Categoria: Benessere

Semi di cannabis in cucina. Fanno bene alla salute?

Semi di cannabis in cucina. Fanno bene alla salute?

La canapa, una pianta preziosa spesso bistrattata

La canapa è la pianta a cui spesso viene associata la marijuana, la droga “da fumare” soggetta a politiche proibizioniste e persecutorie. Per tanto tempo, quindi, la cannabis non è stata più coltivata anche se le sue innumerevoli qualità erano note da tempo. La canapa, infatti, veniva usata come materiale da intrecciare per corde, cesti ed altri oggetti di uso quotidiano, le foglie venivano usate come terapia del rilassamento ed i semi erano impiegati come nutriente. Oggi la coltivazione è stata regolamentata ed è possibile svolgerla senza rischi.

Cannabis, Canapa e Marijuana sono davvero la stessa cosa?

Col termine “Cannabis” ci si riferisce al termine scientifico della pianta. Questa, però, è presente in tante varietà diverse che hanno differenti quantità di cannabinoidi. La “Cannabis Sativa” è quella che può essere coltivata perché contiene una minore concentrazione di “THC”, lo psicoattivo che dà l’effetto stupefacente, a favore del “CBD”, un cannabinoide con effetti terapici ma che non altera la salute mentale. Col termine “Canapa”, invece, si intende quella varietà di Cannabis quasi del tutto priva di “THC”, mentre la “Marijuana” è quella con la più alta concentrazione di “THC” ed è illegale perché considerata droga. I semi sono la parte più preziosa, in quanto sono ricchissimi di elementi nutritivi interessanti, rendendoli dei veri e propri integratori naturali da poter assumere regolarmente.

I semi di Canapa un super cibo per migliorare la salute dell’organismo

I semi di Canapa – leggi qui per approfondire – sono un elemento ricchissimo di proteine, acidi grassi “buoni”, vitamine e sali minerali. Negli ultimi anni il loro consumo si sta diffondendo sempre di più anche grazie a nuovi regimi alimentare come le diete vegane o quelle senza glutine. Essi, infatti, vengono assunti da chi segue questo tipo di alimentazione per limitare le carenze di alcuni elementi essenziali per la salute dell’organismo come le proteine, difficili da reperire in una dieta priva di alimenti di origine animale. Un altro aspetto che rende i semi di Canapa molto apprezzati è la loro versatilità. Essi possono essere consumati crudi, integrali o decorticati, macinati per ottenere delle farine, inseriti in insalate, zuppe oppure frullati per delle gustose bevande vegetali. Crudi, tuttavia, mantengono intatte le proprietà essenziali e mangiati come spuntini, è sicuramente il miglior modo per godere dei loro benefici sulla salute. Come se non fossero sufficienti tutte queste qualità, i semi di Canapa contengono anche pochissime calorie, cosa che li rende validi alleati anche nelle diete dimagranti. I semi, infine, sono ricchi di fibre e aiutano pertanto a regolarizzare il naturale funzionamento del tratto intestinale.

Perché i semi di Canapa fanno così bene alla salute

Con tutte le sostanze che contengono, i semi di Canapa sono ideali per tutti, bambini compresi. Il calcio rafforza le ossa e li rende un valido integratore per bimbi in fase di crescita o per persone in età avanzata. I grassi “buoni” tengono sotto controllo i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue, rendendo i semi di Canapa l’ideale per chi soffre di problemi dell’apparato circolatorio. Grazie al loro elevato contenuto di proteine, sono particolarmente consigliati a sportivi e persone che seguono regimi alimentari vegani. Non contengono glutine e possono essere consumati da persone intolleranti o celiaci. Sono facili da digerire ed assimilare, pertanto si adattano anche a individui con patologie dell’apparato digerente. I semi di Canapa sono una vera e propria panacea da integrare al proprio regime alimentare.

Erba legale, come funzionano i vaporizzatori

Erba legale, come funzionano i vaporizzatori

Il vaporizzatore per godere al meglio dei benefici dell’erba legale

Sul mercato sono presenti tantissime tipologie di vaporizzatori per erba legale. Prodotti di qualità che differiscono per molteplici caratteristiche per cui non è semplice e immediata la scelta ottimale per le proprie esigenze. Il primo aspetto da valutare è quello se scegliere una vaporizzatore da tavolo oppure portatile. Quelli portatili dispongono di camere dalle dimensioni minori e quindi batterie meno durature nel tempo. Per cui, se si vogliono maggiori performance sotto questo punto di vista, meglio optare per la tipologia da tavolo. Inoltre, questa soluzione si dimostra estremamente più versatile per quanto riguarda l’inalazione in quanto le versioni portatili permettono di inalare solamente dal boccaglio. Invece, quelli da tavolo consentono di variare la modalità di assunzione del vapore scegliendo tra il palloncino, tubicini oppure per le estensioni dei bong. Scegliere opportunamente un vaporizzatore, permette di beneficiare di tantissime proprietà dell’erba legale. Innanzitutto, grazie ad esso, è possibile assumerla a scopo terapeutico oppure per fruire di aromaterapia molto indicata per risolvere le problematiche dell’apparato respiratorio. Infatti, la vaporizzazione esalta al massimo quelli che sono i principi attivi presenti in questa sostanza naturale al 100%.

