale

L’utilizzo della pasta per le impronte dentali in molte persone può creare qualche disagio, poiché si tratta di un procedimento particolarmente invasivo. Ad alcuni crea un senso di vomito mentre ad altri di soffocamento. Lo scanner intraorale, una specie di videocamera con dimensioni ridottissime, ha cambiato la vita ai pazienti e anche ai dentisti: l’utilizzo di questo strumento dà la possibilità di produrre un’impronta digitale. Quest’ultima comporta minima invasività, senza l’utilizzo di materiali esterni e fastidi correlati; una precisione superiore al metodo tradizionale e una rapidità nella rilevazione. Inoltre, è possibile l’immediata visualizzazione del modello virtuale sullo schermo, utile per controllare subito la precisione e mostrare i dettagli al paziente.

Radiologia 3D: TAC Cone Beam

La nuova tecnologia della Tomografia Computerizzata Cone Beam ha ridotto di molto l’esposizione alle radiazioni (esposizione ai raggi X 23 volte inferiore rispetto alla T.A.C. convenzionale) ed è capace di produrre immagini tridimensionali del cranio molto precise. È lo strumento d’eccellenza per visualizzare e valutare le strutture ossee e i denti. Questa tecnica associa l’uso dei raggi X a quello del computer e fornisce scansioni nitide e tridimensionali, su cui poi pianificare interi interventi chirurgici di impianti dentali.

Lavatrice: come evitare inutili sprechi e risparmiare

Lavatrice: come evitare inutili sprechi e risparmiare

Tutti hanno in casa una lavatrice, elettrodomestico ormai divenuto indispensabile nella vita di ogni famiglia. Dato l’utilizzo sempre più sovente di questo apparecchio, diventa importante prestare attenzione ai consumi, evitando gli sprechi e risparmiando denaro

Da non sottovalutare, poi, il fatto che una lavatrice performante e ottimizzata nei consumi salvaguarda l’ambiente e rende più leggero il costo delle utenze domestiche.

Lavatrice:come consumare meno

Cercare di gestire al meglio il consumo della lavatrice consente di risparmiare acqua e corrente elettrica.

Prestando le dovute attenzioni è possibile ridurre il costo delle bollette sino al 40%. Come fare? Ecco una lista per punti.

Risparmiare usando la lavatrice attuale

Se l’attuale lavatrice è ancora funzionante e in buono stato, ci sono delle piccole accortezze che, sul lungo periodo, possono aiutare a spendere meno di elettricità.

Carico: il ciclo di lavaggio va fatto partire sempre a a pieno carico. Questo evita di sprecare acqua e di logorare le parti vitali dell’elettrodomestico. Nel caso in cui l’apparecchio disponesse di una funzione “mezzo carico” è possibile usare quest’ultima, appositamente pensata per il lavaggio di una quantità minore di bucato.

Temperatura dell’acqua: se non strettamente necessario, è sempre consigliabile lavare a temperature che non superino i 40-60 gradi. Riscaldare l’acqua impiega una quantità non indiffferente di energia e, in molti casi, il calore rovina gli abiti.

Centrifuga: molte lavatrici sono dotate di centrifughe che superano i 1000 giri al minuto. Tuttavia, non è consigliabile usare una velocità troppo elevata. 800 giri sono sufficienti.

Orario: nel caso in cui la bolletta elettrica preveda delle fasce di prezzo differenziate a seconda dell’orario, è meglio far partire il ciclo di lavaggio la sera, dopo le 19, quando costa meno.

Lavatrice nuova: a cosa prestare attenzione

Quando la lavatrice deve essere sostituita, ci sono alcuni elementi da tenere in considerazione in vista del risparmio futuro.

Classe energetica: primo fattore da valutare è la classe energetica, ossia la quantità di elettricità impiegata dall’apparecchio per il corretto funzionamento. Questo elemento viene espresso con delle lettere: dalla A+++ alla D. La scelta dovrebbe ricadere su un prodotto che abbia un valore compreso tra la A+++ e la A.

Sistemi di blocco: sebbene quasi tutte le lavatrici ne siano provviste, è sempre meglio verificare che l’apprecchio che si intende acquistare abbia i giusti sistemi di blocco. In particolare è altamente consigliabile controllare che ci sia un sistema antiperdite e antischiuma. In questo modo si risparmierà evitando sprechi e si starà più tranquilli quando si è fuori casa.

