Autore: Andrea Fiore

Caratteristiche principali dei forni a legna

Caratteristiche principali dei forni a legna

Il pane è un alimento fondamentale nell’alimentazione quotidiana degli italiani, di tutti i tipi, all’olio, al latte, con forme comuni e formati più creativi.
Anche la pizza si può considerare l’alimento italiano per eccellenza, esportato e conosciuto in tutto il mondo in mille varianti: dalla tradizionale pizza napoletana e dalla Margherita nata in onore della regina, la pizza è oggi proposta in una miriade di versioni ma il forno ideale per cucinarla è senza dubbio quello a legna.
Andiamo a scoprire qualche curiosità in più su questo forno molto scenografico che ancora è presente nei panifici e nelle pizzerie che rispettano la tradizione e la cultura culinaria italiana.

Alcune caratteristiche principali dei forni a legna in muratura

I forni a legna in muratura (a Roma cerca i migliori sono quelli di Icoangeli)generalmente ha una forma conica o piramidale ed è realizzato in muratura, con i tipici mattoni rossi a vista. È un elemento non solo funzionale alla cottura del pane e della pizza, ma è il protagonista della cucina e dell’intero ambiente, dal fascino intramontabile. Lasciarsi cullare dal tepore del fuoco che arde è una sensazione molto piacevole che regala subito un senso di accoglienza e ospitalità.
Per questo motivo il forno del pane e la pizzeria sono dei locali familiari, così amati dagli italiani, grandi e piccini, e dai turisti!
Un forno a legna scalda per l’appunto utilizzando la combustione del fuoco e si vedono ardere le braci che sprigionano aromi e profumi del tutto inaspettati e inebrianti. Il rivestimento interno di pietra refrattaria garantisce che il fuoco sia concentrato sul cibo e non vada a bruciare e a rovinare le parti dietro del forno.

Temperature molto alte

Come prima cosa bisogna specificare che il forno a legna raggiunge temperature molto alte, oltre i 300° C, cuoce in modo più veloce ed omogeneo e regala quella crosticina aromatica che sa di spezie e terra bruciacchiata, una vera e propria leccornia per il palato.

L’altezza della bocca del forno

In proporzione, la bocca del forno, cioè l’apertura, deve occupare in media il 60% della cupola, per garantire uno scambio ottimale di ossigeno e calore con l’esterno: questo permette di non bruciare gli alimenti.

Differenza tra forni a legna per pane e per pizza

La differenza sostanziale sta nell’altezza della volta del forno a legna.
Generalmente, quando si cuoce il pane, si utilizza un forno a legna con volta alta che valorizza la crescita del pane soffice e bello alto. Inoltre, in questo tipo di volta alta il fuoco è più basso e omogeneo, adatto alla cottura lenta e graduale del pane.
La pizza, invece, ha tempistiche di cottura molto più rapide: una volta stese le palline con la manualità coreografica del pizzaiolo, un vero e proprio spettacolo, la pizza cuoce in pochi minuti, il fuoco è vivo, vivace e super concentrato.
Per questo motivo, è consigliato un forno a legna a volta bassa che distribuisce il calore in modo uniforme e compatto, direttamente sulla pizza che rimane bassa, croccante fuori e più morbida e succosa al suo interno.

Altre differenze riguardano le dimensioni della struttura muraria del forno: si parte dai 3 metri fino ai 12 metri, a seconda della metratura del locale e della cucina del panificio e della pizzeria.

Roma, caput mundi della cristianità e capitale storica e artistica, rispetta le tradizioni italiane con rigore, nelle pizzerie e nei panifici centenari in cui ancora si cucina con il forno a legna e si tramanda la passioe di mastri panettieri e pizzaioli appassionati del proprio lavoro. Vietato non mangiare il pane farcito con la porchetta o la pizza romana fritta!

Prospettive per le traduzioni dal danese all’italiano

Prospettive per le traduzioni dal danese all'italiano

La Danimarca vanta una lunga tradizione commerciale e la sua lingua si è diffusa anche in altri paesi come la Groenlandia e l’arcipelago delle Fær Øer dove è la seconda ufficiale. Si parla anche nel Land tedesco del Schleswig-Holstein, che confina con questo paese e in Islanda per motivi storici.

Come tutte le lingue con una lunga tradizione giuridica e commerciale, è piena di specificità e costrutti che chi si occupa di traduzioni dal danese all’italiano, come il professionista Pierangelo Sassi, deve conoscere per poter affrontare un testo, in particolare nel caso in cui questo sia destinato ad un ambiente critico come quello giuridico.