Come funziona un vaporizzatore di erba legale

Un vaporizzatore di erba legale funziona generalmente con due metodologie differenti per riscaldare il contenuto. La prima tipologia è quella a conduzione ed è basata sulla possibilità di effettuare il trasferimento di calore attraverso contatto fisico con la resistenza elettrica. Con questa tecnica si può peraltro ottimizzare le tempistiche necessarie per il riscaldamento e soprattutto c’è una maggiore omogeneità di diffusione. L’altra opzione dei vaporizzatori è la metodologia di riscaldamento a convenzione. Questo prodotto è molto più indicato per i principianti, ma anche più preciso e puntuale. La tecnica prevede una resistenza che non sarà a contatto diretto con l’erba, il che abbatte enormemente il rischio di combustione. Un altro aspetto essenziale di un vaporizzatore a convenzione è quello di permettere un controllo migliore della temperatura con tutti i vantaggi del caso.

Il controllo della temperatura e l’alimentazione

I vaporizzatori sono essenziali per sfruttare al meglio le proprietà terapeutiche e non solo, dell’erba legale. In commercio sono presenti diverse tipologie che si diversificano soprattutto per la tecnica utilizzata per riscaldare. Scegliere un modello di vaporizzatore piuttosto che un altro permette di controllare in maniera differente la temperatura. Solitamente la vaporizzazione avviene tra una temperatura minima di 157 gradi ed un massimo di 220 gradi centigradi. Ci sono dispositivi che permettono di impostare a proprio piacimento la temperatura, mentre altri sono progettati per un funzionamento del tutto automatico. In particolare, ci sono tre possibilità di utilizzo: si può scegliere un range di temperature per ottenere la vaporizzazione in funzione della tipologia di erba, disporre di una manopola regolabile oppure di un display digitale. Ovviamente l’opzione che prevede il controllo con display digitale è certamente la più precisa. Altro fattore molto importante nella scelta di un vaporizzatore, è l’alimentazione. Alcuni dispositivi sono alimentati a butano, mentre altri invece dispongono di batterie ricaricabili che, come abbiamo visto in precedenza, hanno una durata differente in ragione del fatto che si tratti di un dispositivo portatile oppure da tavolo. Insomma, in commercio ci sono tanti vaporizzato per erba legale, ora acquistabile anche su sevenhemp.it, e quindi per ottenere il pieno gradimento occorre valutare nel merito tutte le caratteristiche in funzione delle proprie esigenze.

Come trascorrere l’estate in città

Come trascorrere l’estate in città

Gli italiani che quest’anno trascorreranno in città la stagione estiva sono tanti. A causa dell’emergenza Coronavirus e con la limitazione degli spostamenti, pianificare le vacanze diventa quasi un’utopia. Cosa fare allora? Prima di tutto è bene non abbattersi e trasformare un problema in opportunità. Si può trasformare la propria casa in un luogo di vacanza? Ma certo. Per farlo, però, è necessario capire come organizzarsi e, quindi, agire. Ecco qualche piccolo consiglio utile per comprendere come trascorrere l’estate in città.

Cosa fare in città?

Da anni, ormai, ha preso piede lo staycon. Si tratta di un fenomeno molto particolare e riguarda tutti coloro che scelgono di trascorrere le proprie vacanze in casa. Spesso lo fanno per risparmiare o per evitare la calca in spiaggia. Quindi chi resta a casa, durante l’estate, cosa può fare? C’è da dire che, durante i mesi estivi, le città si svuotano. Ciò si verificherà anche nel post emergenza Coronavirus? Questo ancora non lo sappiamo ma, se ci sarà la possibilità, molti si sposteranno verso le seconde case al mare o in montagna. Altri, invece, sceglieranno un resort nella propria regione per le ferie. Sono tante le opportunità da cogliere anche se, quest’anno, saranno possibili in forma ridotta.

Se si deve restare in città durante i mesi estivi bisogna sapersi organizzare. Al momento si va verso la riapertura dei siti culturali e, quindi, sarebbe bello poter visitare un museo, ovviamente, se si vive in una grande città che ne possiede uno. È possibile, inoltre, fare anche lunghe passeggiate alla scoperta di monumenti magari dimenticati o trascurati dal via vai quotidiano.

Si potranno invitare gli amici in casa per una cena? Speriamo di sì e, quindi, durante i mesi estivi cene e pranzi potrebbero essere un buon antidoto contro la solitudine che tanto ha caratterizzato questi mesi. Se la campagna è a pochi passi perché non fare delle passeggiate salutari? La campagna è un luogo di grande relax e in questo modo si può anche ristabilire un contatto diretto con la natura. Ovviamente le escursioni sono consigliate nei momenti più freschi della giornata, quindi, di prima mattina o nel tardo pomeriggio.

Come rinfrescarsi dalla calura estiva?

L’estate è fatta per rinfrescarsi all’aria aperta, al mare o in piscina. Se quest’anno, però, non sarà concesso recarsi in spiaggia o in altri luoghi affollati, cosa si potrà fare? Sicuramente non abbattersi e cercare una soluzione che sia soddisfacente e rinfrescante, soprattutto nei mesi più caldi. Se si possiede un giardino o uno spazio aperto, perché non installare una piscina fuori terra? Si tratta di un’opportunità davvero utile per poter fare un bagno in tutta tranquillità.

La piscina fuori terra è un accessorio pratico da installare. Non necessita di scavi ed è possibile rimuoverla a fine stagione. Per ospitarne una, però, è necessario uno spazio adeguato, liscio e con la vicinanza degli attacchi d’acqua. In commercio esistono diversi modelli in grado di soddisfare tutte le esigenze di frescura e, soprattutto, spazio. I costi cambiano in base alle dimensioni o posti, sono semplici da montare e non serve un esperto per collaudarla. Consultando questo link potrete trovare tanti modelli di piscine fuori terra adatte proprio per tutti, sia per i grandi ma anche per i più piccoli.

