Categoria: Business

Tutto quello che bisogna valutare per aprire una società a Dubai

Tutto quello che bisogna valutare per aprire una società a Dubai

Aprire una società negli Emirati Arabi è un trend di molti imprenditori: valicare il confine europeo e approfittare dello sviluppo economico dei Paesi del Medio Oriente può riservarsi un affare molto conveniente.
Questi luoghi, inoltre, sono ricchi di petrolio, il cosiddetto oro nero che non conosce inflazione e determina il benessere di una nazione.

Ecco perché avviare un’impresa a Dubai è una soluzione vincente e appetibile per il business man che desidera oltrepassare nuovi lidi e spingersi non solo al di là del confine italiano, ma anche di quello europeo.

Dubai è la capitale di uno dei sette Emirati Arabi, con circa 3.300.000 abitanti: un Paese di recentissimo sviluppo economico e demografico, situato in una zona meravigliosa, la penisola araba a sud del Golfo del Persico. Già dagli anni ’80 hanno è diventata un centro bancario e finanziario, ma oggi è considerata la città araba per eccellenza del turismo e del commercio marittimo.

Ogni anno diventa una delle mete più affollate di turisti appassionati di scenari esotici, affascinati dalla millenaria cultura araba e dal lusso di questi luoghi. Proprio per questo ha un forte appeal sugli imprenditori e su chi sta cercando di attivare una start up o di aprire un’azienda, un ristorante, una struttura alberghiera.

Tutte le licenze che bisogna ottenere per aprire una società a Dubai

Come primo step, è necessario possedere la licenza adeguata al settore in cui si desidera impegnare il proprio capitale:

  • licenza industriale: si rivolge a tutte quelle attività industriali o manifatturiere;
  • licenza commerciale: dedicata a chi desidera aprire una catena di negozi o anche una piccola bottega di artigianato e souvenir;
  • licenza professionale: riguarda tutte le abilità e le figure professionali, come artigiani, grafici, architetti, avvocati, esperti del beauty care, hairdresses, maestranze varie con partita IVA.

Gli enti preposti al rilascio delle licenze sono principalmente due

  • il Dubai Department of Economic Development, cioè il dipartimento di Dubai per lo sviluppo economico, dedicato alle attività industriali e manifatturiere, al terziario e al settore commerciale;
  • il Dubai Department of Tourism che invece si rivolge al turismo e al settore di ristorazione.

Nello specifico, alcune tipologie di attività devono essere approvate da particolari ministeri come quello dell’economia, o dalla banca dell’UAE. Tutte le attività devono essere regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e dell’Industria.

La burocrazia a Dubai

Forse non sapevi che per avviare una società a Dubai bisogna rispettare una regola fondamentale, la Legge delle Società Commerciali, nata nel 1984: prevede che la proprietà di tale impresa sia totalmente nelle mani dei cittadini locali, con quote dell’oltre 51% (il restante può essere di cittadini stranieri). Ecco perché è indispensabile avere un socio nativo, un emiratino: le società previste possono essere di 7 tipologie.

1) Società per azioni pubblica/privata;
2) Limited Partnership;
3) General Partnership;
4) Società a responsabilità limitata;
5) Società per azioni.

Ecco qual è la prassi da seguire per aprire un’azienda a Dubai

1) Decidere la tipologia, il settore e il nome dell’azienda e fare richiesta al Ministero dell’Economic Development;
2) Specificare il nome dei soci, della ragione sociale, del nome commerciale;
3) Recarsi da un notaio e aprire un conto corrente societario;
4) Rivolgersi al commercialista e pagare la tassa al Ministero dell’Economia;
5) Presentare una regolare richiesta di licenza alla Camera di Commercio di Dubai.

Nelle cosiddette Free Zone la procedura è alleggerita, con sgravi fiscali e agevolazioni: qui non è necessario avere un socio emiratino.

Il gestionale per strutture ricettive: le caratteristiche fondamentali

Il gestionale per strutture ricettive: le caratteristiche fondamentali

Al giorno d’oggi tutte le strutture ricettive dovrebbero fare affidamento su un software gestionale moderno. Senza di esso infatti è impossibile gestire un qualsiasi hotel, sia dal punto di vista economico che di efficienza. Attenzione però: moderno non significa complesso o – peggio – difficile da utilizzare per i proprietari dell’albergo.

Steve Jobs, una delle menti più eccelse che il nuovo millennio abbia conosciuto, era solito ripetere che la semplicità è più difficile della complessità. A questo aggiungeva che un prodotto non aveva bisogno di essere dotato di un libretto d’istruzioni. In caso contrario, il prodotto in questione non era stato progettato e/o disegnato in maniera corretta. La filosofia del compianto ex numero uno di Apple può essere applicata anche al settore alberghiero e, nello specifico, al software gestionale: tanto è semplice da usare quanti maggiori saranno i benefici per l’hotel stesso. A seguire le caratteristiche fondamentali di cui un gestionale per strutture ricettive deve essere in possesso affinché i proprietari degli alberghi ottengano risultati tangibili.

Software gestionale: esperienza utente fondamentale

Un software gestionale ideale per qualsiasi struttura ricettiva deve essere basato su un’eccellente esperienza utente. Ciò significa che è fondamentale sia facile da utilizzare per tutti i membri del personale, offrendo a ciascuno un aiuto concreto nelle operazioni da assolvere.

La semplicità di impiego di un gestionale moderno è utile anche per guidare albergatori e collaboratori nei loro compiti giornalieri. Un’esperienza utente ottimale è un valido aiuto per una rapida assunzione di un nuovo receptionist durante il periodo di alta stagione, dal momento che non ci si dovrà preoccupare né del tempo impiegato per apprendere il funzionamento del software gestionale né dell’eventuale spesa in corsi formativi o pacchetti per un apprendimento accelerato. Più semplicemente non ce ne sarà bisogno.

