Autore: Melinda Cruz

Vuoi avere successo col tuo blog aziendale? Ecco cosa devi fare

Vuoi avere successo col tuo blog aziendale? Ecco cosa devi fare

Avere successo col blog aziendale è davvero possibile? Se lo si fa nel modo giusto, certamente sì. Attenzione però perché non si tratta di un’attività che si può improvvisare o di un qualcosa che si fa nel tempo libero, a random, occorre pianificare una strategia e programmare un calendario editoriale, anche se non si è degli esperti. Pubblicare un articolo quando viene bene e si ha tempo, infatti, non porta ad alcun risultato, è solo una perdita di tempo. Vediamo invece come scrivere post interessanti e come programmarne la pubblicazione.

Blog aziendale: scegli gli argomenti migliori

La prima cosa che devi fare è senza dubbio scegliere gli argomenti migliori per il tuo blog. Per farlo devi prima di tutto capire chi è e cosa vuole il pubblico a cui dovrai rivolgerti. Devi quindi avere un target e questo dipende dal tipo di business a cui ti dedichi. Facciamo un esempio. Se ti occupi di moda donna, dovrai indirizzare gli articoli del tuo blog a un target prettamente femminile. Magari suddiviso in fasce d’età, tipo di lavoro, zona di residenza.

Per ottenere questo tipo di pubblico occorre uno studio di settore, ma se stai iniziando puoi fare delle prove e vedere quale tipo di utenti risponde meglio ai tuoi post.

Facciamo un altro esempio. Un avvocato cosa mai potrà scrivere nei suoi post blog? Ebbene, potrebbe scrivere dei post tecnici, sia riferiti a colleghi o comunque esperti del settore, quindi con un determinato tipo di linguaggio, sia a potenziali clienti, dove quindi andrà a spiegare, con un linguaggio semplice e facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori, una determinata procedura, una legge, o come comportarsi in determinate circostanze dal punto di vista legale.

Un altro tipo di articolo che funziona è quello della narrazione di un caso specifico. Restando nell’ambito legale si può spiegare come si è risolto un determinato caso, ovviamente nel pieno rispetto della privacy, raccontandolo in modo narrativo.

Ancora, un tipo di post che funziona è il vademecum, ovvero, “come fare per”. L’avvocato, per esempio, potrà raccontare come fare per chiedere una consulenza per usucapione, o per avere un sostegno economico dall’ex coniuge, e così via.

Come programmare l’uscita dei post blog

Come programmare l’uscita dei post blog

Come abbiamo detto prima, non si può pensare di far uscire i post a random, bisogna programmare. Per fare un calendario efficace occorrerà qualche tempo in modo da studiare bene il proprio target e capire quale sia la frequenza migliore e quali possano essere i giorni di pubblicazione più idonei, così come la fascia oraria.

Una volta stilato il calendario, come consiglia Davide Venturini, consulente SEO e imprenditore sul web, è importante rispettarlo il più possibile, prima di tutto per non confondere gli utenti, e in secondo luogo per non accumulare argomenti.

Caratteristiche di un articolo che funziona

Abbiamo visto i possibili argomenti, la programmazione del calendario, ora non ci resta che capire in che modo strutturare il nostro post blog.

Iniziamo dalla lunghezza. Un post blog non può essere troppo sintetico, non è un post da pubblicare sui social, deve avere una lunghezza tale da consentire di esaurire bene l’argomento. Naturalmente non si deve eccedere, un articolo eccessivamente lungo viene facilmente abbandonato dopo poche righe, a meno che non si sia davvero interessati all’argomento. Non possiamo definire una lunghezza minima o massima, certamente il post deve trovare un’armonia strutturale in base al contenuto.

Un piccolo segreto, oltre a una formattazione ad alta leggibilità, quindi con elenchi puntati, H1 e H2, è quella di inserire delle immagini accattivanti. Non solo, a seconda dell’argomento, invece di spiegare con un muro di parole, si può optare per un’infografica o addirittura un contenuto video.

Insomma, in generale la regola è che si deve testare per capire cosa funzioni e cosa no, magari chiedendo la consulenza di professionisti del settore.