Anche se al momento non sappiamo come si evolverà la situazione, è bene non farsi mai trovare impreparati all’estate e al caldo. Per questo motivo una piscina fuori terra è la scelta più giusta. Infatti si tratta di un vero e proprio comfort per la propria casa. Qui, infatti, ci si potrà rilassare senza doversi preoccupare degli altri e di possibili sguardi indiscreti.

Il profilo nutrizionale dei carboidrati

Il profilo nutrizionale dei carboidrati

I carboidrati sono per l’organismo la risorsa energetica privilegiata: muscoli, cervello e tessuti vi si affidano significativamente per far fronte al fabbisogno energetico a breve ed a lungo termine.

Spiego spesso ai miei clienti durante i percorsi personalizzati che propongo che mai bisognerebbe trascurare l’importanza di questi macronutrienti.

Durante l’esercizio anaerobico, quello in assenza di ossigeno, come l’allenamento di forza o massa muscolare, l’organismo ricava dai carboidrati l’energia per funzionare: la quantità di energia immagazzinata nel corpo influisce notevolmente sulla capacità di resistenza.

Fabbisogno giornaliero di carboidrati

1 grammo di carboidrati contiene circa 4 calorie; ad esempio, una fetta di pane integrale contiene circa 13 gr. di carboidrati, che forniscono quindi circa 52 calorie.

L’assunzione quotidiana di carboidrati raccomandata per una persona che si allena costantemente in palestra è pari a circa 4-5 gr per ogni kg di peso corporeo, o comunque pari a circa il 50/60% dell’apporto calorico globale giornaliero.

Le riserve di energia

Una volta ingeriti, i carboidrati vengono scissi in glucosio, uno zucchero semplice che attraverso il sangue viene trasportato in tutto il corpo. Il glucosio può anche essere immagazzinato nel fegato e nel tessuto muscolare sotto forma di glicogeno.

Lo zucchero immagazzinato in questa forma rappresenta il 99,5% di tutta l’energia ricavata dai carboidrati e presente nell’organismo: un soggetto dal peso di circa 80 kg. immagazzina circa 2000 calorie (500 gr.) di carboidrati in una di queste forme.

Carboidrati semplici e complessi

Carboidrati semplici: sono gli zuccheri semplici, che non necessitano di essere scissi e che in genere vengono ingeriti subito dopo l’allenamento per reintegrare rapidamente le energie spese; includono il glucosio, il saccarosio, fruttosio (dalla frutta), galattosio (dal latte), maltosio.

Carboidrati complessi: sono il risultato della combinazione di più zuccheri semplici e dovrebbero costituire la percentuale più consistente dell’assunzione giornaliera di carboidrati in quanto sono ideali per far fronte alle prolungate richieste di energia, come quelle imposte da un allenamento, perché vengono digeriti più lentamente.

Tra i carboidrati complessi sono gli amidacei (pane, pasta, riso, legumi, tuberi), fibre (carboidrati complessi che non vengono digeriti ma che sono importanti per la salute) e glicogeno (da carni rosse).

Conclusioni

I carboidrati in se stessi non fanno ingrassare: se mai, questo dipende da un cronico abuso nella quantità totale delle calorie e dai grassi ingeriti.

Ad ogni modo, è stato dimostrato che una eccessiva assunzione di carboidrati (ad esempio, il ricavare da essi più del 70% delle calorie totali giornaliere) aumenta il rischio di sviluppare il diabete; allo stesso modo, è evidente che una insufficiente assunzione di carboidrati mette a repentaglio guadagni muscolari, livelli di energia e metabolismo.

Caratteristiche principali delle scarpe da calcio

Caratteristiche principali delle scarpe da calcio

Lo sport del calcio ha origini lontane ma è sul finire del XIX che nasce il calcio moderno. Dal quel momento si è iniziata la produzione in serie di scarpe specifiche per questo sport. Infatti non si trattava di una semplice protezione per il piede ma uno strumento che era fondamentale e parte integrante del gioco. Molte aziende del settore delle calzature sono diventate celebri proprio grazie alla produzione di scarpe da calcio (come quelle che trovi su SoccerHouse24.com). Nel corso degli anni la crescita di questo settore è stata incredibile grazie alla ricerca di nuove soluzioni. La scarpa da calcio svolge due funzioni principali.

La prima è quella che consiste appunto nel proteggere il piede mentre l’altra è quella che riguarda il miglioramento delle prestazioni di chi la indossa. Questo tipo di calzatura per essere efficace deve per prima cosa eliminare tutti i fastidi derivanti dall’attività fisica. Ogni calciatore ha la possibilità di scegliere quella che si adatta alle proprie caratteristiche fisiche grazie alla incredibile varietà di modelli realizzati.

Oggi le scarpe da calcio sono prodotte in numerose tipologie ognuna delle quali possiede delle caratteristiche specifiche. Uno degli aspetti principali che distinguono una scarpa da calcio da una normale calzatura è la suola. Per poter consentire di ottenere le massime prestazioni e per evitare il rischio di infortuni la suola deve adattarsi alla forma del piede. Un ruolo fondamentale in questo tipo di calzature è quello che viene svolto dalla tomaia.

Si tratta della parte superiore della scarpa che viene incollata alla suola. Rispetto alle normali scarpe in quelle da calcio questa specifica parte deve essere particolarmente resistente. Infatti questa zona è continuamente sottoposta a grande pressione in quanto è quella che colpisce il pallone. Infine un ruolo importante viene svolto anche dalla tipologia di allacciatura. Questa permette alla scarpa di rimanere aderente al piede.