Le difficoltà delle traduzioni danese italiano

Il danese a causa della frammentazione geografica dei suoi parlanti e dell’estensione del territorio, con contaminazioni linguistiche con il tedesco, è una lingua che presenta una grammatica complessa e sotto molti aspetti completamente differente dalla nostra.

Ad esempio per quanto riguarda le traduzioni dal danese all’italiano parlati, uno dei maggiori problemi è lo stød, che oltre ad essere onnipresente, è dotato di sfumature locali che posso rendere molto ambigue delle frasi, in particolare se si deve affrontare una diretta.

Per quanto riguarda lo scritto invece troviamo subito il problema del fatto che nella coniugazione verbale non ci sono distinzioni di numero e persona e che i generi cambiano in base all’articolo con cui vengono combinati, oltre alla presenza del determinativo enclitico che manca nella grammatica italiana.

Un professionista che affronta la lingua danese, deve essere quindi conscio del fatto che si tratta di un idioma con sfumature e ambiguità che possono mettere in crisi anche i professionisti di lunga data, soprattutto nel caso in cui il parlante abbia un inflessione pesante, analoga ai nostri dialetti.

Le traduzioni, spesso, hanno bisogno di essere asseverate e controfirmate da parte del professionista che le affronta, soprattutto nel caso in cui siano destinate ad essere impiegate in ambiti come tribunali o nel commercio.

Come tutte le lingue inoltre il gergo è dipendente dal contesto di utilizzo e molti termini vengono impiegati con significati particolari e specifici soprattutto in ambito tecnico scientifico e giuridico, dove si richiede una formalità. Alcune sfumature significato possono essere male interpretate e stravolgere completamente il senso e la validità di un testo con tutte le ovvie conseguenze.

Un traduttore che scelga di affrontare il danese come lingua di lavoro può specializzarsi in molti ambiti, ricordando che spesso ci sono termini specifici che non compaiono nella lingua comune, ma che sono frequenti e in molti casi indispensabili in quella tecnica.

Il danese specialistico

Le specializzazioni comprendono il danese giuridico, fiscale, commerciale notarile, ma anche quello amministrativo e finanziario, con termini mutuati anche da altre lingue, che in casi particolarmente sfortunati sono coincidenti con parole danesi con significato completamente differente.

Si stanno inoltre imponendo anche richieste considerevoli di traduzioni dal danese per settori tecnico-scientifici come matematica, fisica, ingegneria e medicina, visto il grande sviluppo di queste discipline in Danimarca e nei paesi in cui questa lingua viene parlata.

Inoltre compito del traduttore spesso è affrontare newsletter aziendali, semplici blog o portali di servizio dove è necessario scrivere in buon italiano frasi che seppur comprensibili con traduzione automatica risulterebbero ridicole, come accade molto spesso sui siti on-line.

In ambito ufficiale comunque il professionista deve assicurare il testo e assumersi le proprie responsabilità in caso di conseguenze legate a mancata traduzione di sfumature che si possono presentare.

Per quanto riguarda invece i testi destinati ad un ambiente giuridico si deve anche tenere in considerazione come sia in danese che in italiano esistono formule obbligatorie che devono essere tradotte in maniera specifica ed interpretate dal professionista.

Questo deve riconoscerle e sostituirle con l’equivalente nell’altra lingua onde evitare l’insorgere di problemi legati alla mancata forma specifica, il che richiede una notevole padronanza ed esperienza.

Consigli d’uso: come pulire le zanzariere

Consigli d'uso: come pulire le zanzariere

Quando si acquista una zanzariera, è molto difficile capire se convenga una soluzione più economica, da sostituire ogni anno, o una che costa leggermente di più, ma garantisce la sua durata nel tempo.
La zanzariera plissettata è un sistema sviluppato da tempo, adottato in moltissimi contesti dove la classica zanzariera a tagliola è un costo ricorrente troppo elevato e scomodo da effettuare ciclicamente. Così, in questi contesti, le zanzariere plissettate si prefigurano come le soluzioni più efficaci.
La domanda che però rimane sempre attuale, a prescindere dal tipo di zanzariera, è sempre la stessa: come pulire le zanzariere? Scopri i consigli di Sharknet.

Come pulire le zanzariere: metodi semplici

Chiaramente, le zanzariere possono essere pulite con molti metodi diversi, ma quale è il più efficace, semplice e veloce? Il tipo di zanzariera incide molto su come pulirla: i comuni modelli “a tagliola”, infatti, hanno accumuli di polvere e insetti soprattutto nella parte dei tubi superiori, dove la rete tende ad arrotolarsi. Le zanzariere plissettate invece si riempiono di polvere come qualsiasi altro elemento rivolto verso l’esterno della casa.
Quale è la differenza, quindi? Molto semplicemente, i modelli a tagliola non possono essere smontati con facilità, né la rete può essere staccata per essere pulita. Nelle zanzariere plissettate, invece, si può tranquillamente procedere con il lasciare solo una decina di centimetri attaccati alla struttura, per lavarla nelle maniere in cui viene più comodo.