Le funzionalità del software gestionale

Ci sono alcune funzionalità imprescindibili per un software gestionale efficiente e potenzialmente capace di fare la differenza dal punto di vista economico.

Tra queste si possono annoverare:

  • condizioni di prenotazione,
  • calendario prenotazioni,
  • tariffe,
  • report statistiche,
  • report fiscale,
  • gestione prezzi,
  • tariffe e restrizioni,
  • gestione check-in e check-out.

Prima di sostituire il vecchio gestionale con uno nuovo, si consiglia di valutare con attenzione quali sono le funzionalità di base che offre. La soluzione migliore è dotarsi di un software gestionale che abbia la maggior parte – se non tutte – le funzionalità elencate qui sopra. Un altro suggerimento: poiché il gestionale da non solo non è sufficiente per gestire l’intero lavoro richiesto per la gestione di un hotel, è opportuno associarlo a un channel manager e un booking engine.

Software gestionale e CRM

CRM è l’acronimo per Customer Relationship Manager. Si tratta di uno strumento essenziale da affiancare al software gestionale, se si vogliono incrementare i guadagni aumentando il numero di prenotazioni dirette. Oltre al CRM, gli albergatori dovrebbero delineare anche una strategia dove gli strumenti di marketing abbiano un ruolo centrale. Così facendo, infatti, si hanno più possibilità di vedere aumentare la propria visibilità online (siti Internet e piattaforme social).

Tornando all’importanza del Customer Relationship Manager, è sufficiente pensare che un CRM mostra i seguenti dati:

  • numero campagne email,
  • prenotazioni,
  • preventivi,
  • gruppi di appartenenza,
  • eventuali note,
  • documenti e dettagli dell’ospite.

Tutto questo per spiegare un concetto essenziale e non banale: un software gestionale di buon livello rappresenta comunque un limite per gli albergatori che decidono di non creare un valido ecosistema grazie all’aggiunta di CRM e strumenti di marketing.

Semplice non è sinonimo di economico

Un software gestionale è semplice perché alla sua base c’è un lavoro di progettazione e disegno superiore alla media. Occorre dunque pensare all’acquisto di un gestionale moderno come un investimento, senza commettere l’errore di voler risparmiare per poi avere un dispositivo inadeguato.

6 passaggi per organizzare il tuo evento con budget zero

6 passaggi per organizzare il tuo evento con budget zero

La comunicazione evento è la chiave del successo di ogni campagna in corso. Ci sono molte cose a cui prestare attenzione, prima fra tutte l’insight del target, e cioè a creare una divulgazione che abbia un tono e dei concetti espressi in maniera chiara e precisa intorno alle persone a cui si rivolge. Chi punta a parlare con tutti alla fine non arriva a nessuno. 

Ti sembra troppo complicato da realizzare senza l’aiuto di un’agenzia specializzata; potresti pensare che non c’è modo di poter attuare l’organizzazione eventi a Milano con un budget pari a zero, ma, fidati di me, l’ho fatto ed è assolutamente possibile. Avrai bisogno di pazienza e determinazione per avviare la tua attività di pianificazione di eventi, ma certamente non avrai bisogno di raccogliere capitali. Coordina rigorosamente il tuo progetto, rispetta le scadenze che hai fissato per te stesso ed essere persistente.

1. Idea e concetto

Quando ti viene in mente un’idea per un evento, ricorda di essere flessibile. Lasciati spazio per la modifica e lo sviluppo dell’idea. Una volta finalizzata l’idea, passa allo sviluppo del concept dell’evento. Il concept ti darà un vantaggio più competitivo; è ciò che distinguerà il tuo evento da eventi simili. Il concept dell’evento può includere elementi come design, collaborazione e partnership con aziende, tecnologia, location e altri. Al giorno d’oggi, la maggior parte degli organizzatori di eventi aspira a organizzare eventi eco-compatibili, tra cui il riciclaggio, concentrandosi sulla pubblicità online e altri. Ricorda, non stai semplicemente organizzando un evento; stai creando un’esperienza per il tuo pubblico. Questo mi porta al secondo punto.

2. Determinare il pubblico

Determinare il target per il tuo evento non dovrebbe mai essere sottovalutato. Il tuo pubblico è la chiave per trovare gli sponsor e i partner giusti. Quindi, poniti queste domande: il mio evento è di nicchia e verranno visualizzati tipi specifici di persone / aziende? In precedenza, quale pubblico hanno attirato gli oratori degli eventi che ho in mente? Considerando il prezzo delle presenze, quali gruppi parteciperanno? Se è troppo costoso, forse gli studenti non saranno desiderosi di partecipare. Preparati a concedere sconti e impostare un periodo di promozione. Inoltre, considera la location e l’ora dell’evento per stimare chi può partecipare.

3. Creare l’agenda

Una volta risolto il tuo concept e stimato il pubblico previsto, inizia a pensare all’agenda dell’evento. Vuoi avere un evento tutto il giorno; sarà un seminario, che si protrarrà per alcune settimane? Chi sono gli oratori che puoi invitare? A seconda delle tue risposte, puoi iniziare a cercare la sede, i partner e gli sponsor giusti. Molte volte un evento promozionale lo è anche per alcuni specifici fornitori che si stanno aprendo a nuovi segmenti di mercato, fatti furbo e cerca di condurre due indagini di mercato. Se becchi l’occasione giusta, sfruttando la pubblicità a vicenda, non è detto che tu non abbia la possibilità non solo di risparmiare ma anche di creare una partnership solida e duratura. 

4. Trova la sede giusta

Il luogo è estremamente importante. Per una conferenza che dura tutto il giorno, sarà appropriato un centro congressi; tuttavia, stai organizzando seminari, un posto che consenta una stretta collaborazione dei partecipanti sarà migliore. In ogni caso, preparare una proposta di partnership per la posizione scelta. L’obiettivo è quello di trovare un luogo con cui hai interessi comuni in modo da poter negoziare utilizzandolo gratuitamente. Sì, è possibile.