Per quanto riguarda le scarpe da calcio si deve sapere che esistono moltissimi modelli diversi. Questi rispondono alle varie esigenze degli atleti dalle caratteristiche fisiche di chi le acquista al tipo di terreno su cui vengono utilizzate. In merito a questo aspetto risultano fondamentali i tacchetti. Infatti esistono modelli con tacchetti rimovibili che sono adatte a terreni morbidi. Sono solitamente 6 o 8 e vengono realizzati in tre materiali. Questi sono:

  • gomma
  • plastica
  • alluminio.

Per i terreni duri sono più adatte le scarpe da calcio con tacchetti in gomma fissi. In generale sono 12 e hanno una durezza variabile. Infine ci sono modelli con tacchetti fissi in alluminio che si adattano in particolare ai terreni di erba naturale. Per questo motivo sono tra le scarpe da calcio più utilizzate dai giocatori professionisti.

Scarpe da calcio: come scegliere la migliore?

Scegliere tra i tantissimi modelli di scarpe da calcio disponibili la più adatta non è un’impresa facile. Il suggerimento è di scegliere la calzatura che meglio si adatta ai propri bisogni. Quindi risulta fondamentale innanzitutto valutare le esigenze per le quali si intendono acquistare. In questo modo si evita che l’acquisto risulti inadeguato.

Poi si deve prestare particolare attenzione al numero della scarpa. Infatti in questo caso la calzatura deve aderire perfettamente al piede. Una misura sbagliata potrebbe creare al giocatore problemi quando colpisce il pallone. Infine un ultimo aspetto al quale si deve guardare per scegliere la migliore scarpa da calcio è il suo aspetto estetico. Per molti l’abbigliamento e le scarpe sono una espressione della propria personalità. Per un calciatore la scarpa diventa una parte integrante del corpo.

Lozione anticaduta per capelli: ecco i principi attivi che funzionano

Lozione anticaduta per capelli: ecco i principi attivi che funzionano

Quante volte è capitato di ritrovare tantissimi capelli nella spazzola dopo essersi pettinati? Normalmente perdiamo cento capelli al giorno, ma in determinati periodi, come il cambio di stagione, si è soggetti ad una maggiore caduta.

Oltre a questi episodi “lievi”, che capitano un po’ a tutti, vi sono i casi più gravi di chi soffre di alopecia.

Con il termine alopecia si indica la diminuzione e scomparsa di capelli e peli. Essa può essere causata da fattori fisici e psichici dovuti a:

  • Geni ereditari. Vi sono 4 possibilità su 7 di ereditarli e entrambi i genitori contribuiscono alla trasmissione. Normalmente si accusano i primi sintomi dopo la pubertà.
  • Cattiva alimentazione. Se si segue una dieta povera di proteine e ferro o a causa di denutrizione.
  • Problemi psicologici, soprattutto se sottoposti a stress e nervosismo per un periodo prolungato.
  • Chemioterapia. È uno degli effetti collaterali del farmaco utilizzato per combattere il cancro.

Le cause, oltre quelle appena elencate, possono anche dipendere da sostanze nocive che vengono applicate sulla cute.

In linea generale, gli uomini sono più inclini alle calvizie rispetto alle donne, ma anche queste vengono colpite differenziandosi nell’espansione del problema.

Fortunatamente esistono delle lozioni che aiutano a risolvere le calvizie:

  1. Prodotti anti caduta naturali
  2. Lozioni per capelli
  3. Foltina plus lozione

Prodotti anti caduta naturali

Non esistono ricette miracolose, ma esistono dei prodotti naturali che ci aiutano a fermare la caduta dei capelli. Questi contengono prevalentemente alcune sostanze che si trovano – appunto – in natura.

L’arginina è un amminoacido di cui il nostro organismo necessita e si occupa della costruzione delle proteine. Si può trovare in alimenti come le uova, il pesce e carne rossa. Data la sua importanza sta alla base di numerosi integratori alimentari. Viene utilizzata nei trattamenti anti caduta perché contribuisce alla vasodilatazione favorendo quindi il microcircolo e lo sviluppo del follicolo pilifero. Aiuta inoltre a proteggere la cute dalle sostanze chimiche contenute nelle tinture.

La serenoa repens è una palma che cresce sulla costa atlantica meridionale degli Stati Uniti, nel sud dell’Europa e nell’Africa del nord. Questa pianta produce delle bacche di colore rosso scuro da cui si ricava una sostanza anti infiammatoria e che inibisce l’assorbimento del DHT – l’ormone del testosterone – riducendo le calvizie.

La caffeina penetra nella cute e nel follicolo e produce un’azione stimolante delle radici. Applicandola regolarmente, la chioma riprenderà vigore in quanto ha una grande forza rigenerante e contribuisce all’infoltimento dei capelli.

Il fieno greco è un’erba che grazie all’alto contenuto di fitoestrogeni costituisce un buon rimedio anti caduta. Esso aumenta la crescita dei capelli, è un ottimo idratante grazie all’alta percentuale di mucillagini che contiene, è un anti infiammatorio, regolarizza la produzione di sebo, dà maggiore volume e corposità e lascia i capelli setosi e lucidi.

Queste sostanze di cui si è appena parlato possono essere assunte sotto forma di integratori, ma sono anche ottimi componenti per impacchi e maschere.