Seo Tools: una guida per sceglierli

Seo Tools: una guida per sceglierli

Per avere dimestichezza con il Digital Marketing è di fondamentale importanza saper gestire la SEO, ovvero il settore che si occupa di migliorare la posizione dei siti web nei risultati organici, cioè non sponsorizzati, prodotti dai motori di ricerca.

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimazation, comprende le strategie volte all’aumento della visibilità di una pagina e mira alla migliore posizione che questa assumerà nelle classifiche dei motori di ricerca.

Per arrivare a questo risultato sono molteplici gli aspetti da attenzionare, come:

  • La struttura del sito,
  • Il codice HTML,
  • I contenuti testuali,
  • La gestione dei link, sia in entrata (ovvero che da altre pagine portano alla tua) che in uscita (dal tuo sito verso altri).

Utilizzare il linguaggio SEO nel modo opportuno significa, prima di tutto, scrivere contenuti di qualità usando le parole chiave che verranno digitate sui motori di ricerca e che rimanderanno ai vari blog.

Il ruolo fondamentale è, appunto, giocato dai motori di ricerca il cui protagonista indiscusso è Google, infatti il suo algoritmo e i suoi aggiornamenti vengono studiati attentamente. In generale un motore di ricerca opera cercando in rete un argomento e grazie ai suoi bot copia sulla sua pagina i link che hanno relazione con le parole chiave ricercate. Successivamente provvede a fare un’indicizzazione del materiale trovato e a metterlo in ordine in base alla pertinenza con la keyword. Tutto questo lavoro – che in realtà viene effettuato in millesimi di secondo – termina con la SERP ovvero con la pagina dei risultati del motore di ricerca.

Esistono diversi strumenti (tools) che aiutano un sito internet in questo processo:

  1. Semrush
  2. Ahrefs
  3. Majestic

Come si evince è indispensabile utilizzarli affinchè il proprio sito possa avere un buon traffico al suo interno e possa occupare delle posizioni rilevanti sui motori di ricerca.

1. Semrush

Semrush è composto da una serie di strumenti che servono a studiare il posizionamento SEO, cioè il risultato migliore che si può ottenere nella serp di un motore di ricerca. Per fare questo, come già detto, si deve attuare una strategia che prevede una sinergia tra link in entrata, menzioni e citazioni.

A detta degli esperti del settore, Semrush, è il migliore strumento SEO per monitorare, aumentare domain authority (approfondisci qui https://www.spider-link.it/domain-authority-cose-e-come-incrementarla/) e migliorare il posizionamento dei siti web, inoltre, possiede un database completo da cui attinge per le ricerche.

Si compone di diverse funzionalità che:

  • rilevano l’andamento del blog, consigliando come ottimizzare la struttura degli articoli;
  • trovano le keyword da scegliere con alto volume di ricerca e poca competitività;
  • indicano i backlink utili per attirare clienti.

Si può provare gratuitamente per sette giorni e con l’abbonamento base è già possibile fare un’analisi del sito ricevendo delle strategie per migliorarlo.

Possiede una sezione per monitorare i social media: collegandoli alla piattaforma si avrà traccia dell’andamento dei follower, della condivisione dei contenuti, dei like e si riceveranno consigli su come migliorarli.

È possibile scegliere tra tre tipi si abbonamento: Pro per freelancer, startuper e addetti al marketing in-house; Guru per piccole e medie imprese e agenzie di marketing in crescita; Business per agenzie, progetti e-commerce e attività con una notevole presenza online. TI consigliamo di dare uno sguardo ai prezzi di SEMrush sul sito abcity.it

3. Ahrefs

Ahrefs è un tool adatto soprattutto a chi ha già dimestichezza con la SEO, infatti viene molto utilizzato dalle web agency. Le sue principali funzionalità sono:

  • Analisi dei backlinks
  • Keyword research
  • Analisi dei contenuti e dei competitors
  • Seo audit
  • Statistiche social e rating
  • Controllo posizionamento organico

La parte fondamentale di questo tool è la funzione Site Explorer grazie alla quale è possibile analizzare un dominio o una specifica URL.