5. Invita i relatori gratuitamente

Al fine di attirare gli oratori gratuitamente al tuo evento, dovresti avere un piano di eventi ben sviluppato che mostri passione e ispirazione, in modo da poter offrire loro un elenco di vantaggi irresistibili a seguito della loro partecipazione. Per ogni oratore questi saranno diversi, ma uno comune è la divulgazione del loro nome / marchio tra un pubblico mirato, nonché un’opportunità pubblicitaria. Non essere malinconico se qualcuno rifiuta di partecipare, piuttosto sii pronto a modificare la tua proposta e tieni sempre a mente qualche altro docente.

6. Partner di marketing e media gratuiti

Se è possibile avere una campagna di marketing sufficiente gratuitamente è un argomento a sé stante. Ci sono alcuni modi per aggirare la costosa pubblicità online e offline. In primo luogo, ci sono social media, che puoi gestire con un po ‘di entusiasmo. Puoi trovare molte informazioni online con suggerimenti e analisi su come utilizzare i social media per la promozione e il tipo di errori che dovresti evitare a tutti i costi. Tuttavia, uno degli strumenti più potenti per la promozione online è avere contenuti interessanti da condividere con il pubblico di destinazione. Trovare partner multimediali per parlare del tuo evento, diffondere interviste e recensioni sarebbe un ottimo punto di partenza per la tua campagna di marketing. I media ti daranno credibilità, quindi assicurati di trovare almeno un partner dei media rispettato.

Acquisti online convenienti, le migliori alternative a siti tipo Asos.com e Zalando

Acquisti online convenienti, le migliori alternative a siti tipo Asos.com

Negli ultimi anni gli acquisti online sono aumentati in modo esponenziale, così come la nascita di e-commerce che propongono offerte imbattibili e prezzi super convenienti.

Tra questi ci sono l’e-commerce ASOS.com, famoso per l’acquisto di vestiti online, usato da migliaia di utenti di ogni parte del mondo, in grado di garantire uno shopping sicuro e affidabile, con occasioni davvero interessanti e Zalando, il retail online tedesco, diventato famoso per il suo slogan “il reso è gratuito”, affiliando così anche gli indecisi. 

Lo shopping online su ASOS.com e Zalando ha riscosso molto successo, ma perché? Questo portale offre un’ampissima scelta di abiti, capi di abbigliamento di ogni genere, ma anche accessori di moda di diversa qualità, per uomo e per donna.

Il loro punto di forza è legato, quindi, all’ampia varietà di indumenti di ogni tipo e modello, ma anche al fatto di poter scegliere tutto velocemente con pochi click e far arrivare l’ordine a casa con spese di spedizione, spesso, pari a zero.

Inoltre, c’è da evidenziare l’aspetto economico di siti tipo Asos o siti come Zalando, poiché mantengono un ottimo rapporto qualità/prezzo: infatti, abiti e accessori in vendita sono disponibili a costi inferiori rispetto ai negozi fisici, ai centri commerciali e alle boutique.

Acquistare abbigliamento online – scegliendo i migliori siti di vestiti economici – è quindi una scelta molto conveniente che porta numerosi vantaggi, tra cui la riduzione del tempo degli acquisti, la semplicità e l’immediatezza di effettuare l’acquisto e la possibilità di risparmiare senza rinunciare alla qualità.

Le alternative migliori a siti come Asos

Se avete già provato ASOS e volete sperimentare qualche nuovo portale per lo shopping online, vale anche la pena fare un giro su siti tipo Zalando. Di seguito trovate le migliori alternative dove poter acquistare capi di abbigliamento a prezzi e condizioni molto interessanti e vantaggiose.

Amazon

Chi non conosce Amazon? È senza dubbio l’e-commerce più grande, famoso e utilizzato al mondo, un must per chi ama fare shopping online e acquistare qualsiasi tipologia di prodotto, abbigliamento e moda compresi.

Infatti, anche se Amazon non è un sito web specializzato nel comparto abbigliamento, presenta una sezione Moda molto fornita, con capi fashion di alta moda, brand importanti e anche indumenti sportivi, accessori, intimo e prodotti per bambini, diventando a tutti gli effetti uno dei siti simili a Zalando o Asos.

Chi conosce questo e-commerce, sa che si tratta di uno dei migliori in termini di qualità e di servizi, l’assistenza clienti è impeccabile, veloce, le spedizioni sono sicure, rapide e in alcuni casi gratuite. Tutti i pagamenti vengono fatti con metodi certificati e i fornitori sono controllati scrupolosamente per evitare di abbassare gli standard qualitativi.

Amazon è sicuramente il miglior negozio online in cui fare acquisti in totale sicurezza, accedendo a una serie di offerte a tempo ed esclusive non presenti su altri portali.

Zalando, il main competitor di Asos

Zalando è un sito tedesco specializzato nella vendita di prodotti di abbigliamento delle migliori marche tra cui pantaloni, jeans, maglioni, camicie, t-shirt, giacche, costumi da bagno e molto altro.

È uno dei migliori siti di shopping online, infatti, su questo e-commerce è possibile anche accedere a una vasta scelta di accessori come borse, cinture, scarpe, sciarpe, cappelli e tutto ciò che può essere utile per creare uno stile fashion a un costo vantaggioso.

Zalando è diventato un punto di riferimento per lo shopping online di abbigliamento, anche grazie a un’ottima assistenza clienti e alla piattaforma che estremamente sicura durante il processo di ordine e pagamento della merce.

Privalia

Chiudiamo il nostro elenco dei siti tipo Asos con Privalia, un portale di abbigliamento molto apprezzato in Italia anche all’estero, grazie all’elevata quantità di abiti, scarpe, accessori di moda disponibili e alle tante promozioni lampo a prezzi difficili da trovare sul web.