Farmaci in lozione

Come si è appena visto esistono diverse sostanze naturali a cui ricorrere in caso di alopecia, ma se queste non sono sufficienti o sono inefficaci è necessario ricorrere a dei veri e propri farmaci. Essendo medicinali è sempre consigliabile rivolgersi a uno specialista che può essere un medico, un dermatologo, un tricologo o un farmacista. Per evitare danni è controindicato superare le dosi consigliate.

Il minoxidil, presente sotto forma di schiuma o lozione, stimola la crescita del cuoio capelluto. Si applica direttamente sulla cute, deve essere distribuito in modo uniforme sull’area interessata due volte al giorno per quattro mesi, periodo dopo il quale si vedranno i miglioramenti. Passati questi mesi, è possibile continuare con il mantenimento diminuendo la frequenza di applicazione.

Purtroppo non tutti i pazienti rispondono alla terapia in modo positivo soprattutto se il problema è accentuato e presente da molto tempo.

Il monoxidil, è meno efficace rispetto al finasteride – di cui parleremo tra poco – perché non combatte le cause endocrine della calvizie, ma, al contrario, ha meno effetti collaterali. Questi possono essere:

  • Dermatite con prurito, secchezza e desquamazione del cuoio capelluto;
  • Irritazione della pelle;
  • Effetto unto sui capelli;
  • Irritazioni degli occhi in caso di contatto.

Non può essere utilizzato durante la gravidanza e l’allattamento e dai pazienti che soffrono di problemi cardiaci.

La finasteride è ideale per trattare l’alopecia androgenetica, in cui un ormone riduce i follicoli piliferi. Questo medicinale contrasta il diradamento dei capelli e ne promuove la ricrescita. Viene molto apprezzato perché intervenendo contro l’alopecie, non influenza la normale attività svolta dal testosterone.

Deve essere assunto per via orale, quindi, si trova in compresse che devono essere deglutite intere. Anche in questo caso i risultati sono visibili dopo un primo periodo di tre mesi di terapia e per avere un effetto durevole occorre continuarlo per tempi indefiniti. Come tutti i farmaci presenta degli effetti collaterali – seppur molto di rado – che possono essere:

  • Riduzione della libido;
  • Disfunzione erettile;
  • Ridotto volume dell’eiaculato;

Inoltre è vietata l’assunzione in gravidanza in quanto potrebbe alterare i genitali esterni di un feto maschile.

Foltina Plus lozione

La foltina plus è una lozione anti caduta completamente realizzata con prodotti naturali che riesce a stimolare la ricrescita dei bulbi piliferi intervenendo sui follicoli dormienti.

Il primo punto a suo favore è il tempo di efficacia, infatti, fin dalle prime applicazioni i risultati sono visibili. Grazie alla presenza di arginina, serenoa repens e fieno greco ha un’azione anti caduta e di rinfoltimento.

L’applicazione è facile e comoda, si trova all’interno di un flacone spray, basta nebulizzarla sulla cute asciutta e procedere con un massaggio per favorire l’assorbimento. La terapia deve essere eseguita due volte al giorno per un mese e mezzo o due mesi.

Il vantaggio sui farmaci è palese: non ha effetti collaterali essendo composto solo da sostanze naturali, i risultati si ottengo in minor tempo, non unge e non sporca i capelli. Una recensione su Foltina plus la trovate sul sito specializzato in prodotti anticaduta Centronordsud.it.

Trekking fotografici: come prepararsi?

Trekking fotografici: come prepararsi?

Montagna e fotografia: due passioni che vanno a braccetto. Chi è appassionato di fotografia, trova in montagna paesaggi incantati da catturare attraverso l’obiettivo. Chi invece adora i monti e le camminate nella natura, spesso si trova davanti a panorami di tale bellezza che sarebbe un peccato non condividerli con tutti. Ed ecco che scatta la volontà di immortalarli con una fotografia.
Al giorno d’oggi basta davvero poco per portare a casa un ricordo di un’escursione, tra le montagne delle Dolomiti o sulle alture più vicine alle città: sono moltissimi gli smartphone con cui poter fare delle ottime foto durante questi trekking fotografici. Chi invece è più appassionato avrà bisogno di strumenti più specifici.

Zaino fotografico

Un fotografo tiene la propria attrezzatura con grande cura. Si tratta di strumenti molto delicati e in alcuni casi anche particolarmente costosi. Quindi un fotografo naturalista pronto per partire all’avventura verso le alte cime ha bisogno di uno zaino fotografico, come questi: un contenitore portatile con scompartimento e cinghie di fissaggio. Comodo, pratico ma soprattutto sicuro! Qui non si tratta di “cosa portare” ma di “dove metterlo”. Ovviamente poi ogni escursionista fotografo ha necessità diverse, sulla base della propria strumentazione e dei percorsi scelti. Servono più compartimenti o uno zaino molto leggero?

Ricordati che non ha senso portare nello zaino tutta l’attrezzatura in proprio possesso. Bisogna analizzare la tipologia di percorso che si intende intraprendere e pensare a cosa si vorrà fotografare, su che soggetti ci si concentrerà.

Attrezzatura per foto trekking: schede memory card

Una delle prime cose, oltre al corpo della macchina, da mettere nello zaino fotografico. Meglio non limitare la nostra creatività: è sempre meglio avere più foto tra cui scegliere. Ovviamente bisogna anche analizzare la lunghezza del percorso scelto, ma le card non pesano quindi è sempre meglio averne in abbondanza. Non si sa mai.