Controllo remoto: le lavatrici più moderno hanno la possibilità di essere controllate da remoto, tramite app per smartphone. Acquistando un modello che ne sia provvisto, si potrà far partire il lavaggio a distanza, nell’orario che conviene di più.

Questa classifica delle migliori lavatrici è un valido strumento per aiutare tutti coloro che devono comprarne una nuova. La lista è stata stilata dall’autorevole “Altro Consumo” e tiene conto di tutti i fattori che sono stati fin qui illustrati.

Altri consigli per ottimizzare il consumo

Ottimizzare il consumo non significa solamente risparmiare sulla bolletta, ma anche sull’assistenza tecnica e sull’acquisto di bucato nuovo. Per evitare di rovinare le parti vitali della lavatrice e salvaguardare i vestiti durante il lavaggio bastano alcune, piccole, attenzioni.

Detersivo: usare sempre un detersivo apposito per lavatrici, evitando i prodotti in polvere che possono lasciare residui nella vaschetta e nei tubi compromettendo le performance dell’apparecchio.

Anticalcare: l’anticalcare va utilizzato almeno una volta a settimana per preservare il buon funzionamento dell’elettrodomestico.

Funzione capi delicati: riduce la temperatura, i giri di centrifuga ed evita che i vestiti in tessuti delicati (lana, seta, pizzo, eccetera) si rovinino.

Lavaggio eco: una funzione presente in molti modelli che consente di usare meno acqua e di ridurre i consumi elettrici. A meno che non ci siano particolari necessità, è sempre meglio preferire quest’ultimo rispetto al tradizionale.

Massaggio drenante, benefici, come si fa e costi

Esso è molto utile per coloro che combattono problemi e inestetismi estetici come gonfiori e cellulite. Sono consigliati anche coloro che hanno subito interventi chirurgia estetica, come la rinoplastica, la mastoplastica e la liposuzione. Il massaggio drenante può essere anche chiamato massaggio linfodrenante o linfodrenaggio.

Finalmente dopo anni di scetticismo, anche il mondo occidentale sta accettando l’importanza del massaggio drenante.  Si tratta di una pratica molto semplice, salutare che ci può aiutare a ridurre se non eliminare, determinati problemi di ristagno dei fluidi.

Il massaggio drenante, è utilizzato per smaltire la ritenzione idrica in eccesso concentrata all’interno del nostro corpo, soprattutto delle gambe. Ma analizziamo più da vicino la questione.

Cosa sono i massaggi drenanti

Un massaggio drenante è un particolare massaggio, di natura estetica. Agisce sul sistema linfatico e circolatorio della persona a cui viene fatto.

Esso è molto utile per coloro che combattono problemi e inestetismi estetici come gonfiori e cellulite. Sono consigliati anche coloro che hanno subito interventi chirurgia estetica, come la rinoplastica, la mastoplastica e la liposuzione. Il massaggio drenante può essere anche chiamato massaggio linfodrenante o linfodrenaggio.

Massaggio drenante per gambe gonfie

Senza dubbio, un  problema molto comune e che colpisce specialmente le donne è quello delle gambe gonfie. Questo è dovuto al poco movimento.  Capita spesso stando sedute tutto il giorno a lavoro, magari non avendo tempo oppure la possibilità di fare movimento in maniera regolare.

Altra causa forse poco nota è l’assunzione di una quantità di liquidi non sufficiente, durante la giornata. Per questo motivo, è facile che le gambe e le caviglie inizino a presentare gonfiori, spesso accompagnati da ritenzione idrica.

Un rimedio molto efficace e piacevole per combattere questo problema,  è un bel massaggio drenante, sicuramente più utile di qualsiasi dieta.

Il suo nome deriva appunto dalla sua funzione,  cioè drenare liquidi dalle zone del corpo dove essi ristagnano, per favorirne l’espulsione e portare allo sgonfiamento.

Questo massaggio,  aiuta moltissimo chi soffre di problemi circolatori. Il massaggio drenante si concentra generalmente sulla zona delle gambe e del ventre, dato che queste sono le parti più soggette a gonfiori.

Il massaggiatore, tramite impastamenti e carezzamenti, muove i liquidi stagnanti lungo la gamba verso l’alto. Quelli presenti nel ventre, vengono invece spinti verso il basso, in direzione dell’area inguinale, così da facilitarne l’espulsione.

Il massaggio drenante viene effettuato utilizzando olii. Abbiamo una duplice funzione:  favoriscono il drenaggio, facilitando l’operatore.