Questo e-commerce si rivolge sia a uomini che donne, è possibile trovare indumenti per qualsiasi occasione, da quelli più fashion ed eleganti fino ai più casual e agli sportivi.

L’assistenza clienti è molto buona, l’esperienza di acquisto eccellente, in pochi click si conclude l’ordine e si effettua il pagamento in totale sicurezza. Le spedizioni, in alcuni casi, sono gratuite.

Come creare degli slogan pubblicitari di successo, alcuni esempi famosi

Come creare degli slogan pubblicitari di successo, alcuni esempi famosi

La scrittura può fare la differenza, gli slogan pubblicitari sono un esempio concreto di come, poche parole ma ben studiate, sono in grado di smuovere l’audience e fare la differenza.

Un bravo copywriter deve saper intercettare i bisogni e trovare il modo migliore per veicolare il messaggio, affinché arrivi concretamente e con convinzione all’utente finale.

Parliamo di comunicazione persuasiva, che riguarda gli slogan o spot pubblicitari, solitamente, formati da una breve frase, che segue la campagna o lancia la comunicazione legata a servizi e prodotti di un determinato brand.

La scrittura creativa punta sui valori e i vantaggi in modo da raggiungere con maggiore immediatezza gli obiettivi. Un creatore di testi e spot pubblicitari non lavora da solo ma si integra con altre figure come l’arte director, responsabile del visual advertising.

Un copywriter professionista specializzato in questo settore crea slogan vincenti per promuovere un’attività o un prodotto, ma riuscire a sintetizzare tutto in un’unica frase non è di certo così semplice. Eppure quando ci riesce decreta il successo di un brand; chi avrebbe mai pensato che un semplice “Turista fai da te? Ahi Ahi Ahi” avrebbe fatto reso Alpitur il major dei tour operator nel mondo?

La creazione di uno slogan pubblicitario è un percorso che nasce e viene sviluppato di pari passo insieme all’idea del concept di cui è portavoce. I claim famosi fanno leva su una promessa fatta al pubblico “L’analcolico biondo che fa impazzire il mondo” rileva la sottigliezza che non solo l’alcol può inebriare, un prodotto analcolico farà lo stesso effetto. Ma non solo, nascono per essere esportati e contestualizzati nella vita quotidiana, anche staccati dal brand.

Come deve essere uno slogan pubblicitario?

Uno slogan pubblicitario di successo deve essere diretto, breve e immediato, deve riuscire a colpire il pubblico e restare in memoria.

Allo stesso tempo, deve essere comprensibile, facile da comprendere. Sono tanti i pubblicitari famosi che hanno realizzato campagne pubblicitarie rimaste nella storia grazie a brevi ma accattivanti concetti, per citarne alcuni: Armando Testa, Oliviero Toscani e Benetton, Bruno Munari, Erberto Carboni.

Un’altra caratteristica importante di uno slogan pubblicitario sono la sua brevità e la sua coerenza con il resto della comunicazione aziendale.

La frase pubblicitaria deve essere quello strumento che fa scattare il desiderio di avvicinarsi per soddisfare un bisogno che, a volte, non si aveva nemmeno idea di avere. Per far ciò, è importante avere un’ottima conoscenza del target di pubblico, dei suoi bisogni e dei suoi desideri.

Come scrivere una frase d’effetto per il proprio slogan?

La creazione di una frase pubblicitaria efficace ha bisogno di un copywriter e di un art director, ma questo non vuol dire che non si possa provare a lavorare da soli per cercare di scrivere degli slogan efficaci.

Proviamo a darti qualche consiglio da cui partire per creare autonomamente uno slogan pubblicitario vincente.

I pubblicitari famosi, quelli che hanno creato frasi pubblicitarie d’effetto nel loro vademecum mettono al primo posto il dettame il quale sostiene che per creare uno slogan pubblicitario o aziendale che ottenga successo è necessario conoscere il target e intercettarne i bisogni: risolvere un problema, colmare un vuoto, informare.

Dall’altra parte c’è l’azienda e il prodotto che aiuterà a soddisfare un bisogno, bisogna osservare, conoscere e poi lavorare sul piano immaginario, lasciarsi trasportare dall’immaginazione senza allontanarsi troppo dalla concretezza.

Ovviamente, la parte testuale di una sola frase non può essere sufficiente, lo slogan non spiega interamente ciò che si sta offrendo o il prodotto o servizio nel dettaglio.

Questo sia a causa degli spazi ridotti che al fatto che lo slogan va a integrarsi a una parte visual che offre la possibilità di aggiungere molto più testo.

Insomma, creare uno slogan pubblicitario, una frase breve e immediata che riesca in poche parole ad evidenziare le caratteristiche è una vera arte ed è fondamentale se si vuole avere una buona riuscita.

Nello slogan bisogna descrivere un prodotto o un servizio e farlo nel miglior modo possibile. Come realizzare una frase ad effetto che faccia la differenza? Riassumendo: dovrà essere breve, semplice, facile da ricordare e comprensibile.

Dovrà essere strettamente legata al brand, unica e differenziata, avere una certa musicalità e un ritmo, dovrà riuscire ad entrare nella testa dell’audience e restarci.

Infine, ricordiamo che una campagna pubblicitaria di successo non può prescindere da degli slogan efficaci, non si può pensare di lanciare un prodotto o un servizio senza un accurato lavoro di copywriting.

Gli slogan pubblicitari più riusciti degli anni ‘90

Gli anni ’90 non hanno ancora visto l’avvento dell’era digitale, sono la naturale prosecuzione di tutto ciò che era stato discusso, provato e architettato nei decenni precedenti, dagli eccentrici ’70 agli ’80 “dei lustrini e paillettes”. Insomma anni in cui la semplicità non era il primo dei valori da perseguire ma che ci hanno lasciato un’eredità in termine di concept creator davvero notevole. 