Foto trekking e obiettivi

Nella fotografia in montagna la scelta dell’obiettivo è molto importante, soprattutto se nostro zaino fotografico è piccolino e non ci permette di portare tutte le ottiche a nostra disposizione. Il grandangolo è sicuramente una scelta quotata per i paesaggi di montagna, poiché con una sola foto dà la possibilità di includere tutto: laghi, cime e foreste. Per evitare troppa distorsione è consigliato un grandangolare che va dai 35 ai 28 mm. Per una messa a fuoco selettiva e per dei soggetti distanti si può optare per il teleobiettivo. Questo comporta il bisogno di uno zaino più grande, sia per la dimensione dell’obiettivo stesso che per la necessità correlata di un treppiede (necessario per la stabilità dell’inquadratura).

Trekking fotografico e filtri

Dal controllo della luce alla correzione del colore. I filtri servono proprio a questo: risolvere i problemi. Ogni situazione necessita il filtro dedicato. Non ha senso portarsi dietro tutto, come detto in precedenza è importante analizzare a priori la tipologia di ambiente che si andrà a fotografare per poi scegliere con criterio. Un filtro polarizzatore, ad esempio, aiuta a esaltare i colori, definendoli e rendendoli più vivi e saturi. Un filtro neutro invece limita la luce, la filtra: questo è essenziale in determinate giornate per evitare creazione di livelli cromatici differenti e dominanze.

Escursioni fotografiche: quando si prolungano

Quando non si tratta di trekking fotografici in giornata, ma di veri e propri viaggi, ci sono alcuni elementi che bisogna portare in valigia, e che poi possono essere lasciati in albergo o nel rifugio, poiché più pesanti e ingombranti e magari non necessari durante l’escursione.

Computer portatile

Molte persone se lo portano sempre in vacanza, ma per un fotografo è essenziale. La sera, di ritorno dall’escursione fotografica, si può decidere di passare subito le foto sul pc e magari di fare già una selezione. Vedere le immagini sullo schermo del computer può anche indirizzare il fotografo sui miglioramenti da fare nella gita fotografica del giorno successivo.

Hard disk esterno

Assolutamente necessario! Perdere tutto il lavoro sudato durante giornata non è certo una bella sensazione. Per questo il passaggio del materiale su un hard drive esterno è sempre consigliato, non solo per i fotografi. L’hard drive va quindi portato anche in montagna, sempre che si tratti di un viaggio che duri più di un giorno, altrimenti si può anche pensare di risparmiare un po’ di peso nello zaino.

Tutto sulle ciglia: da come scegliere il piega ciglia ai trattamenti più innovativi

Come scegliere il piega ciglia

Per avere ciglia lunghissime, spesso si ricorre alle innaturali ciglia finte, mentre con un buon piega ciglia, grande classico in ogni beauty routine che si rispetti, un effetto naturale e gli occhi da cerbiatta sono assolutamente garantiti.

L’uso del piega ciglia è particolarmente apprezzato da chi ha ciglia dritte o occhi poco aperti, ma anche per chi accusa uno sguardo stanco.
Il principio alla base di questo grande alleato è un po’ quello della messa in piega e, come questa, si può avvalere di strumenti di diversa forma o con varie caratteristiche.

Altri rimedi efficienti per avere volume e riempimento sulle ciglia sono il trattamento alla cheratina e le extension i cui risultati appaiono sin da subito evidenti e molto più naturali dell’applicazione delle ciglia finte.

Attenzione però ad avere sempre cura della propria palpebra, se notate una ciglia incarnita, ovvero un rigonfiamento di uno dei bulbi che contiene un peletto che non ha la forza di fuoriuscire, provate a rimuoverlo sterilizzando la superficie con acqua bollita ed effettuando una leggera pressione, come se steste per togliere il pus da un foruncolo. Se il problema persiste contattare un medico perché potrebbe trattarsi di trichiasi. 

Come scegliere un piega ciglia

Ma veniamo ai nostri trattamenti, quando si ha a che fare per la prima volta con un piega ciglia, la sua forma può suscitare dei dubbi e delle perplessità. In realtà ottenere uno sguardo da favola grazie a questo strumento è veramente di estrema semplicità.
Attualmente il mercato offre varie tipologie tra le quali scegliere e spesso non è facile comprendere quale sia il migliore per le proprie esigenze.

Un piega ciglia classico è quello dalla forma conosciuta anche dalle nonne, soprattutto se costruito per mezzo di metallo. Ne esistono anche di altri materiali, come plastica o silicone.
La sua forma ricorda una specie di pinza con l’impugnatura simile a quella delle forbici. E’ costituito da una fessura all’interno della quale è presente una striscia di gomma o di silicone sulla quale appoggiare le ciglia senza causare loro danni o traumi.
Una variabile di questo modello classico prevede dimensioni inferiori, come una pinzetta, che però si basa esattamente sullo stesso principio.

La versione più moderna è quella del piegaciglia a caldo, che di solito ha la forma di una penna, dunque molto più maneggevole e pratica.
In questo caso non si va a pressare le ciglia, ma a compiere un movimento simile ad un pettine.
Il calore permette un effetto più rapido ed ha il grande vantaggio di creare veramente una piega effetto ciglia finte.

Come si usa un piega ciglia

La prima regola è di usare sempre il piega ciglia quando non è stato ancora passato il mascara.
Il piega ciglia classico va impugnato tra pollice e medio, usando il dito indice come sostegno.

A questo punto si posizionano le ciglia nell’apertura, sui gommini, fino quasi ad arrivare all’ attaccatura con la palpebra. Fatto ciò, basterà premere delicatamente per qualche secondo. Con questo tipo di strumento, data la delicatezza delle ciglia, è di assoluta importanza non usare forza e procedere con estrema calma, senza tirare, in quanto il rischio sarebbe quello di strappare via le ciglia mentre si trovano
all’interno della pressa.

