Autore: Andrea Fiore

Consulenza informatica: ecco come può aiutarti

Consulenza informatica: ecco come può aiutarti

In virtù della rivoluzione digitale che ha interessato il mondo delle imprese in questi ultimi anni, il ruolo della consulenza informatica è diventato strategico per far sì che un’azienda prosegua un cammino di sviluppo nel proprio settore. Le società che scelgono di non sposare le ultime novità tecnologiche in automatico restano indietro rispetto alle dirette concorrenti, che invece si aprono ai nuovi mercati e a tutte le opportunità che hanno da offrire. Di seguito trovi una breve guida sul perché e come una consulenza informatica può aiutarti.

Cos’è la consulenza informatica

La consulenza informatica è un servizio offerto da uno o più esperti di informatica aziendale, capaci con i loro consigli di utilizzare al meglio le tecnologie dell’informazione, note anche con l’acronimo di ICT. L’utilizzo di quest’ultime garantisce all’azienda il raggiungimento degli obiettivi prefissati in un precedente piano. Il team di consulenza informatica può essere costituito da più figure:

  • sistemista: chi progetta, implementa e amministra il sistema informatico
  • programmatore: chi sviluppa il software

Non bisogna poi dimenticare come la consulenza informatica rappresenti oggi in Italia un mercato in forte ascesa. Considera anche che tale mercato è destinato a crescere in maniera esponenziale nel corso dei prossimi anni.

I settori della consulenza informatica

I principali settori della consulenza informatica sono almeno 8. Tra questi si annoverano i servizi di IT Strategy, IT Architecture, Systems Integration, Management, Implementazione IT, servizi ERP, IT Security and Software, Data Analytics. Inoltre, la consulenza IT opera attraverso tre differenti figure. Da una parte ci sono i consulenti indipendenti, i quali lavorano autonomamente rispetto a una qualsiasi azienda. Dall’altra ci sono le cosiddette aziende staffing, chiamate così per specificare la natura temporanea del prestito a un determinato cliente di uno o più consulenti IT. Infine ci sono le società di consulenza informatica che offrono servizi professionali contando su un nutrito team di consulenti.

Cosa fa il consulente informatico

Il consulente informatico si occupa di sviluppare una nuova strategia informatica per il cliente, insieme a un approccio professionale in relazione al tema della sicurezza digitale. In questo caso si parla di lavoro strategico. Quando invece l’attenzione si focalizza sulla scelta di un sistema informatico o sull’avvio di un sistema ERP (acronimo per Enterprise resource planning), allora si ha a che fare con un consulente IT che svolge un lavoro tattico. Puoi affidarti a un consulente informatico anche se necessiti di sviluppare un’app mobile per la tua impresa. A tal riguardo, la parola esatta per definire la tipologia di lavoro del consulente IT è “operativo”.

In dettaglio, il consulente informatico incontra i clienti e discute con loro obiettivi e scopi del progetto, pianificando risorse e tempi necessari per raggiungerli. Definisce inoltre i requisiti di rete, hardware e software, operando un’analisi completa sui requisiti informatici di ciascuna azienda con cui collabora. A cadenza settimanale o mensile scrive una dettagliata relazione sullo stato della collaborazione e sui progressi fino a quel momento raggiunti. Tra le mansioni del consulente IT vi è anche quella di tenere corsi di formazione.

In concreto, per cosa può aiutarti la consulenza informatica?

  • costruzione della rete informatica dell’azienda
  • realizzazione di software ad hoc

Se stai cercando una consulenza informatica seria, ti consigliamo di affidarti a Nextre Engineering.

Cosa si nasconde dietro al mestiere di traduttore freelance

Cosa si nasconde dietro al mestiere di traduttore freelance

Il mestiere di traduttore freelance ha notevoli vantaggi, che nei soggetti più fragili possono rappresentare anche notevoli negatività: è molto bello, infatti, decidere quanto e come lavorare, in seguito al ricevimento di una commissione da portare a termine, ma non tutti sono in grado di organizzare il proprio tempo e alcuno potrebbe trovare difficoltà nel gestire le ore lavorative e quelle di altri interessi giornalieri.

L’altro punto da considerare riguarda il fatto, stimolante certamente, che ogni traduzione è una vera e propria sfida nuova: cogliere le sfumature di un testo, di qualsiasi natura esso sia, è un modo per sottoporsi ad uno sforzo fisico e mentale che certamente avrà un risultato sorprendente. Chi ha scelto il mestiere di traduttore freelance è solitamente propenso ad affrontare sfide innovative, che possano metterlo alla prova in maniera reale e che contribuiscono ad una formazione continua ed adatta in ogni tempo d’azione.