In tema di slogan pubblicitari esempi non si può prescindere dal programma TV Carosello, un insieme di reclame che – della sua stessa esistenza – ha fatto uno spartiacque generazionale. Chi di voi non ha mai sentito ripetere ai propri genitori, dal tacco alla punta dello stivale italiano, “quando io ero bambino si andava a letto subito dopo Carosello”? Un programma pubblicitario con una mission pubblicitaria e uno degli slogan pubblicitari inventati meglio riusciti nella storia del commercial italiano.

Non stiamo parlando dei blasonatissimi spot in ultra HD che vengono proiettati durante la finale del Super Bowl in America, ma della capacità di creare slogan pubblicitari d’impatto anche con budget modesti. È il caso della “Cremeria”, il gelato in vaschetta del brand Motta, e il suo “C’è Gigi? No ma c’è la Cremeria”. Una frase banale, che a tratti può sembrare addirittura inadeguata, eppure sono passati trent’anni e a tutti risuona ad ogni vista di una confezione di gelato. 

Campagne di successo sono legate anche a quello che si può definire l’ambito della pubblicità progresso. Ritornando ai famosi anni ’80, che abbiamo definito di lustrini e paillettes, non è tutto oro ciò che luccica. Sono questi gli anni più bui per l’emergenza droga e AIDS in Italia e nel mondo, in Germania impazza sul tema il film “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” e nel belpaese le campagne del Ministero della Salute. Un trend cavalcato a mezzo slogan dalle aziende, è il caso del “Liberi di amarsi col cuore” il messaggio finale dello spot Durex nel noto spot in cui un professore entra in una classe di liceo e trova un profilattico a terra e si alzano tutti gli alunni dicendo “è mio”.

Le frasi promozionali sono il bigliettino da visita di un brand per il grande pubblico, ma vanno studiate bene perché il loro diventare un tormentone deve essere misurato alla sua mission finale: dare risalto al prodotto che sponsorizzano, non schiacciarlo.

Come sviluppare il tuo digital mindset

Come sviluppare il tuo digital mindset

Ultimamente si sente parlare spesso di Digital Mindset ma in pochi conoscono il vero significato di questa strategia che rappresenta un aspetto fondamentale su cui puntare se si vuole accrescere il potenziale di un’azienda oppure se si stanno cercando nuove opportunità di lavoro.

Cosa si intende per Digital Mindset

Digital Mindset è un termine che è nato successivamente ai cambiamenti avvenuti nell’ambitto sociale a seguito della digitalizzazione e delle rivoluzioni a livello informatico e tecnologico.

Oggi sono cambiate moltissimo le modalità con cui i problemi vengono affrontati e sono aumentati moltissimo gli strumenti a disposizione per risolverli. Ovviamente tale cambiamento ha influito notevolmente sul modo di pensare ed agire degli individui.

Il termine Digital Mindset era stato già utilizzato nelle università intorno al 2013, quando fu Vivienne Benke a dare una precisa definizione di questo concetto. Secondo lei il Digital Mindset comprende esperienze e conoscenze delle persone sviluppati nella società digitale che vengono quindi riconosciute ed utilizzate per ottenere maggiore successo nel settore delle tecnologie.

Capire se si possiede un buon Digital Mindset

Alcuni hanno un amore ed una passione molto forti per la tecnologia e non temono le nuove sfide digitali, mentre altre persone non si sentono propriamente spavaldi nell’utilizzo di strumenti informatici e scelgono magari mezzi più tradizionali e che conoscono meglio per risolvere i propri problemi.

Cerchiamo di capire nel dettaglio le caratteristiche che distinguono un individuo con un proprio Digital Mindset. Il primo tratto distintivo è sicuramente la propensione alle novità che si manifesta attraverso la curiosità nei confronti degli strumenti innovativi offerti dalla tecnologia e dalla voglia di tenersi sempre al passo e aggiornati in merito a tutte quelle che sono le news legate al mondo digitale.

Inoltre, chi possiede il Digital Mindset utilizza la tecnologia per raggiungere traguardi ed obiettivi in vari settori, da quello personale a quello professionale ed ama le sfide che le nuove tecnologie gli pongono davanti.

Il Digital Mindset e le sue aree-chiave

Il concetto di Digital Mindset è molto articolato e complesso ed è opportuno proseguire analizzando il ruolo della componente comportamentale e cognitiva. Quest’ultima a sua volta dipende da integrazione e differenziazione.

La differenziazione rappresenta sostanzialmente la vastità di conoscenze di un determinato individuo in merito alle innovazioni digitali, mentre l’integrazione spiega quanto la conoscenza viene realmente applicata all’interno di contesti di quotidianità.

La componente comportamentale del Digital Mindset viene suddivisa ulteriormente in altre due parti. Una costituita dall’accettazione digitale, l’altra il rifiuto. Ovviamente l’una esclude l’altra. Sostanzialmente, coloro che hanno un buon Digital Mindset ma rifiutano la tecnologia hanno ben chiaro le notizie e le informazioni per capire come agire e comprendere se accettare o no le opportunità offerte dagli strumenti tecnologici.

Chi, invece, non è dotato di un forte Digital Mindset non ha a disposizione queste informazioni e non riuscirà a valutare la miglior soluzione a livello tecnologico o digitale.

In un mercato lavorativo in continua evoluzione, fatto da personale che richiede sempre maggiori competenze da parte dei candidati è fondamentale migliorare il proprio Digital Mindset così da rimanere sempre “sul pezzo” e mostrarsi competitivi agli occhi del personale di selezione.

Iniziando ad ampliare le proprie visioni sul mondo digitale è il primo passo verso lo sviluppo di un Digital Mindset personale, del quale poter usufruire in tutte le occasioni che si presenteranno. Maggiori sono le conoscenze sugli strumenti digitali esistenti, maggiori sono le possibilità di arrivare alla risoluzione di un problema o al raggiungimento di un determinato traguardo.