Per utilizzare il piega ciglia elettrico, come prima cosa è necessario attendere circa un minuto dopo la sua accensione, per permettergli di raggiungere la temperatura ideale.
Fatto ciò, basterà posizionare la parte di ceramica sulle ciglia superiori e passarlo fino alla punta. Chiudendo leggermente l’occhio sarà più semplice compiere l’intera operazione.

Al fine di rendere la piega migliore, è possibile dare un’ultima leggera passata dopo l’asciugatura del mascara. Questo è possibile, contrariamente ai piega ciglia classici, poichè il calore va ad ammorbidire il mascara e dunque non rischia di spezzare le ciglia o di creare il fantomatico “effetto ragno”.
Una volta conclusa l’operazione, basterà lasciare raffreddare lo strumento riponendolo poi con l’apposito tappo.

Per scongiurare irritazioni o altri inconvenienti, il piega ciglia deve essere personale ed inoltre deve essere pulito con regolarità, soprattutto il modello classico.
I gommini vanno infatti detersi con alcool o con specifici prodotti, così come sostituiti quando non compiono più il loro dovere al meglio.

Il piega ciglia è dunque uno strumento davvero irrinunciabile nel mondo del make-up. La raccomandazione è però quella di saperlo usare con criterio e di non improvvisare strategie personalizzate, in quanto le ciglia sono delicate e vanno trattate con amore.

Trattamenti altenativi: ciglia per extension e cheratina alle ciglia

Chi non ha mai sentito parlare di trattamenti alla cheratina ed applicazione di extension? Ognuna di noi. Eppure sono peculiarità fino a pochi anni fa legate intrinsecamente al mondo dei capelli. 

Perché non farne ricorso anche per le ciglia sortendo effetti analoghi? Non solo si può, ma sono anche metodi molto efficaci.

Partiamo dalle ciglia per extension si tratta dell’applicazione di piccoli ciuffetti di peli naturali o sintetici che andranno ad infoltire la propria peluria dando l’effetto di riempimento. Un metodo sempre più usato e con prodotti sempre più di alta qualità. La durata media è di 3 settimane, decisamente molto inferiore rispetto allo stesso trattamento effettuato sui capelli, ma va da sé che la mole di volte che si lava il viso o si strofinano gli occhi è molto notevole al confronto. Infine parliamo di un metodo dagli effetti decisamente più lunghi, ovvero la cheratina alle ciglia, che dura visivamente dalle 5 alle 7 settimane, ma i cui effetti di nutrimento del pelo permangono fino a sei mesi. La cheratina è la proteina componente naturale di unghie e capelli, un suo estratto a cui sono aggiunti anche altri nutrienti, applicato sulle ciglia, le nutrirà dalla radice, donando sin da subito spessore e volume.

Prodotti per la rasatura della barba: quali scegliere e perché

Prodotti per la rasatura della barba quali scegliere e perché

I prodotti per la rasatura della barba non solo renderanno il processo di radersi la barba più veloce ed efficace, ma saranno degli strumenti e degli attrezzi che imparerai ad utilizzare e che ti accompagneranno per tutta la vita.

Questi spaziano dai prodotti per far crescere la barba, che possono anche essere prescritti da un medico professionista, ma anche creme e lozioni sicure per stimolare la crescita dei follicoli piliferi sul viso.

Fino ad arrivare invece ai prodotti per ammorbidire la barba, e facilitare il meccanismo inverso rispetto a quello precedente, ossia impedire che la lama del rasoio si inceppi sulla cute mentre rade.

Se invece della lista vuoi delle recensioni già approfondite e dettagliate su come prenderti cura del tuo aspetto a 360 gradi, allora devi visitare Il Gentiluomo, dove troverai i prodotti che fanno al caso tuo, senza perderti in giochi di parole superflui.

Migliori prodotti per la rasatura della barba

Tra i migliori prodotti per prenderti cura del tuo viso e della tua barba sicuramente troviamo quelli di uso comune, ma anche altri molto insoliti, che potrebbero sempre tornare utili.

Sapone da barba

Il sapone da barba ti servirà per creare uno strato di schiuma protettiva tra la pelle ed i peli e l’esposizione della lametta, questo strato eviterà che si presentino durante o dopo la rasatura, ferite da taglio, arrossamenti ed irritazioni.

Attraverso l’utilizzo di un pennello da barba, con una ciotola o semplicemente montando il sapone sul viso, sarà possibile per te ottenere delle schiume dense e perfette per ammorbidire la tua barba.

Specialmente se è un sapone da barba dall’elevato potere umettante ed idratante, sarà ancora più facile avere delle sbarbate precise, accurate ed approfondite ed anche esenti da rischi di taglietti, rossori o irritazioni.

Ottimi sono i prodotti per la barba Proraso, che da circa un secolo si preoccupa di fornire gli italiani delle migliori creme per radere e definire la linea della tua barba.

Olio Pre-Barba

L’olio pre-barba viene utilizzato propeudeticamente alla rasatura, in quanto prima di radere, specialmente per le barbe più ruvide e fitte, ci sarà bisogno di un bel massaggio con un olio del genere.

Il perché è scontato, la lametta del tuo rasoio o del tuo multilame potrebbe stridere con i peli, raschiando la cute in maniera profonda ed aggressiva, creando dei problemi che potrebbero benissimo essere anticipati e dunque previsti.