Cosa evitare nel lavaggio

Alcune accortezze vanno però prese nel momento in cui si decide di procedere con la pulizia. Essendo ogni zanzariera fatta di materiale sintetico, qualsiasi prodotto a base di acido, oli, grassi o solventi potrebbe danneggiare la rete. Tuttavia, le zanzariere plissettate sono spesso più resistenti di quelle a tagliola, se non altro per l’applicazione di sistemi capaci di schermarle da molte intemperie esterne e, al tempo stesso, di farle durare più a lungo e permettere la pulizia giornaliera.

Quindi cosa usare per pulire la polvere ed eventuali insetti o altra sporcizia accumulata? Un panno inumidito d’acqua è più che sufficiente, rendendo possibile la rimozione di gran parte dello sporco, in quanto comunque la rete è smontabile e piegabile come risulta più comodo.

Molto spesso, chi va a pulire le zanzariere, lo fa durante una routine, giornaliera o settimanale. Quindi viene richiesto spesso se si possa utilizzare il vapore o altri sistemi simili per effettuare il processo di pulizia. Anche in questo caso, così come per ciò che è stato detto prima, a patto non si esageri e si consideri sempre la fattura sintetica del prodotto, il vapore è un’opzione possibile. Nonostante non sia sicuramente quella più agevole, potrebbe essere una buona idea per la pulizia straordinaria di qualche tipo di sporco impossibile da rimuovere con della normale acqua.

Ciò che rimane da chiarire, dunque, è: esistono altri metodi per pulire una zanzariera? Se per qualche motivo si volesse trovare ulteriori modi, rimane sempre la regola principale: ciò che non si userebbe su un normale vestito da indossare, non va usato neanche sulle zanzariere.

Tutto quello che bisogna valutare per aprire una società a Dubai

Tutto quello che bisogna valutare per aprire una società a Dubai

Aprire una società negli Emirati Arabi è un trend di molti imprenditori: valicare il confine europeo e approfittare dello sviluppo economico dei Paesi del Medio Oriente può riservarsi un affare molto conveniente.
Questi luoghi, inoltre, sono ricchi di petrolio, il cosiddetto oro nero che non conosce inflazione e determina il benessere di una nazione.

Ecco perché avviare un’impresa a Dubai è una soluzione vincente e appetibile per il business man che desidera oltrepassare nuovi lidi e spingersi non solo al di là del confine italiano, ma anche di quello europeo.

Dubai è la capitale di uno dei sette Emirati Arabi, con circa 3.300.000 abitanti: un Paese di recentissimo sviluppo economico e demografico, situato in una zona meravigliosa, la penisola araba a sud del Golfo del Persico. Già dagli anni ’80 hanno è diventata un centro bancario e finanziario, ma oggi è considerata la città araba per eccellenza del turismo e del commercio marittimo.

Ogni anno diventa una delle mete più affollate di turisti appassionati di scenari esotici, affascinati dalla millenaria cultura araba e dal lusso di questi luoghi. Proprio per questo ha un forte appeal sugli imprenditori e su chi sta cercando di attivare una start up o di aprire un’azienda, un ristorante, una struttura alberghiera.

Tutte le licenze che bisogna ottenere per aprire una società a Dubai

Come primo step, è necessario possedere la licenza adeguata al settore in cui si desidera impegnare il proprio capitale:

  • licenza industriale: si rivolge a tutte quelle attività industriali o manifatturiere;
  • licenza commerciale: dedicata a chi desidera aprire una catena di negozi o anche una piccola bottega di artigianato e souvenir;
  • licenza professionale: riguarda tutte le abilità e le figure professionali, come artigiani, grafici, architetti, avvocati, esperti del beauty care, hairdresses, maestranze varie con partita IVA.

Gli enti preposti al rilascio delle licenze sono principalmente due

  • il Dubai Department of Economic Development, cioè il dipartimento di Dubai per lo sviluppo economico, dedicato alle attività industriali e manifatturiere, al terziario e al settore commerciale;
  • il Dubai Department of Tourism che invece si rivolge al turismo e al settore di ristorazione.

Nello specifico, alcune tipologie di attività devono essere approvate da particolari ministeri come quello dell’economia, o dalla banca dell’UAE. Tutte le attività devono essere regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e dell’Industria.