Effettua una dettagliata analisi dei backlink fornendo grafici e report, monitora i competitors e i trend di crescita o decrescita dei dati cercati.

Tra le task secondarie vi è Crawl Report che evidenzia le principali problematiche di crawling, ovvero il processo che seguono i motori di ricerca per raccogliere le informazioni sui siti web.

Si può optare tra quattro formule di abbonamento: Lite, Standard, Avanzato e Agenzia.

3. Majestic

Anche questo tool permette di analizzare keyword e posizionamento del sito, ma è ottimo per quanto riguarda i backlink. Majiestic, infatti, consente di visualizzare i link di siti esterni: effettua un esame dei profili dei competitor trovando i loro link partner e la strategia che usano così da crearne una per il proprio blog conoscendo e sfruttando i rivali.

Esso inoltre:

  • permette di notare la qualità e la quantità dei siti da cui provengono i link inbound; viene anche effettuato un rapporto tra questi due fattori per costatare l’affidabilità.
  • Analizza gli argomenti dei siti web da cui provengono i backlink.
  • Analizza le diverse tipologie di link (redirect, testo, immagini o frame) e se sono attivi o sono stati rimossi.
  • Evidenzia le parole che vengono utilizzate per linkare i contenuti.

Prevede tre tipi di abbonamento che variano a seconda delle esigenze degli utenti: LITE per gli amatori, PRO per i professionisti e API per sviluppatori e agenzie che necessitano un’elevata quantità di dati.

Suggerimenti per la scelta dei ventilatori industriali

Suggerimenti per la scelta dei ventilatori industriali

I ventilatori industriali (qui trovi interessanti approfondimenti https://ventilazionesicura.it/ventilatori-industriali/) sono dispositivi progettati e costruiti appositamente per essere utilizzati in ambiti in cui si svolgono processi di lavorazione e/o produzione.

La peculiarità di queste speciali macchine consiste principalmente nella capacità di trattare grandi flussi d’aria o gas o altri fluidi comprimibili, in alcuni casi anche misti a particelle solide e dalle temperature molto elevate. La potenza del flusso emesso e le funzionalità dei diversi dispositivi possono, comunque, essere anche molto diverse e adattabili alle esigenze dell’impianto all’interno del quale vengono installati.

Tipologie di ventilatori industriali

Con riferimento alla meccanica, i ventilatori industriali si distinguono in due grandi categorie:

  • ventilatori assiali, dotati di ventole ad elica che aspirano l’aria ruotando parallelamente all’albero motore;
  • ventilatori centrifughi, che funzionano sfruttando, appunto, la forza centrifuga prodotta tramite una coclea interna a spirale.

Mentre i ventilatori assiali sono più idonei a spostare grandi volumi di aria o gas, quelli centrifughi sono particolarmente adatti a luoghi nei quali siano presenti fluidi misti a particelle solide e l’aria abbia necessità di essere filtrata.

Oltre che nella funzionalità, le due tipologie di ventilatori industriali sono diverse anche strutturalmente: i ventilatori centrifughi sono più robusti e resistenti, adatti per questo a lavorare a ciclo continuo e in grado di trattare masse d’aria di temperatura anche molto elevata.

Di contro, sono più ingombranti dei ventilatori assiali e necessitano, per la loro installazione, di uno spazio maggiore e di una configurazione apposita del sistema di tubature.

I ventilatori assiali, più leggeri e dall’installazione più semplice ed economica, vengono invece preferiti quando si debba sostanzialmente garantire la sicurezza e la salubrità dell’ambiente di lavoro.

Considerato che ogni settore dell’industria ha esigenze e finalità produttive differenti, la scelta relativa alla tipologia di ventilatore da installare nello stabilimento, dipende appunto da quelle necessità e soprattutto, da quale sia l’esigenza prevalente.

In linea di massima, quando si tratta di aspirare aria pulita, anche di grandi volumi ma in assenza di condizioni di resistenza particolari, è preferibile installare nello stabilimento un ventilatore assiale. Meglio ancora se dotato di eliche ad alto rendimento, che riducono i consumi e, di conseguenza, anche i costi di utilizzo.