Come conservare fattura elettronica: Agenzia delle Entrate o professionisti

Come conservare fattura elettronica: Agenzia delle Entrate o professionisti

La fatturazione elettronica è d’obbligo. Una volta però capito come vanno compilate ed emesse queste nuove fatture, e una volta capito come si dematerializzano, può rimanere sempre il dubbio su come vadano conservate, o meglio a chi farle conservare. Ci sono due strade in tal senso. Una prevede di affidarle all’Agenzia delle Entrate, l’altra di avvalersi di professionisti del settore. È quello che vedremo in questa guida su come conservare fattura elettronica (segui i suggerimenti degli esperti di Savino Solution qui) tra Agenzia delle Entrate e professionisti.

Come conservare fattura elettronica: l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate conserva tutti i nostri dati, e le fatture elettroniche non fanno certo eccezione. Quando si invia una fattura del resto, l’Agenzia ne riceve una copia, e la immagazzina nel cosiddetto cassetto fiscale. Quindi, lo ribadiamo, l’Agenzia ha già le nostre fatture elettroniche, sia emesse come ditta, sia ricevute come clienti.

Per legge la documentazione va conservata a disposizione per eventuali controlli per 10 anni. La conservazione di questa documentazione inoltre è gratuita, nel senso che non si deve corrispondere nulla all’Agenzia stessa.

Quindi ci si potrebbe affidare ad essa per la conservazione (anche legale) dei documenti in oggetto. Certo, è una soluzione possibile, ma come ogni cosa ha dei pro e dei contro. Vediamoli.

Pro e contro dell’Agenzia delle Entrate

Come abbiamo detto, la conservazione dei documenti fiscali, in Agenzia delle Entrate è in un certo modo automatica e gratuita. Qui però terminano anche i vantaggi.

Non a caso ci sono state delle obiezioni molto forti sulle metodologie concettuali di conservazione dei documenti. La fatturazione elettronica è un obbligo, e l’Agenzia in questo modo può avere accesso a tutti i nostri dati fiscali e contabili senza sforzi.

Ma cosa dire della sicurezza di questi dati? Chi vigila sulla conservazione effettiva? Chi garantisce che i dati siano sempre giuridicamente validi? Chi assicura che non ci siano perdite di dati o peggio problemi con la privacy? Una stessa comunicazione dell’Agenzia rende molto chiaro questo discorso.

Si legge infatti in un comunicato ripreso da ‘Il Sole 24 ore‘, che l’Agenzia non si ritiene responsabile di fuga di dati o danneggiamento degli stessi, né dello scorretto mantenimento dei documenti a noma di legge. ma come, se questi sono i requisiti fondanti della fatturazione elettronica, come può l’Agenzia delle Entrate non farsene carico? È esattamente per questo motivo che sempre più professionisti e imprenditori si stanno affidando ad esperti nella dematerializzazione e nella conservazione a norma di legge dei documenti.

Pro e contro dei professionisti

A ben vedere, a parte il contro del costo (che per un imprenditore però è un investimento) affidarsi a dei professionisti ha solo dei vantaggi. La conservazione della documentazione con le nuove norme si potrebbe considerare un vero e proprio lavoro.

Un imprenditore sa benissimo quanto tempo si passa a registrare la contabilità, e se questo era vero per la contabilità cartacea, figuriamoci per quella digitale. Per questo ci si affida ai commercialisti e non si tiene la contabilità autonomamente, e per lo stesso motivo è bene affidare la dematerializzazione e la conservazione sostitutiva a chi fa questo per lavoro.

Un imprenditore conosce benissimo il valore di delegare ai suoi collaboratori compiti che non gli appartengono. Anche perché la conservazione sostitutiva non prevede solo la conservazione di una fattura, ma di tutto un fascicolo che ha portato all’emissione di quella fattura. O si fa l’imprenditore, o si bada alla contabilità, e la scelta in questo senso è facile.

Come attirare nuovi clienti in negozio: elementi per una strategia efficace

Come attirare nuovi clienti

Sei titolare di una piccola attività locale e stai cercando di capire come attirare nuovi clienti, evitando di fare un buco nell’acqua? Vorresti adottare delle misure offline, valorizzando il tuo punto vendita ma sei incuriosito anche dal mondo online? Su internet hai investito poco, dotandoti del minimo indispensabile come la pagina Facebook e di un sito web? Che tu voglia privilegiare un canale piuttosto che l’altro, la parola chiave da cui devi partire è strategia. Non esiste un metodo univoco, universale e vincente applicabile a tutti i settori di produzione o servizi. Le persone acquistano secondo modalità diverse un prodotto, a seconda del settore di riferimento.

Ciò che ti tornerà utile è elaborare la strategia che meglio si adatti al settore in cui operi. Ma iniziamo con ordine: conosci il tuo cliente?

L’identikit offline del cliente: chi acquista nel mio negozio?

Perché è importante conoscere il tuo cliente? La risposta è abbastanza intuitiva ma è indispensabile averla stampata a mente per procedere nell’elaborazione di una buona strategia.
Il tuo negozio è un punto fisico di scambio commerciale ma anche di relazioni. Avere contatto diretto con la tua clientela è un grande punto a tuo favore per definire il tuo target. Quali sono gli interessi del mio “cliente tipo”? Che età ha? Che professione svolge? Rispondi dettagliatamente a questi primi quesiti servendoti di interviste, sondaggi o questionari. Se hai un reparto commerciale, saprà meglio rispondere alla tua indagine, avendo contatto diretto con il cliente.

Se hai risposto al primo punto, puoi servirti di tools ulteriori online per affinare la raccolta delle informazioni già in tuo possesso. Come gli Insights di Facebook o le analitiche di Google Analytics. In che fascia d’età rientra il pubblico che visita il mio sito web o la mia pagina Facebook?