La burocrazia a Dubai

Forse non sapevi che per avviare una società a Dubai bisogna rispettare una regola fondamentale, la Legge delle Società Commerciali, nata nel 1984: prevede che la proprietà di tale impresa sia totalmente nelle mani dei cittadini locali, con quote dell’oltre 51% (il restante può essere di cittadini stranieri). Ecco perché è indispensabile avere un socio nativo, un emiratino: le società previste possono essere di 7 tipologie.

1) Società per azioni pubblica/privata;
2) Limited Partnership;
3) General Partnership;
4) Società a responsabilità limitata;
5) Società per azioni.

Ecco qual è la prassi da seguire per aprire un’azienda a Dubai

1) Decidere la tipologia, il settore e il nome dell’azienda e fare richiesta al Ministero dell’Economic Development;
2) Specificare il nome dei soci, della ragione sociale, del nome commerciale;
3) Recarsi da un notaio e aprire un conto corrente societario;
4) Rivolgersi al commercialista e pagare la tassa al Ministero dell’Economia;
5) Presentare una regolare richiesta di licenza alla Camera di Commercio di Dubai.

Nelle cosiddette Free Zone la procedura è alleggerita, con sgravi fiscali e agevolazioni: qui non è necessario avere un socio emiratino.

Come trascorrere l’estate in città

Come trascorrere l’estate in città

Gli italiani che quest’anno trascorreranno in città la stagione estiva sono tanti. A causa dell’emergenza Coronavirus e con la limitazione degli spostamenti, pianificare le vacanze diventa quasi un’utopia. Cosa fare allora? Prima di tutto è bene non abbattersi e trasformare un problema in opportunità. Si può trasformare la propria casa in un luogo di vacanza? Ma certo. Per farlo, però, è necessario capire come organizzarsi e, quindi, agire. Ecco qualche piccolo consiglio utile per comprendere come trascorrere l’estate in città.

Cosa fare in città?

Da anni, ormai, ha preso piede lo staycon. Si tratta di un fenomeno molto particolare e riguarda tutti coloro che scelgono di trascorrere le proprie vacanze in casa. Spesso lo fanno per risparmiare o per evitare la calca in spiaggia. Quindi chi resta a casa, durante l’estate, cosa può fare? C’è da dire che, durante i mesi estivi, le città si svuotano. Ciò si verificherà anche nel post emergenza Coronavirus? Questo ancora non lo sappiamo ma, se ci sarà la possibilità, molti si sposteranno verso le seconde case al mare o in montagna. Altri, invece, sceglieranno un resort nella propria regione per le ferie. Sono tante le opportunità da cogliere anche se, quest’anno, saranno possibili in forma ridotta.

Se si deve restare in città durante i mesi estivi bisogna sapersi organizzare. Al momento si va verso la riapertura dei siti culturali e, quindi, sarebbe bello poter visitare un museo, ovviamente, se si vive in una grande città che ne possiede uno. È possibile, inoltre, fare anche lunghe passeggiate alla scoperta di monumenti magari dimenticati o trascurati dal via vai quotidiano.

Si potranno invitare gli amici in casa per una cena? Speriamo di sì e, quindi, durante i mesi estivi cene e pranzi potrebbero essere un buon antidoto contro la solitudine che tanto ha caratterizzato questi mesi. Se la campagna è a pochi passi perché non fare delle passeggiate salutari? La campagna è un luogo di grande relax e in questo modo si può anche ristabilire un contatto diretto con la natura. Ovviamente le escursioni sono consigliate nei momenti più freschi della giornata, quindi, di prima mattina o nel tardo pomeriggio.

Come rinfrescarsi dalla calura estiva?

L’estate è fatta per rinfrescarsi all’aria aperta, al mare o in piscina. Se quest’anno, però, non sarà concesso recarsi in spiaggia o in altri luoghi affollati, cosa si potrà fare? Sicuramente non abbattersi e cercare una soluzione che sia soddisfacente e rinfrescante, soprattutto nei mesi più caldi. Se si possiede un giardino o uno spazio aperto, perché non installare una piscina fuori terra? Si tratta di un’opportunità davvero utile per poter fare un bagno in tutta tranquillità.

La piscina fuori terra è un accessorio pratico da installare. Non necessita di scavi ed è possibile rimuoverla a fine stagione. Per ospitarne una, però, è necessario uno spazio adeguato, liscio e con la vicinanza degli attacchi d’acqua. In commercio esistono diversi modelli in grado di soddisfare tutte le esigenze di frescura e, soprattutto, spazio. I costi cambiano in base alle dimensioni o posti, sono semplici da montare e non serve un esperto per collaudarla. Consultando questo link potrete trovare tanti modelli di piscine fuori terra adatte proprio per tutti, sia per i grandi ma anche per i più piccoli.