Quando invece sussiste l’esigenza di trattare fluidi ad alta concentrazione di particelle solide o dalle temperature molto elevate, sarà più indicato un ventilatore centrifugo. Specialmente se fornito di pale radianti, questa tipologia di dispositivo avrà un rendimento più sicuro, una funzionalità più elevata e una durata maggiore.

In sede di scelta, comunque, specialmente effettuata consultando cataloghi di vendita o visitando siti on line, può non essere facile interpretare correttamente le curve e le formule che spiegano tecnicamente il funzionamento di un ventilatore industriale: è sempre opportuno, dunque, uno scambio puntuale di informazioni tra venditore e acquirente.

In primo luogo perché, tramite una completa conoscenza dei dettagli relativi al prodotto e alle sue dinamiche, il cliente avrà una ragionevole consapevolezza dell’acquisto e quindi di ottenere un prodotto che risponda alle sue reali esigenze.

Inoltre, conoscere con chiarezza e valutare le condizioni di garanzia offerte dal venditore, consente all’acquirente di salvaguardarsi in misura maggiore dai danni, economici e materiali, che possono derivare dal mancato o cattivo funzionamento del dispositivo.

Come sviluppare il tuo digital mindset

Come sviluppare il tuo digital mindset

Ultimamente si sente parlare spesso di Digital Mindset ma in pochi conoscono il vero significato di questa strategia che rappresenta un aspetto fondamentale su cui puntare se si vuole accrescere il potenziale di un’azienda oppure se si stanno cercando nuove opportunità di lavoro.

Cosa si intende per Digital Mindset

Digital Mindset è un termine che è nato successivamente ai cambiamenti avvenuti nell’ambitto sociale a seguito della digitalizzazione e delle rivoluzioni a livello informatico e tecnologico.

Oggi sono cambiate moltissimo le modalità con cui i problemi vengono affrontati e sono aumentati moltissimo gli strumenti a disposizione per risolverli. Ovviamente tale cambiamento ha influito notevolmente sul modo di pensare ed agire degli individui.

Il termine Digital Mindset era stato già utilizzato nelle università intorno al 2013, quando fu Vivienne Benke a dare una precisa definizione di questo concetto. Secondo lei il Digital Mindset comprende esperienze e conoscenze delle persone sviluppati nella società digitale che vengono quindi riconosciute ed utilizzate per ottenere maggiore successo nel settore delle tecnologie.

Capire se si possiede un buon Digital Mindset

Alcuni hanno un amore ed una passione molto forti per la tecnologia e non temono le nuove sfide digitali, mentre altre persone non si sentono propriamente spavaldi nell’utilizzo di strumenti informatici e scelgono magari mezzi più tradizionali e che conoscono meglio per risolvere i propri problemi.

Cerchiamo di capire nel dettaglio le caratteristiche che distinguono un individuo con un proprio Digital Mindset. Il primo tratto distintivo è sicuramente la propensione alle novità che si manifesta attraverso la curiosità nei confronti degli strumenti innovativi offerti dalla tecnologia e dalla voglia di tenersi sempre al passo e aggiornati in merito a tutte quelle che sono le news legate al mondo digitale.

Inoltre, chi possiede il Digital Mindset utilizza la tecnologia per raggiungere traguardi ed obiettivi in vari settori, da quello personale a quello professionale ed ama le sfide che le nuove tecnologie gli pongono davanti.

Il Digital Mindset e le sue aree-chiave

Il concetto di Digital Mindset è molto articolato e complesso ed è opportuno proseguire analizzando il ruolo della componente comportamentale e cognitiva. Quest’ultima a sua volta dipende da integrazione e differenziazione.

La differenziazione rappresenta sostanzialmente la vastità di conoscenze di un determinato individuo in merito alle innovazioni digitali, mentre l’integrazione spiega quanto la conoscenza viene realmente applicata all’interno di contesti di quotidianità.

La componente comportamentale del Digital Mindset viene suddivisa ulteriormente in altre due parti. Una costituita dall’accettazione digitale, l’altra il rifiuto. Ovviamente l’una esclude l’altra. Sostanzialmente, coloro che hanno un buon Digital Mindset ma rifiutano la tecnologia hanno ben chiaro le notizie e le informazioni per capire come agire e comprendere se accettare o no le opportunità offerte dagli strumenti tecnologici.