Esistono due tecniche di massaggio :

  • Metodo Vodder, il più praticato si serve di moltissimi movimenti, con lo scopo di sospiro fare i liquidi verso l’ espulsione.
  • metodo Leduc, al contrario del precedente utilizza solamente due movimenti.

Il massaggio drenante è particolarmente apprezzato dalle donne in gravidanza, che com’ è noto,  spesso soffrono di gambe gonfie. Esso è utile anche dopo un intervento di rinoplastica, di mastoplastica, o di liposuzione, soprattutto se si tratta di massaggi linfodrenanti.

Ognuno di questi interventi,  può lasciare tracce e gonfiori che possono essere facilmente drenati, nelle settimane successive all’intervento.

Il massaggio drenante è però sconsigliato alle persone che soffrono di problemi alla tiroide.

Massaggio drenante anticellulite

La cellulite è una vera e propria malattia,  spesso sottovalutata.  Il massaggio drenante è utilizzato per smaltire la ritenzione idrica in eccesso all’interno del nostro corpo, che si accumula soprattutto delle gambe.

Le tecniche sono quelle descritte in precedenza,  semplicemente lo scopo è quello di ridurre la cellulite.  Il massaggio si concentra soprattutto nelle zone colpite da questa malattia,  in primissima sulle gambe ma anche viso, addome e braccia.

Con questi massaggi, oltre a risolvere i problemi di ritenzione idrica può aiutarci ad eliminare tutte le scorie e le tossine che il nostro corpo produce, il tutto unito ad un miglioramento del nostro stile di vita e della dieta.

Costo Massaggio Drenante

I prezzi sono decisamente variabili. Solitamente si vendono i massaggi a pacchetti di 3 o 5 sedute. I prezzi variano dai 12,90€ per un pacchetto massaggi drenanti fino a 40,00€ circa.  Se desideriamo un massaggio drenante total body, possiamo invece arrivare a pagare circa 60,00€.

Promuovere un massaggio agli utenti online e offline

Nonostante l’attestazione di utilità del massaggio, come professionista sai quanto può essere difficile espandere la tua base di clienti in un momento in cui molti consumatori stringono le cinture e riducono i servizi che tendono a considerare opzionali. Sfortunatamente, nessuno ha ancora sviluppato un programma di analisi per presentare chiari dati numerici che quantificano i benefici per la salute e i risparmi sui costi che possono essere raggiunti attraverso un programma di massaggi regolare e il marketing del massaggio passa ancora dagli stessi specialisti. 

Eppure qualche piccolo trucco per ampliare il portfolio clienti e proporre a più persone il percorso benefico dei massaggi drenanti. Ecco qualche consiglio.

Ospita una sessione formativa e di rappresentanza nel tuo studio. Crea un volantino e lascialo presso biblioteche, studi medici, centri fitness e negozi della zona, affiggilo nelle aree apposite. Assicurati di elencarlo anche sui siti di eventi online locali. Fai un incontro e ricevi le tue ospiti con cibo e bevande e raduna alcuni professionisti che – insieme a te – saranno lì per offrire massaggi dimostrativi alle future clienti. Offri sessioni di massaggi gratuite come premi per chi porterà più amiche all’incontro.

Avvia un programma di premi fedeltà. Se ti stai ancora chiedendo come vendere un massaggio e reputi il primo metodo troppo da venditore di batterie di pentole porta a porta, prova ad organizzare un programma di fidelizzazione dei clienti è un ottimo modo per far tornare i clienti, ma è anche un pareggio per i nuovi clienti. Alla gente piace sapere che possono accumulare sconti e omaggi nel tempo, quindi assicurati di menzionare il tuo programma di premi in tutta la tua pubblicità.Offerta di pacchetti multipli. Questo è un gioco da ragazzi quando pensi a come promuovere un massaggio. Quando i clienti possono ottenere una riduzione di prezzo pagando un pacchetto di servizi in anticipo, tutti vincono. Loro ricevono uno sconto e tu ottieni il pagamento in anticipo. Prendi in considerazione la possibilità di preparare dei pacchetti di trattamenti misti, oltre al massaggio drenante potrai combinare anche altre tue specialità, questo servirà a fidelizzare su lungo raggio le nuove clienti.

Cosa fare se le gengive sanguinano?

Cosa fare se le gengive sanguinano?