La parte negativa riguarda la prospettiva di pagamento: in genere coloro che commissionano questo genere di lavori, preferiscono che la traduzione venga effettuata in un tempo decisamente risicato, che in termini più sarcastici “sia pronta per ieri”, mentre quando si tratta di dare un giusto prezzo a questo duro lavoro, si tirano un po’ indietro rendendo più lunghi i tempi di pagamento. Questo problema non appartiene solo ai novelli del mestiere, ma riguarda in generale tutta la categoria di lavoratori che mettono a disposizione le proprie conoscenze e, soprattutto, il loro tempo.

Per essere un traduttore di successo, poi, non bisogna sottovalutare l’importanza della lingua madre: si può tradurre un testo dall’iatliano all’inglese, ad esempio, stentando nella linguistica italiana? Assolutamente no: l’italiano, sempre portando avanti questo esempio, è una lingua che assume diverse sfumature non sol in base alla scelta dei termini realmente utilizzati, ma anche alla posizione delle parole stesse e alla composizione dei periodi e riportare in egual modo le stesse sensazioni nel lettore in un’altra lingua, come l’inglese appunto, non è certamente una faccenda facile.

Le parole, di per sè, hanno una serie di significati intrinsechi, che prescindono dal senso isolato delle stesse, e che va contestualizzato a seconda che si tratti di un testo all’interno di un ambito lavorativo oppure meno formale.

Allo stesso tempo, un traduttore deve saper conservare la genuinità dell’autore che ha realmente scritto il testo da tradurre: attraverso la sua disposizione dei periodi deve poter trasparire qual sentimento o quale sensazione abbia guidato l’autore nell’intraprendere lo scritto, non modificando la natura dello stesso.

Insomma, fare il traduttore freelance è abbastanza complicato e non presuppone solamente la mera conoscenza della grammatica e della sintassi: in un certo senso si tratta di una vera e propria arte interpretativa, che non deve lasciare assolutamente nulla al caso.

Che si tratti di traduzioni effettuate a Bologna (Espresso Translations), o in qualsiasi altro luogo dello Stivale intero, bisogna poter coltivare questo lavoro come fosse un arte, come un prolungamento della propria anima, per volgerlo con serenità ed arrivare al successo.

Il profilo nutrizionale dei carboidrati

Il profilo nutrizionale dei carboidrati

I carboidrati sono per l’organismo la risorsa energetica privilegiata: muscoli, cervello e tessuti vi si affidano significativamente per far fronte al fabbisogno energetico a breve ed a lungo termine.

Spiego spesso ai miei clienti durante i percorsi personalizzati che propongo che mai bisognerebbe trascurare l’importanza di questi macronutrienti.

Durante l’esercizio anaerobico, quello in assenza di ossigeno, come l’allenamento di forza o massa muscolare, l’organismo ricava dai carboidrati l’energia per funzionare: la quantità di energia immagazzinata nel corpo influisce notevolmente sulla capacità di resistenza.

Fabbisogno giornaliero di carboidrati

1 grammo di carboidrati contiene circa 4 calorie; ad esempio, una fetta di pane integrale contiene circa 13 gr. di carboidrati, che forniscono quindi circa 52 calorie.

L’assunzione quotidiana di carboidrati raccomandata per una persona che si allena costantemente in palestra è pari a circa 4-5 gr per ogni kg di peso corporeo, o comunque pari a circa il 50/60% dell’apporto calorico globale giornaliero.

Le riserve di energia

Una volta ingeriti, i carboidrati vengono scissi in glucosio, uno zucchero semplice che attraverso il sangue viene trasportato in tutto il corpo. Il glucosio può anche essere immagazzinato nel fegato e nel tessuto muscolare sotto forma di glicogeno.

Lo zucchero immagazzinato in questa forma rappresenta il 99,5% di tutta l’energia ricavata dai carboidrati e presente nell’organismo: un soggetto dal peso di circa 80 kg. immagazzina circa 2000 calorie (500 gr.) di carboidrati in una di queste forme.

Carboidrati semplici e complessi

Carboidrati semplici: sono gli zuccheri semplici, che non necessitano di essere scissi e che in genere vengono ingeriti subito dopo l’allenamento per reintegrare rapidamente le energie spese; includono il glucosio, il saccarosio, fruttosio (dalla frutta), galattosio (dal latte), maltosio.

