Il cellulare, smartphone o IPhone che sia, è divenuto nel corso degli anni uno degli strumenti maggiormente presenti nella nostra quotidianità, affidandovi molte operazioni oramai gestibili online. La condivisione di documenti tramite posta elettronica o chat, l’invio di curricula tramite siti cerca-lavoro, la lettura di news, sono alcune delle diverse faccende disbrigabili attraverso il “telefono multi-task”. Il quale sembra quasi apparire indispensabile, tanto da volersi assicurare della sua piena funzionalità, della sua giusta carica nei vari momenti della giornata; a maggior ragione fuori casa. Sì, perché quando il livello della batteria scende al di sotto di una soglia minima, verosimilmente intorno ad un quarto di carica – o anche più? –, lo sguardo corre alla ricerca di una presa disponibile, alla quale collegare, cavo alimentatore alla mano, l’instancabile dispositivo. Lasciandolo giacere per un certo torno di tempo, utile alla sua ripresa. Quanto detto è affare di poco conto fra le mura domestiche o comunque familiari: diversa situazione nel caso di una sortita.

Ad ogni modo, la questione inizia a sembrare più fastidiosa quando la batteria incorre con più frequenza in questi cali, quando tende a scaricarsi rapidamente, senza un evidente surplus di lavoro. La faccenda, per quanto poco comprensibile, può comunque essere vagliata soffermandosi su alcuni aspetti non ben evidenti.

Proviamo a delinearli.

Come prolungare la durata della batteria

Se la batteria del nostro cellulare continua a prosciugarsi con facilità, e come spiegazione non può essere imputata, sia pure in parte, la sua età, allora occorre focalizzare l’attenzione sul modo in cui viene utilizzato il telefonino. Questo è un dispositivo che impiega simultaneamente più funzioni, le quali appaiono letargiche, ma in realtà ben attive, indipendentemente dalla nostra percezione o dalla loro discrezione. Provando ad individuarle, ci si può accorgere di aver lasciato attive, ad esempio, la funzione wifi e quella di geo-localizzazione. Ancora, la semplice, perenne connessione alla rete può essere ricompresa all’interno delle opzioni “dimenticate”; le quali consumano la loro piccola fetta di carica; ancor più se ci si trova in contesti in cui il segnale è piuttosto debole, costringendo il cellulare ad una sua smaniosa ricerca.

Oscurare tali funzioni per un tempo determinato, in base alle reali esigenze, costituirebbe una prima, semplice strategia.

Inoltre, un’altra abitudine dispendiosa, probabilmente comune, è quella di dimenticare attive, e in concomitanza, le pagine delle diverse applicazioni utilizzate nel tempo recente. È facile, d’altronde, incappare in tale evenienza: la sfilza di finestre ancora aperte si presenta d’improvviso sullo schermo, talvolta sorprendendoci.

Anche in questo caso, quindi, lo smartphone consuma inutilmente parte della carica a sua disposizione.

Luminosità e applicazioni superflue

Un’altra utile mossa consiste nel ridurre il grado di luminosità dello schermo. Se non ci si trova in ambienti assolati, e non sussistono particolari esigenze in merito alla leggibilità di testi e immagini, allora la minore luminosità dello schermo può porsi come modalità ordinaria. Con ovvio beneficio della famosa batteria.

Al di là delle singole, variabili opzioni, è possibile prestare attenzione anche alla numerosità delle applicazioni gestite dal cellulare: occorrerebbe selezionare bene fra le stesse, soppesando il loro effettivo grado di utilità. Liberarsi di alcune di queste, alleggerirebbe la memoria del telefono e il carico sulle sue operazioni ordinarie.

Quando mettere sotto carica lo smartphone: un intervallo di massima

Infine, un buon consiglio riguarda i tempi di ricarica del telefonino. In sostanza, metterlo sotto carica troppo presto, o alimentarne la batteria sino alle soglie massime, comporta al dispositivo uno stress controproducente; tale da portarlo velocemente a scaricarsi. Indicativamente, un intervallo fra il 35% e il 75% di carica rappresenta quello ideale. I due limiti indicano le percentuali da non oltrepassare.

Un alleato a disposizione: la “batteria portatile”, o power bank

Un altro modo per non rimanere improvvisamente in panne risiede nell’ausilio del power bank: un accumulatore di carica, piccolo, leggero e portatile. Questo, ovviamente già caricato, trasmette la carica necessaria all’Iphone mediante cavetto USB; in qualunque momento necessiti. Lo strumento in questione è disponibile sul mercato in varie forme e colori; e con capacità differenti. Si consiglia di ben vagliare l’affidabilità di modelli e marche diverse, specie la compatibilità con il proprio cellulare. Inoltre, trattandosi di un piccolo “deposito” di energia, il power bank dovrebbe poter ricaricare almeno un paio di volte il cellulare ad esso collegato – donde la necessità di confrontare le due rispettive capacità.