Organizzazione eventi, corsi e aree riservate: cosa fare offline

Definito il target del tuo prodotto, potrai pensare di organizzare degli eventi ad hoc che rispondano ai loro bisogni, interessi e desideri, non solo per i tuoi clienti già acquisiti ma anche per quelli potenziali che semplicemente non hanno ancora conosciuto direttamente il tuo prodotto.

Può trattarsi di un corso periodico o di un workshop senza una periodicità scandita. In entrambe le occasioni raccogli materiale fotografico, per testimoniare tramite i tuoi social come Facebook o Instagramm l’evento, ringraziando i partecipanti e mostrandoti attento e aperto alle loro recensioni perché per te l’opinione del tuo cliente è importante.

Non prestare attenzione alle recensioni negative può innescare un passaparola che potrebbe allontanare il tuo potenziale cliente nella fase di raccolta di informazioni sul tuo prodotto.

Un’altra idea è riservare un’area del tuo negozio a delle esigenze specifiche della clientela, come potrebbe essere un angolo allattamento in un negozio di articoli prima infanzia. In questo modo risponderai ad un’esigenza specifica di una mamma che ancora non ti conosce direttamente e magari in quel momento ha proprio quella necessità, entrando nel tuo negozio ed entrando in contatto con la tua attività.

Un altro suggerimento riconducibile ad uno dei sei principi della comunicazione persuasiva è la “scarsità”. Pensa ad un’”Offerta del giorno”: promuovi un’offerta per i primi nuovi clienti in un arco temporale ben definito poiché le persone sono maggiormente motivate all’acquisto davanti al timore di una perdita.

Se sei offline, devi essere online: ottimizzazione motori di ricerca

Partiamo da un semplice presupposto. Le persone che cercano un prodotto o una soluzione ad un loro problema in maniera più o meno urgente, consultano l’oracolo degli oracoli: Google. Quello che devi fare è chiederti come gli utenti del web ti cercano o potrebbero cercarti e ottimizzare la tua posizione nei motori di ricerca attraverso un’ attenta e costante analisi delle keywords del tuo settore di riferimento, adottando strumenti ad hoc tra cui Google Adwords.

Se hai un’attività locale, un altro strumento indispensabile (come suggeriscono gli esperti della web agency Bordercross) è Google MyBusiness, il quale consente di comparire nelle ricerche dettagliate con sito web, mappa, orari e informazioni di contatto, oltre alle recensioni. È importante che sia chiaro a chi vi cerca, dove siete, come raggiungervi e come contattarvi. Altrimenti, la cattiva recensione è più che probabile.

Come calcolare il Food Cost per massimizzare i guadagni di un ristorante

Come calcolare il Food Cost per massimizzare i guadagni di un ristorante

Abbiamo scelto di rispondere al quesito su come calcolare il Food Cost allo scopo di raccogliere suggerimenti concreti per il manager che opera nel reparto ristorazione: ecco cosa sapere.

Negli ultimi tempi, in concomitanza con un approccio più manageriale che ha interessato la gestione di ogni ristorante di successo, si è nuovamente affacciato nel mondo della ristorazione il concetto di Food Cost.

Ne hai mai sentito parlare? In breve, si fa riferimento con questo termine al valore percentuale che si istituisce fra il rapporto delle materie prime legate alla preparazione di un piatto e il prezzo di vendita del prodotto finale, che arriva direttamente sulla tavola del cliente.

Perché è così importante sapere come calcolare il Food Cost (segui le indicazioni fornite da Ristobusiness)? Per scoprirlo abbiamo scelto di aprire una breve panoramica informativa in merito alle modalità gestionali con cui realizzare dei piatti irresistibili che siano supportati da calcoli pensati appositamente per dare il meglio, così da soddisfare le esigenze del cliente in ogni situazione.

Lo scopo di tale dato è quello di trasmettere l’importanza che la matematica riveste nel mondo della cucina e della ristorazione. In altre parole: come calcolare il Food Cost e perchè calcolarlo?

Come calcolare il Food Cost: le prospettive di crescita nel mondo della ristorazione

Aumentare la Restaurant Performance significa incrementare tutti i processi che vanno dall’acquisto delle materie prime alla preparazione del prodotto finito, che arriva quotidianamente sulla tavola dei clienti.

In linea di massima, per calcolare il valore approssimativo del Food Cost basta applicare la seguente formula: Costo del piatto/Prezzo di vendita x 100 In ogni caso, tale dato basilare non tiene conto di una serie di valori aggiunti che possono fare sensibilmente incrementare o decrescere l’ammontare che si è ottenuto:

  • l’eventuale scarto delle materie prime: alcuni ingredienti richiedono una lavorazione altamente specializzata che – se non consumata quotidianamente – è destinata a impedirne l’utilizzo;
  • il livello di lavorazione del piatto: tenere in considerazione il costo del personale e della manodopera è il primo passo con cui massimizzare il prezzo del piatto senza tralasciare l’importanza economica del tuo personale professionale e altamente specializzato.

Ricorda: il Food Cost non è un valore assoluto, preciso e incontestabile! La sua utilità si limita alla creazione di una statistica approssimativa che ha lo scopo di direzionare il manager aziendale verso l’obiettivo comune a tutti i ristoranti: incrementare i guadagni, continuando ad avere feedback positivi da parte dei clienti che ogni giorno scelgono di assaggiare le tue pietanze.

Come calcolare il Food Cost: a cosa serve? A quanto dovrebbe ammontare?

Come abbiamo già avuto modo di chiarire nel corso del nostro articolo, il Food Cost non è altro che una percentuale in grado di direzionare la scelta dei piatti da presentare nel menù. Concretamente, per limitare un tasso eccessivamente elevato, non bisogna fare altro che:

  • considerare l’impiego degli stessi ingredienti in piatti diversi presenti nel menù;
  • studiare attentamente il numero delle portate allo scopo di offrire ai clienti una scelta ampia e variegata, ma che allo stesso tempo non risulti dispersiva. Il rischio è di investire su prodotti di ottima qualità che non trovano collocazione nella propria lista delle pietanze.