Anche se al momento non sappiamo come si evolverà la situazione, è bene non farsi mai trovare impreparati all’estate e al caldo. Per questo motivo una piscina fuori terra è la scelta più giusta. Infatti si tratta di un vero e proprio comfort per la propria casa. Qui, infatti, ci si potrà rilassare senza doversi preoccupare degli altri e di possibili sguardi indiscreti.

Consulenza informatica: ecco come può aiutarti

Consulenza informatica: ecco come può aiutarti

In virtù della rivoluzione digitale che ha interessato il mondo delle imprese in questi ultimi anni, il ruolo della consulenza informatica è diventato strategico per far sì che un’azienda prosegua un cammino di sviluppo nel proprio settore. Le società che scelgono di non sposare le ultime novità tecnologiche in automatico restano indietro rispetto alle dirette concorrenti, che invece si aprono ai nuovi mercati e a tutte le opportunità che hanno da offrire. Di seguito trovi una breve guida sul perché e come una consulenza informatica può aiutarti.

Cos’è la consulenza informatica

La consulenza informatica è un servizio offerto da uno o più esperti di informatica aziendale, capaci con i loro consigli di utilizzare al meglio le tecnologie dell’informazione, note anche con l’acronimo di ICT. L’utilizzo di quest’ultime garantisce all’azienda il raggiungimento degli obiettivi prefissati in un precedente piano. Il team di consulenza informatica può essere costituito da più figure:

  • sistemista: chi progetta, implementa e amministra il sistema informatico
  • programmatore: chi sviluppa il software

Non bisogna poi dimenticare come la consulenza informatica rappresenti oggi in Italia un mercato in forte ascesa. Considera anche che tale mercato è destinato a crescere in maniera esponenziale nel corso dei prossimi anni.

I settori della consulenza informatica

I principali settori della consulenza informatica sono almeno 8. Tra questi si annoverano i servizi di IT Strategy, IT Architecture, Systems Integration, Management, Implementazione IT, servizi ERP, IT Security and Software, Data Analytics. Inoltre, la consulenza IT opera attraverso tre differenti figure. Da una parte ci sono i consulenti indipendenti, i quali lavorano autonomamente rispetto a una qualsiasi azienda. Dall’altra ci sono le cosiddette aziende staffing, chiamate così per specificare la natura temporanea del prestito a un determinato cliente di uno o più consulenti IT. Infine ci sono le società di consulenza informatica che offrono servizi professionali contando su un nutrito team di consulenti.

Cosa fa il consulente informatico

Il consulente informatico si occupa di sviluppare una nuova strategia informatica per il cliente, insieme a un approccio professionale in relazione al tema della sicurezza digitale. In questo caso si parla di lavoro strategico. Quando invece l’attenzione si focalizza sulla scelta di un sistema informatico o sull’avvio di un sistema ERP (acronimo per Enterprise resource planning), allora si ha a che fare con un consulente IT che svolge un lavoro tattico. Puoi affidarti a un consulente informatico anche se necessiti di sviluppare un’app mobile per la tua impresa. A tal riguardo, la parola esatta per definire la tipologia di lavoro del consulente IT è “operativo”.

In dettaglio, il consulente informatico incontra i clienti e discute con loro obiettivi e scopi del progetto, pianificando risorse e tempi necessari per raggiungerli. Definisce inoltre i requisiti di rete, hardware e software, operando un’analisi completa sui requisiti informatici di ciascuna azienda con cui collabora. A cadenza settimanale o mensile scrive una dettagliata relazione sullo stato della collaborazione e sui progressi fino a quel momento raggiunti. Tra le mansioni del consulente IT vi è anche quella di tenere corsi di formazione.

In concreto, per cosa può aiutarti la consulenza informatica?

  • costruzione della rete informatica dell’azienda
  • realizzazione di software ad hoc

Se stai cercando una consulenza informatica seria, ti consigliamo di affidarti a Nextre Engineering.

Cosa si nasconde dietro al mestiere di traduttore freelance

Cosa si nasconde dietro al mestiere di traduttore freelance

Il mestiere di traduttore freelance ha notevoli vantaggi, che nei soggetti più fragili possono rappresentare anche notevoli negatività: è molto bello, infatti, decidere quanto e come lavorare, in seguito al ricevimento di una commissione da portare a termine, ma non tutti sono in grado di organizzare il proprio tempo e alcuno potrebbe trovare difficoltà nel gestire le ore lavorative e quelle di altri interessi giornalieri.