Carboidrati complessi: sono il risultato della combinazione di più zuccheri semplici e dovrebbero costituire la percentuale più consistente dell’assunzione giornaliera di carboidrati in quanto sono ideali per far fronte alle prolungate richieste di energia, come quelle imposte da un allenamento, perché vengono digeriti più lentamente.

Tra i carboidrati complessi sono gli amidacei (pane, pasta, riso, legumi, tuberi), fibre (carboidrati complessi che non vengono digeriti ma che sono importanti per la salute) e glicogeno (da carni rosse).

Conclusioni

I carboidrati in se stessi non fanno ingrassare: se mai, questo dipende da un cronico abuso nella quantità totale delle calorie e dai grassi ingeriti.

Ad ogni modo, è stato dimostrato che una eccessiva assunzione di carboidrati (ad esempio, il ricavare da essi più del 70% delle calorie totali giornaliere) aumenta il rischio di sviluppare il diabete; allo stesso modo, è evidente che una insufficiente assunzione di carboidrati mette a repentaglio guadagni muscolari, livelli di energia e metabolismo.

Caratteristiche principali delle scarpe da calcio

Caratteristiche principali delle scarpe da calcio

Lo sport del calcio ha origini lontane ma è sul finire del XIX che nasce il calcio moderno. Dal quel momento si è iniziata la produzione in serie di scarpe specifiche per questo sport. Infatti non si trattava di una semplice protezione per il piede ma uno strumento che era fondamentale e parte integrante del gioco. Molte aziende del settore delle calzature sono diventate celebri proprio grazie alla produzione di scarpe da calcio (come quelle che trovi su SoccerHouse24.com). Nel corso degli anni la crescita di questo settore è stata incredibile grazie alla ricerca di nuove soluzioni. La scarpa da calcio svolge due funzioni principali.

La prima è quella che consiste appunto nel proteggere il piede mentre l’altra è quella che riguarda il miglioramento delle prestazioni di chi la indossa. Questo tipo di calzatura per essere efficace deve per prima cosa eliminare tutti i fastidi derivanti dall’attività fisica. Ogni calciatore ha la possibilità di scegliere quella che si adatta alle proprie caratteristiche fisiche grazie alla incredibile varietà di modelli realizzati.

Oggi le scarpe da calcio sono prodotte in numerose tipologie ognuna delle quali possiede delle caratteristiche specifiche. Uno degli aspetti principali che distinguono una scarpa da calcio da una normale calzatura è la suola. Per poter consentire di ottenere le massime prestazioni e per evitare il rischio di infortuni la suola deve adattarsi alla forma del piede. Un ruolo fondamentale in questo tipo di calzature è quello che viene svolto dalla tomaia.

Si tratta della parte superiore della scarpa che viene incollata alla suola. Rispetto alle normali scarpe in quelle da calcio questa specifica parte deve essere particolarmente resistente. Infatti questa zona è continuamente sottoposta a grande pressione in quanto è quella che colpisce il pallone. Infine un ruolo importante viene svolto anche dalla tipologia di allacciatura. Questa permette alla scarpa di rimanere aderente al piede.

Per quanto riguarda le scarpe da calcio si deve sapere che esistono moltissimi modelli diversi. Questi rispondono alle varie esigenze degli atleti dalle caratteristiche fisiche di chi le acquista al tipo di terreno su cui vengono utilizzate. In merito a questo aspetto risultano fondamentali i tacchetti. Infatti esistono modelli con tacchetti rimovibili che sono adatte a terreni morbidi. Sono solitamente 6 o 8 e vengono realizzati in tre materiali. Questi sono:

  • gomma
  • plastica
  • alluminio.

Per i terreni duri sono più adatte le scarpe da calcio con tacchetti in gomma fissi. In generale sono 12 e hanno una durezza variabile. Infine ci sono modelli con tacchetti fissi in alluminio che si adattano in particolare ai terreni di erba naturale. Per questo motivo sono tra le scarpe da calcio più utilizzate dai giocatori professionisti.

Scarpe da calcio: come scegliere la migliore?

Scegliere tra i tantissimi modelli di scarpe da calcio disponibili la più adatta non è un’impresa facile. Il suggerimento è di scegliere la calzatura che meglio si adatta ai propri bisogni. Quindi risulta fondamentale innanzitutto valutare le esigenze per le quali si intendono acquistare. In questo modo si evita che l’acquisto risulti inadeguato.