Il sanguinamento delle gengive non va trascurato

La gengiva è un tessuto fibromucoso, che riveste i processi alveolari delle ossa mascellari. Una gengiva sana è caratterizzata da un colore rosa chiaro, dall’assenza di rigonfiamenti risultando aderente all’osso alveolare.

La presenza di gengive sanguinanti è il sintomo di un processo infiammatorio in corso, detto anche “gengivite”.
L’infiammazione delle gengive se trascurata e non affrontata con accortezza, può degenerare in patologie quali parodontiti e conseguente caduta dei denti, oltre ad accrescere le probabilità di rischio cardiovascolare. Come evitarlo, perché accade e come agire nel caso in cui il sanguinamento delle gengive persista, sono alcuni degli interrogativi a cui cercheremo di rispondere nell’articolo qui di seguito.

Prevenzione e corretta alimentazione: due regole per evitare il sanguinamento gengivale

Due sono gli accorgimenti da seguire al fine di evitare l’emorragia gengivale:

  • La Prevenzione
  • Una corretta alimentazione

Ciò che determina il sanguinamento delle gengive è proprio la placca e il tartaro che tendono a depositarsi tra il colletto dei denti, i cui batteri, secernendo endotossine, provocano la risposta del sistema immunitario tramite l’infezione. Quest’ultima, se trascurata può compromettere i tessuti paradontali.

Per eliminare il più possibile placca e tartaro, nemici della salute dentale, è indispensabile un’attenta cura dell’igiene dentale, utilizzando spazzolini dalle setole morbide e filo interdentale dopo ogni pasto, con dentifrici poco aggressivi,
Fondamentale è anche effettuare la pulizia dal dentista periodicamente, circa ogni sei mesi.
 

Una sana alimentazione è un ulteriore strumento di difesa da gengiviti: evitando di assumere cibi ad alto contenuto di zuccheri semplici, presenti soprattutto nelle bevande zuccherate, si ostacola la formazione di placca e carie.

Capire l’origine del problema: perché sanguinano le gengive?

Per affrontare al meglio il sanguinamento gengivale, è opportuno comprendere quale sia il motivo scatenante e se il problema persiste, rivolgersi ad un dentista.

Molteplici sono le cause che possono determinare la gengivite. La prima, come anticipato precedentemente, è una cattiva igiene orale. Se spazzolando i denti infatti ci capita di riscontrare tracce di sangue dopo il risciacquo, ciò sta ad indicare che i denti andrebbero puliti meglio. Solo eliminando la placca e il tartaro presenti negli spazi interdentali, rimovibile attraverso l’utilizzo del filo interdentale o con l’apparecchiatura apposita del dentista, le gengive possono guarire.

Un improprio utilizzo dello spazzolino e del filo interdentale sono anche possibili cause del sanguinamento gengivale. Opportuno è spazzolare i denti con movimenti non troppo energici e utilizzare spazzolini dalle setole morbide. In questi casi, cambiare il modello dello spazzolino da denti può risolvere il problema dopo circa una settimana.

Oltre la presenza di placca e tartaro, l’utilizzo di farmaci anti coagulanti e un diabete trascurato sono considerate possibili cause di sanguinamento delle gengive.
Un altro fattore ritenuto possibile causa del sanguinamento delle gengive è una seria carenza di vitamina C e K.
I cambiamenti ormonali della gravidanza e il fumo, inoltre aumentano le probabilità di gengiviti.

 

Sanguinamento gengivale: quando rivolgersi ad un dentista

Quando le gengive sanguinano si può ricorrere ad alcuni rimedi temporanei per arginare il problema.


Prima di tutto, bisogna evitare l’utilizzo di collutori commerciali a base di alcol, dentifrici aggressivi ed effettuare risciacqui con acqua ossigenata diluita con acqua naturale.
Nel caso di sanguinamento più grave, per tamponare l’emorragia, si possono applicare delle garze imbevute in acqua fredda e applicarle con una leggera pressione sulla parte interessata per qualche minuto.
In presenza di emorragie gengivali, in ogni caso, è buona prassi rivolgersi ad un dentista, soprattutto se non si tratta di un episodio occasionale ma di un fenomeno ripetuto. Una pulizia dentale professionale mediante l’utilizzo di idropulsori permette di rimuovere tutti i residui e depositi accumulati tra denti e gengive.

Una volta conclusa la pulizia dentale, il dentista saprà prescrivervi la terapia più idonea al vostro caso clinico. Nei casi più gravi si può ricorrere a cura antibiotica o addirittura ad intervento chirurgico.