Chi, invece, non è dotato di un forte Digital Mindset non ha a disposizione queste informazioni e non riuscirà a valutare la miglior soluzione a livello tecnologico o digitale.

In un mercato lavorativo in continua evoluzione, fatto da personale che richiede sempre maggiori competenze da parte dei candidati è fondamentale migliorare il proprio Digital Mindset così da rimanere sempre “sul pezzo” e mostrarsi competitivi agli occhi del personale di selezione.

Iniziando ad ampliare le proprie visioni sul mondo digitale è il primo passo verso lo sviluppo di un Digital Mindset personale, del quale poter usufruire in tutte le occasioni che si presenteranno. Maggiori sono le conoscenze sugli strumenti digitali esistenti, maggiori sono le possibilità di arrivare alla risoluzione di un problema o al raggiungimento di un determinato traguardo.

Come conservare fattura elettronica: Agenzia delle Entrate o professionisti

Come conservare fattura elettronica: Agenzia delle Entrate o professionisti

La fatturazione elettronica è d’obbligo. Una volta però capito come vanno compilate ed emesse queste nuove fatture, e una volta capito come si dematerializzano, può rimanere sempre il dubbio su come vadano conservate, o meglio a chi farle conservare. Ci sono due strade in tal senso. Una prevede di affidarle all’Agenzia delle Entrate, l’altra di avvalersi di professionisti del settore. È quello che vedremo in questa guida su come conservare fattura elettronica (segui i suggerimenti degli esperti di Savino Solution qui) tra Agenzia delle Entrate e professionisti.

Come conservare fattura elettronica: l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate conserva tutti i nostri dati, e le fatture elettroniche non fanno certo eccezione. Quando si invia una fattura del resto, l’Agenzia ne riceve una copia, e la immagazzina nel cosiddetto cassetto fiscale. Quindi, lo ribadiamo, l’Agenzia ha già le nostre fatture elettroniche, sia emesse come ditta, sia ricevute come clienti.

Per legge la documentazione va conservata a disposizione per eventuali controlli per 10 anni. La conservazione di questa documentazione inoltre è gratuita, nel senso che non si deve corrispondere nulla all’Agenzia stessa.

Quindi ci si potrebbe affidare ad essa per la conservazione (anche legale) dei documenti in oggetto. Certo, è una soluzione possibile, ma come ogni cosa ha dei pro e dei contro. Vediamoli.

Pro e contro dell’Agenzia delle Entrate

Come abbiamo detto, la conservazione dei documenti fiscali, in Agenzia delle Entrate è in un certo modo automatica e gratuita. Qui però terminano anche i vantaggi.

Non a caso ci sono state delle obiezioni molto forti sulle metodologie concettuali di conservazione dei documenti. La fatturazione elettronica è un obbligo, e l’Agenzia in questo modo può avere accesso a tutti i nostri dati fiscali e contabili senza sforzi.

Ma cosa dire della sicurezza di questi dati? Chi vigila sulla conservazione effettiva? Chi garantisce che i dati siano sempre giuridicamente validi? Chi assicura che non ci siano perdite di dati o peggio problemi con la privacy? Una stessa comunicazione dell’Agenzia rende molto chiaro questo discorso.

Si legge infatti in un comunicato ripreso da ‘Il Sole 24 ore‘, che l’Agenzia non si ritiene responsabile di fuga di dati o danneggiamento degli stessi, né dello scorretto mantenimento dei documenti a noma di legge. ma come, se questi sono i requisiti fondanti della fatturazione elettronica, come può l’Agenzia delle Entrate non farsene carico? È esattamente per questo motivo che sempre più professionisti e imprenditori si stanno affidando ad esperti nella dematerializzazione e nella conservazione a norma di legge dei documenti.

Pro e contro dei professionisti

A ben vedere, a parte il contro del costo (che per un imprenditore però è un investimento) affidarsi a dei professionisti ha solo dei vantaggi. La conservazione della documentazione con le nuove norme si potrebbe considerare un vero e proprio lavoro.