L’altro punto da considerare riguarda il fatto, stimolante certamente, che ogni traduzione è una vera e propria sfida nuova: cogliere le sfumature di un testo, di qualsiasi natura esso sia, è un modo per sottoporsi ad uno sforzo fisico e mentale che certamente avrà un risultato sorprendente. Chi ha scelto il mestiere di traduttore freelance è solitamente propenso ad affrontare sfide innovative, che possano metterlo alla prova in maniera reale e che contribuiscono ad una formazione continua ed adatta in ogni tempo d’azione.

La parte negativa riguarda la prospettiva di pagamento: in genere coloro che commissionano questo genere di lavori, preferiscono che la traduzione venga effettuata in un tempo decisamente risicato, che in termini più sarcastici “sia pronta per ieri”, mentre quando si tratta di dare un giusto prezzo a questo duro lavoro, si tirano un po’ indietro rendendo più lunghi i tempi di pagamento. Questo problema non appartiene solo ai novelli del mestiere, ma riguarda in generale tutta la categoria di lavoratori che mettono a disposizione le proprie conoscenze e, soprattutto, il loro tempo.

Per essere un traduttore di successo, poi, non bisogna sottovalutare l’importanza della lingua madre: si può tradurre un testo dall’iatliano all’inglese, ad esempio, stentando nella linguistica italiana? Assolutamente no: l’italiano, sempre portando avanti questo esempio, è una lingua che assume diverse sfumature non sol in base alla scelta dei termini realmente utilizzati, ma anche alla posizione delle parole stesse e alla composizione dei periodi e riportare in egual modo le stesse sensazioni nel lettore in un’altra lingua, come l’inglese appunto, non è certamente una faccenda facile.

Le parole, di per sè, hanno una serie di significati intrinsechi, che prescindono dal senso isolato delle stesse, e che va contestualizzato a seconda che si tratti di un testo all’interno di un ambito lavorativo oppure meno formale.

Allo stesso tempo, un traduttore deve saper conservare la genuinità dell’autore che ha realmente scritto il testo da tradurre: attraverso la sua disposizione dei periodi deve poter trasparire qual sentimento o quale sensazione abbia guidato l’autore nell’intraprendere lo scritto, non modificando la natura dello stesso.

Insomma, fare il traduttore freelance è abbastanza complicato e non presuppone solamente la mera conoscenza della grammatica e della sintassi: in un certo senso si tratta di una vera e propria arte interpretativa, che non deve lasciare assolutamente nulla al caso.

Che si tratti di traduzioni effettuate a Bologna (Espresso Translations), o in qualsiasi altro luogo dello Stivale intero, bisogna poter coltivare questo lavoro come fosse un arte, come un prolungamento della propria anima, per volgerlo con serenità ed arrivare al successo.

Il profilo nutrizionale dei carboidrati

Il profilo nutrizionale dei carboidrati

I carboidrati sono per l’organismo la risorsa energetica privilegiata: muscoli, cervello e tessuti vi si affidano significativamente per far fronte al fabbisogno energetico a breve ed a lungo termine.

Spiego spesso ai miei clienti durante i percorsi personalizzati che propongo che mai bisognerebbe trascurare l’importanza di questi macronutrienti.

Durante l’esercizio anaerobico, quello in assenza di ossigeno, come l’allenamento di forza o massa muscolare, l’organismo ricava dai carboidrati l’energia per funzionare: la quantità di energia immagazzinata nel corpo influisce notevolmente sulla capacità di resistenza.

Fabbisogno giornaliero di carboidrati

1 grammo di carboidrati contiene circa 4 calorie; ad esempio, una fetta di pane integrale contiene circa 13 gr. di carboidrati, che forniscono quindi circa 52 calorie.

L’assunzione quotidiana di carboidrati raccomandata per una persona che si allena costantemente in palestra è pari a circa 4-5 gr per ogni kg di peso corporeo, o comunque pari a circa il 50/60% dell’apporto calorico globale giornaliero.

Le riserve di energia

Una volta ingeriti, i carboidrati vengono scissi in glucosio, uno zucchero semplice che attraverso il sangue viene trasportato in tutto il corpo. Il glucosio può anche essere immagazzinato nel fegato e nel tessuto muscolare sotto forma di glicogeno.

Lo zucchero immagazzinato in questa forma rappresenta il 99,5% di tutta l’energia ricavata dai carboidrati e presente nell’organismo: un soggetto dal peso di circa 80 kg. immagazzina circa 2000 calorie (500 gr.) di carboidrati in una di queste forme.