In altre parole, il discorso inerente alla qualità degli ingredienti permette di aprire delle importanti prospettive di crescita per il manager che ha intenzione di offrire ai propri consumatori un menù che sia indice dell’ottima provenienza di carne, pesce, verdure e così via. Cercare di modificare la propria lista di piatti a seguito di una percentuale troppo elevata di Food Cost è il primo passo con cui sistemare step-by-step la proposta culinaria del tuo locale: il risultato sarà garantito!



Business passivo: un modello su cui investire per crescere

Business passivo: un modello su cui investire per crescere

Chi è dotato di spirito imprenditoriale è sempre alla ricerca di buone idee
ed intuizioni che possano portare allo sviluppo di un profittevole business. I
modelli di business sono praticamente infiniti, ma questa infinità è possibile dividerla in due grandi categorie: modelli attivi e modelli passivi.

Le definizioni parlano da sé: il modello attivo implica un costante approvvigionamento di energie e risorse per poter funzionare, un bar per
esempio, non si gestisce da solo; i modelli passivi, invece, prevedono un
investimento iniziale per quanto riguarda la progettazione di una gestione
automatizzata che comporti il minimo dispendio di energie e risorse umane
possibili (un minimo residuo c’è sempre).

È proprio questo il modello che ci interessa analizzare e prendendo ad esempio il business delle lavanderie self-service che ben rappresentano l’idea di investimento passivo e che risulta essere una buona base di partenza utile anche a sviluppare ulteriori business satelliti.

Lavanderia self-service come modello di business

Una lavanderia self-service, per quanto non sia certamente un’idea fresca e
originale, rappresenta un modello di business passivo ideale per chi ha delle risorse finanziare da investire su un’attività che non implichi un totale
impegno in termini di presenza e di tempo; quindi il modello giusto per essere affiancato ad un’altra attività imprenditoriale o anche ad una solida realtà di lavoratore dipendente, capace di fare da base per lo sviluppo di questo tipo di progetto.

È opportuno però fare una premessa: quando parliamo di business passivo, non è possibile farlo considerando l’enunciato come veritiero al 100%; soprattutto all’inizio è necessario un impegno importante per organizzare e mettere in essere gli strumenti, le strutture e logistica affinché l’attività possa funzionare con una gestione automatizzata. In ogni caso, anche dopo, sarà necessario un lavoro di controllo per verificare che tutto stia procedano secondo i piani.

Anche nella gestione di affitti (modello di business passivo per eccellenza),
per esempio, comporta per quanto minimo, un dispendio di energie e risorse che, in ogni caso, possono essere delegate ad una terza persona che può essere un collaboratore a contatto o anche un socio lavoratore; in questo modo e a patto che si goda di una solida fiducia nei confronti del delegato, questo business potrebbe essere davvero un’opportunità per fare profitto con un dispendio molto basso di risorse.

I vantaggi di aprire una lavanderia a gettone

Premessa: per compilare con valore reale queste righe dedicate al modello di business che stiamo analizzando, abbiamo fatto riferimento all’esperienza e alla competenza dello staff tecnico e commerciale dell’azienda Dry-Tech specializzata nella progettazione e realizzazione di lavanderie a gettone chiavi in mano, i cui servizi sono consultabili al sito internet https://www.dry-tech.it/.
Secondo quanto rilevato dal confronto con questa realtà imprenditoriale,
possiamo sintetizzare i vantaggi di aprire una lavanderia a gettone come segue.

Il primo vantaggio riguarda appunto il fatto di star investendo su un
progetto che, al netto delle risorse necessarie per metterlo in essere, non
comporta un particolare impegno di risorse ad attività avviata.

Il secondo vantaggio riguarda la possibilità, difficile in altri tipi di
business, di poter approssimare con una certa precisione i margini di profitto secondo un piano di fattibilità molto semplice e lineare. Si tratta di
un’attività che non presenta particolari imprevisti o variabili non prevedibili che potrebbero presentarsi in qualsiasi momento della gestione.

Il terzo vantaggio è quello di poter sfruttare lo spazio della lavanderia
per innestare su di esso alcuni business satelliti, sempre passivi, come
l’installazione di macchinette automatiche per la rivendita di prodotti, sia
attinenti e di utilità per il bucato, sia per il ristoro, quindi snack, bibite
calde e fredde e anche soluzioni per l’intrattenimento. Le possibilità sono
davvero infinite e dare uno sguardo a quello che succede in altri Paesi del mondo potrebbe essere un’ulteriore opportunità per capire come sfruttare al massimo questo business del bucato a gettone.

Nella città di New York, per esempio, le lavanderie sono dei veri e propri
centri di agglomerazione culturale, con la presenza al loro interno di attività extra che uno può svolgere mentre aspetta la fine del ciclo di lavaggio dei suoi panni. Nel nostro Paese da questo punto di vista, salvo qualche rara eccezione, non siamo poi così preparati ad accogliere questo tipo di idee.

Come aprire una lavanderia a gettone

Per aprire una lavanderia a gettone le soluzioni sono principalmente due:
occuparsi personalmente di tutti gli aspetti, dalla scelta del locale alla
ristrutturazione per adattarlo al tipo di attività (compresa tutta la burocrazia che c’è dietro) e gestire la fornitura dei macchinari necessari e occuparsi di tutti i dettagli necessari a far partire il progetto.

Fare questo è certamente possibile, ma è chiaro che risulta essere la via
più complicata e meno in linea con l’idea di un business passivo. Una soluzione che consenta di rimanere sul buon proposito di dedicarsi ad un business passivo e di semplificare tutti i passaggi necessari per realizzarlo, la offre un’impresa specializzata che possa prendere in carico il progetto e consegnare una struttura completamente funzionante e pronta a generare profitto.