L’olio pre-barba solitamente è composto da oli essenziali e conservanti, che impediscono che il prodotto venga a contatto con contaminazioni di origine batterica o funghi.

E’ consigliato anche tra i prodotti per la barba lunga, in quanto ha un ottimo potere ammorbidente ed idratante, specialmente quando in contatto con peli lunghi e secchi, che tendono a rinsecchirsi con facilità.

Rasoio a mano libera o Shavette

Il rasoio a mano libera o lo shavette, a seconda del tuo livello di preparazione e di bravura nella rasatura sarà più o meno consigliato l’uno o l’altro.

Nella rasatura tradizionale non può di certo mancare l’utilizzo di un rasoio professionale, ancora meglio se abbinato e scelto con un paio di lamette da barba di buona qualità.

La qualità della rasatura, nel caso del rasoio a mano libera dipenderà dal grado di affilatura delle lama, dall’ergonomia e dai materiali utilizzati per realizzare l’impugnatura ed anche dal filo.

Invece per lo shavette nella maggiorparte dei casi parliamo di un manico in plastica rigida o metallo, e la precisione o accuratezza del taglio, oltre che all’aggressività sarà dipesa in larga misura dalla lametta scelta.

Minoxidil o Rogaine

Questo prodotto, a differenza dei precedenti serve per la crescita della barba, ma va utilizzato solo dopo un’attenta e precisa analisi, che può essere effettuata solo e soltanto, mi preme ripeterlo, da un professionista medico.

Sono sostanze che vanno ad inibire la produzione di Diidrotestosterone sul cuoio capelluto, che è un sottoprodotto del testosterone, e lo troviamo in grandi quantità nei soggetti che poi soffrono di alopecie.

E tra le alopecie c’è anche quella che colpisce la barba, dove potrai mostrare delle vere e proprie chiazze o buchi, che la renderanno spena e vuota.

Applicando questa crema, che contiene dal 2 al 7% di questo principio attivo, è possibile andare a stimolare la crescita dei capelli inibendo la produzione di DHT.

Derma-roller per capelli

Il derma-roller è un piccolo rullo, realizzato con un manico in plastica e delle setole più ruvide che dovrebbe andare a stimolare la produzione di sangue nelle zone periferiche a quelle dove intendiamo far crescere i capelli.

Andando a massaggiare le zone dei capelli con alopecie o quelle della barba con i buchi, possiamo andare ad incentivare la micro-circolazione sanguigna e di conseguenza a motivare il follicolo pilifero a rispondere con un nuovo pelo.

Ovviamente per testarne l’efficacia bisogna utilizzarlo in maniera quotidiana, abbinando lo stesso ad una sana alimentazione, ad un corretto esercizio fisico ed un buon riposo.

Molti sono scettici, in quanto in caso di alopecie areate o androgenetiche, anche della barba oltre che dei capelli, ci si può fare ben poco, a parte un trapianto di follicoli piliferi.

Recupero 26^ giornata: Juventus-Inter, probabili formazioni: si gioca davvero?

Recupero 26^ giornata Juventus-Inter, probabili formazioni si gioca davvero

utto pronto per il calcio d’inizio del recupero della 26^ giornata di Serie A.

Cresce l’attesa per il verdetto ufficiale della Lega, ma la sensazione è che il 26° turno possa slittare ufficialmente all’imminente week end con successivo slittamento del 27° turno al week end successivo.

Probabili formazioni ancora da definire, specie in vista delle ultime indiscrezioni e rifiniture dagli allenamenti.

Tanta confusione e tanti punti interrogativi: tiene banco il capitolo Juventus-Inter, con il derby d’Italia scenario di polemiche e dibattiti sull’asse Milano-Lega-Torino.

Duro sfogo del presidente Zhang, con Marotta subito a ruota; polemiche e nuovo scenario che potrebbe gravare ancora sulla data del recupero della super sfida, anche se lunedì 9 marzo alle ore 20:45 resta la soluzione attualmente più plausibile.

Data ancora da confermare, anche perchè le notizie e le decisioni della

Lega continuano a subire aggiornamenti in maniera costante.

Juventus Inter probabili formazioni, le possibili scelte di Sarri e Conte

Sarri potrebbe affidarsi al nuovo 4-3-3 con Danilo e Alex Sandro confermati sugli esterni di difesa e Bonucci-De Ligt al centro, anche se resta viva la candidatura di De Ligt. Poche novità a centrocampo, con Matuidi in leggero vantaggio su Rabiot. In attacco spazio al tridente Cuadrado-Dybala-Ronaldo.

Antonio Conte si affiderà al solito 3-5-2 con la speranza di poter contare sul recupero di

Handanovic. In difesa possibile conferma di Bastoni dal primo minuto, chance anche per Eriksen, il quale potrebbe agire in posizione di mezz’ala destra. Infine nessun dubbio in attacco, spazio alla coppia Lukaku-Lautaro Martinez.

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic,

Matuidi; Cuadrado, Dybala, Cristiano Ronaldo. All. Sarri

INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Candreva, Barella, Brozovic, Eriksen,

Young; Martinez, Lukaku. All. Conte

Recupero 26^ giornata, tutte le partite in programma (date in attesa di ufficialità definitiva)

Sampdoria-Verona, 7 marzo ore 20:45

Udinese-Fiorentina, 8 marzo ore 20:45

Milan-Genoa, 9 marzo ore 18:30

Parma-Spal, 9 marzo ore 18:30

Sassuolo-Brescia, 9 marzo 18:30

Juventus-Inter, 9 marzo ore 20:45