Poi si deve prestare particolare attenzione al numero della scarpa. Infatti in questo caso la calzatura deve aderire perfettamente al piede. Una misura sbagliata potrebbe creare al giocatore problemi quando colpisce il pallone. Infine un ultimo aspetto al quale si deve guardare per scegliere la migliore scarpa da calcio è il suo aspetto estetico. Per molti l’abbigliamento e le scarpe sono una espressione della propria personalità. Per un calciatore la scarpa diventa una parte integrante del corpo.

Ivass: cos’è e di cosa si occupa

Ivass cos'è e di cosa si occupa

Ivass è l’acronimo di Istituti per la Vigilanza sulle Assicurazioni e rappresenta un’autorità amministrativa che opera autonomamente sul mercato assicurativo italiano garantendone la corretta organizzazione, gestione, stabilità e per assicurare la piena tutela dell’utilizzatore e del consumatore primario.

A capo dell’istituto è posto il direttore generale della Banca d’Italia e ha piena autonomia finanziaria, organizzativa, contabile (con l’obbligo di assoluta trasparenza economica) per raggiungere i suoi obiettivi di controllo del mercato e tutela dei consumatori.

Per attuare queste misure è il primo istituto ad interfacciarsi direttamente con i reclami o le pendenze presentate dal consumatore e vigila sulla corretta gestione delle aziende assicurative e sulla conformità ed il rispetto della legge e degli obblighi finanziari delle stesse.

Corso Ivass 30 ore – Regolamento Ivass

Ogni anno, entro il 31 dicembre, è necessario aderire ad il Corso Ivass 30 ore (come quello di Assicuratore Facile) per poter continuare ad operare come vigilante all’interno dell’Ivass. Molto spesso questi corsi di formazione sono online e vengono tenuti da docenti che creano poca empatia e non riescono a coinvolgere nel concreto chi è dall’altra parte dello schermo.

Inoltre i corsi di formazione vengono strutturati a compartimenti stagni e con poca possibilità di interagire con l’insegnante, quasi come un dover subire e la spiegazione e nient’altro. Per questo molto (e troppo) spesso questo corso di aggiornamento viene vissuto da coloro che lo devono effettuare, come un peso, un vero e proprio obbligo, quasi una perdita di tempo e non qualcosa di davvero utile per sè stessi e per la propria crescita personale.

Ecco perché, per far fronte ad una situazione di questo tipo, è stato inventato il programma Formula 30 ore: le ore Ivass con Assicuratore facile. Questo progetto ha l’ambizioso compito di riunire tutti i migliori insegnanti e formatori appartenenti a ciascuna e differente categoria di rischio (finanziario, legislativo, organizzativo etc) per garantire una panoramica generale, ma completa di tutto l’aggiornamento che è necessario acquisire per gli operatori Ivass.

La formazione quindi non avverrà più online e senza interazione tra la parte che forma e colui che è formato, ma avverrà in un’aula fisica in sole 4 giornate. Lo scopo del corso è quello di fornire tutte le informazioni ed i consigli utili per operare correttamente nel campo della vigilanza sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista personale (perché un lavoro ottimizzato è quello che non si ferma ai semplici tecnicismi, ma sfrutta l’intelligenza e le capacità umane di collaborazione, intenzione e professionalità).

Tra le nozioni trasmesse verranno anche trattati tutti gli strumenti che potranno essere utilizzati per garantire una prestazione qualitativa altamente performante del vostro lavoro. Il grande salto di qualità di un corso di questo tipo è caratterizzato da due ingredienti principali: l’assoluta professionalità e versatilità di tutti i docenti (quindi non interagisce solo una persona per tutti gli ambiti interessati alla formazione) e la possibilità di confronto diretto ed immediato con i formatori.

Non ci saranno più le ore interminabili davanti ad uno schermo in qualche modo anonimo e ci sarà il massimo coinvolgimento e la massima concentrazione. Solo in questo modo è possibile che un corso di questo tipo porti a dei risultati concreti e non venga percepito come una perdita di tempo al vero lavoro o un obbligo pesante e non condiviso.

Durante l’aggiornamento inoltre è importante ricordare che verranno trattati nello specifico tutti i regolamenti Ivass che vengono emanati nel corso dell’anno (esempio i regolamenti sull’antiriciclaggio, le sanzioni amministrative, le novità legislative etc) con esempi concreti di situazioni problematiche e conseguenti risoluzioni.