Carboidrati semplici e complessi

Carboidrati semplici: sono gli zuccheri semplici, che non necessitano di essere scissi e che in genere vengono ingeriti subito dopo l’allenamento per reintegrare rapidamente le energie spese; includono il glucosio, il saccarosio, fruttosio (dalla frutta), galattosio (dal latte), maltosio.

Carboidrati complessi: sono il risultato della combinazione di più zuccheri semplici e dovrebbero costituire la percentuale più consistente dell’assunzione giornaliera di carboidrati in quanto sono ideali per far fronte alle prolungate richieste di energia, come quelle imposte da un allenamento, perché vengono digeriti più lentamente.

Tra i carboidrati complessi sono gli amidacei (pane, pasta, riso, legumi, tuberi), fibre (carboidrati complessi che non vengono digeriti ma che sono importanti per la salute) e glicogeno (da carni rosse).

Conclusioni

I carboidrati in se stessi non fanno ingrassare: se mai, questo dipende da un cronico abuso nella quantità totale delle calorie e dai grassi ingeriti.

Ad ogni modo, è stato dimostrato che una eccessiva assunzione di carboidrati (ad esempio, il ricavare da essi più del 70% delle calorie totali giornaliere) aumenta il rischio di sviluppare il diabete; allo stesso modo, è evidente che una insufficiente assunzione di carboidrati mette a repentaglio guadagni muscolari, livelli di energia e metabolismo.

Caratteristiche principali delle scarpe da calcio

Caratteristiche principali delle scarpe da calcio

Lo sport del calcio ha origini lontane ma è sul finire del XIX che nasce il calcio moderno. Dal quel momento si è iniziata la produzione in serie di scarpe specifiche per questo sport. Infatti non si trattava di una semplice protezione per il piede ma uno strumento che era fondamentale e parte integrante del gioco. Molte aziende del settore delle calzature sono diventate celebri proprio grazie alla produzione di scarpe da calcio (come quelle che trovi su SoccerHouse24.com). Nel corso degli anni la crescita di questo settore è stata incredibile grazie alla ricerca di nuove soluzioni. La scarpa da calcio svolge due funzioni principali.

La prima è quella che consiste appunto nel proteggere il piede mentre l’altra è quella che riguarda il miglioramento delle prestazioni di chi la indossa. Questo tipo di calzatura per essere efficace deve per prima cosa eliminare tutti i fastidi derivanti dall’attività fisica. Ogni calciatore ha la possibilità di scegliere quella che si adatta alle proprie caratteristiche fisiche grazie alla incredibile varietà di modelli realizzati.

Oggi le scarpe da calcio sono prodotte in numerose tipologie ognuna delle quali possiede delle caratteristiche specifiche. Uno degli aspetti principali che distinguono una scarpa da calcio da una normale calzatura è la suola. Per poter consentire di ottenere le massime prestazioni e per evitare il rischio di infortuni la suola deve adattarsi alla forma del piede. Un ruolo fondamentale in questo tipo di calzature è quello che viene svolto dalla tomaia.

Si tratta della parte superiore della scarpa che viene incollata alla suola. Rispetto alle normali scarpe in quelle da calcio questa specifica parte deve essere particolarmente resistente. Infatti questa zona è continuamente sottoposta a grande pressione in quanto è quella che colpisce il pallone. Infine un ruolo importante viene svolto anche dalla tipologia di allacciatura. Questa permette alla scarpa di rimanere aderente al piede.

Per quanto riguarda le scarpe da calcio si deve sapere che esistono moltissimi modelli diversi. Questi rispondono alle varie esigenze degli atleti dalle caratteristiche fisiche di chi le acquista al tipo di terreno su cui vengono utilizzate. In merito a questo aspetto risultano fondamentali i tacchetti. Infatti esistono modelli con tacchetti rimovibili che sono adatte a terreni morbidi. Sono solitamente 6 o 8 e vengono realizzati in tre materiali. Questi sono:

  • gomma
  • plastica
  • alluminio.

Per i terreni duri sono più adatte le scarpe da calcio con tacchetti in gomma fissi. In generale sono 12 e hanno una durezza variabile. Infine ci sono modelli con tacchetti fissi in alluminio che si adattano in particolare ai terreni di erba naturale. Per questo motivo sono tra le scarpe da calcio più utilizzate dai giocatori professionisti.

Scarpe da calcio: come scegliere la migliore?

Scegliere tra i tantissimi modelli di scarpe da calcio disponibili la più adatta non è un’impresa facile. Il suggerimento è di scegliere la calzatura che meglio si adatta ai propri bisogni. Quindi risulta fondamentale innanzitutto valutare le esigenze per le quali si intendono acquistare. In questo modo si evita che l’acquisto risulti inadeguato.

Poi si deve prestare particolare attenzione al numero della scarpa. Infatti in questo caso la calzatura deve aderire perfettamente al piede. Una misura sbagliata potrebbe creare al giocatore problemi quando colpisce il pallone. Infine un ultimo aspetto al quale si deve guardare per scegliere la migliore scarpa da calcio è il suo aspetto estetico. Per molti l’abbigliamento e le scarpe sono una espressione della propria personalità. Per un calciatore la scarpa diventa una parte integrante del corpo.

Ivass: cos’è e di cosa si occupa

Ivass cos'è e di cosa si occupa

Ivass è l’acronimo di Istituti per la Vigilanza sulle Assicurazioni e rappresenta un’autorità amministrativa che opera autonomamente sul mercato assicurativo italiano garantendone la corretta organizzazione, gestione, stabilità e per assicurare la piena tutela dell’utilizzatore e del consumatore primario.

A capo dell’istituto è posto il direttore generale della Banca d’Italia e ha piena autonomia finanziaria, organizzativa, contabile (con l’obbligo di assoluta trasparenza economica) per raggiungere i suoi obiettivi di controllo del mercato e tutela dei consumatori.

Per attuare queste misure è il primo istituto ad interfacciarsi direttamente con i reclami o le pendenze presentate dal consumatore e vigila sulla corretta gestione delle aziende assicurative e sulla conformità ed il rispetto della legge e degli obblighi finanziari delle stesse.

Corso Ivass 30 ore – Regolamento Ivass

Ogni anno, entro il 31 dicembre, è necessario aderire ad il Corso Ivass 30 ore (come quello di Assicuratore Facile) per poter continuare ad operare come vigilante all’interno dell’Ivass. Molto spesso questi corsi di formazione sono online e vengono tenuti da docenti che creano poca empatia e non riescono a coinvolgere nel concreto chi è dall’altra parte dello schermo.

Inoltre i corsi di formazione vengono strutturati a compartimenti stagni e con poca possibilità di interagire con l’insegnante, quasi come un dover subire e la spiegazione e nient’altro. Per questo molto (e troppo) spesso questo corso di aggiornamento viene vissuto da coloro che lo devono effettuare, come un peso, un vero e proprio obbligo, quasi una perdita di tempo e non qualcosa di davvero utile per sè stessi e per la propria crescita personale.

Ecco perché, per far fronte ad una situazione di questo tipo, è stato inventato il programma Formula 30 ore: le ore Ivass con Assicuratore facile. Questo progetto ha l’ambizioso compito di riunire tutti i migliori insegnanti e formatori appartenenti a ciascuna e differente categoria di rischio (finanziario, legislativo, organizzativo etc) per garantire una panoramica generale, ma completa di tutto l’aggiornamento che è necessario acquisire per gli operatori Ivass.

La formazione quindi non avverrà più online e senza interazione tra la parte che forma e colui che è formato, ma avverrà in un’aula fisica in sole 4 giornate. Lo scopo del corso è quello di fornire tutte le informazioni ed i consigli utili per operare correttamente nel campo della vigilanza sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista personale (perché un lavoro ottimizzato è quello che non si ferma ai semplici tecnicismi, ma sfrutta l’intelligenza e le capacità umane di collaborazione, intenzione e professionalità).

Tra le nozioni trasmesse verranno anche trattati tutti gli strumenti che potranno essere utilizzati per garantire una prestazione qualitativa altamente performante del vostro lavoro. Il grande salto di qualità di un corso di questo tipo è caratterizzato da due ingredienti principali: l’assoluta professionalità e versatilità di tutti i docenti (quindi non interagisce solo una persona per tutti gli ambiti interessati alla formazione) e la possibilità di confronto diretto ed immediato con i formatori.

Non ci saranno più le ore interminabili davanti ad uno schermo in qualche modo anonimo e ci sarà il massimo coinvolgimento e la massima concentrazione. Solo in questo modo è possibile che un corso di questo tipo porti a dei risultati concreti e non venga percepito come una perdita di tempo al vero lavoro o un obbligo pesante e non condiviso.

Durante l’aggiornamento inoltre è importante ricordare che verranno trattati nello specifico tutti i regolamenti Ivass che vengono emanati nel corso dell’anno (esempio i regolamenti sull’antiriciclaggio, le sanzioni amministrative, le novità legislative etc) con esempi concreti di situazioni problematiche e conseguenti risoluzioni.