Un imprenditore sa benissimo quanto tempo si passa a registrare la contabilità, e se questo era vero per la contabilità cartacea, figuriamoci per quella digitale. Per questo ci si affida ai commercialisti e non si tiene la contabilità autonomamente, e per lo stesso motivo è bene affidare la dematerializzazione e la conservazione sostitutiva a chi fa questo per lavoro.

Un imprenditore conosce benissimo il valore di delegare ai suoi collaboratori compiti che non gli appartengono. Anche perché la conservazione sostitutiva non prevede solo la conservazione di una fattura, ma di tutto un fascicolo che ha portato all’emissione di quella fattura. O si fa l’imprenditore, o si bada alla contabilità, e la scelta in questo senso è facile.

Come attirare nuovi clienti in negozio: elementi per una strategia efficace

Come attirare nuovi clienti

Sei titolare di una piccola attività locale e stai cercando di capire come attirare nuovi clienti, evitando di fare un buco nell’acqua? Vorresti adottare delle misure offline, valorizzando il tuo punto vendita ma sei incuriosito anche dal mondo online? Su internet hai investito poco, dotandoti del minimo indispensabile come la pagina Facebook e di un sito web? Che tu voglia privilegiare un canale piuttosto che l’altro, la parola chiave da cui devi partire è strategia. Non esiste un metodo univoco, universale e vincente applicabile a tutti i settori di produzione o servizi. Le persone acquistano secondo modalità diverse un prodotto, a seconda del settore di riferimento.

Ciò che ti tornerà utile è elaborare la strategia che meglio si adatti al settore in cui operi. Ma iniziamo con ordine: conosci il tuo cliente?

L’identikit offline del cliente: chi acquista nel mio negozio?

I negozi fisici che sanno come promuovere il proprio marchio possono attirare curiosità e offrire diverse opzioni su come aumentare la clientela. Nell’attuale atmosfera di vendita al dettaglio, la vendita online potrebbe sembrare l’opzione più redditizia e conveniente, ma con le giuste idee promozionali per i retail in malta e mattoni, i commercianti sono in grado di avere successo esattamente come le loro controparti online. In realtà promuovere un negozio fisico, implementando la rete di acquirenti e facendolo diventare una realtà locale e nazionale consolidata, offre un vantaggio notevole a tutta la comunità, essendo questa una sede di un gruppo il quale è in grado di connettersi con i loro clienti e fornire costantemente un’ottima esperienza umana, prima che professionale.
Perché è importante conoscere il tuo cliente? La risposta è abbastanza intuitiva ma è indispensabile averla stampata a mente per procedere nell’elaborazione di una buona strategia. Il tuo negozio è un punto fisico di scambio commerciale ma anche di relazioni. Avere contatto diretto con la tua clientela è un grande punto a tuo favore per definire il tuo target. Quali sono gli interessi del mio “cliente tipo”? Che età ha? Che professione svolge? Rispondi dettagliatamente a questi primi quesiti servendoti di interviste, sondaggi o questionari. Se hai un reparto commerciale, saprà meglio rispondere alla tua indagine, avendo contatto diretto con il cliente.

Se hai risposto al primo punto, puoi servirti di tools ulteriori online per affinare la raccolta delle informazioni già in tuo possesso. Come gli Insights di Facebook o le analitiche di Google Analytics. In che fascia d’età rientra il pubblico che visita il mio sito web o la mia pagina Facebook?

Organizzazione eventi, corsi e aree riservate: cosa fare offline

Definito il target del tuo prodotto, potrai pensare di organizzare degli eventi ad hoc che rispondano ai loro bisogni, interessi e desideri, non solo per i tuoi clienti già acquisiti ma anche per quelli potenziali che semplicemente non hanno ancora conosciuto direttamente il tuo prodotto.

Questi eventi nei negozi possono essere effettuati attraverso l’organizzazione di un corso periodico o di un workshop senza una periodicità scandita. In entrambe le occasioni raccogli materiale fotografico, per testimoniare tramite i tuoi social come Facebook o Instagram l’evento, ringraziando i partecipanti e mostrandoti attento e aperto alle loro recensioni perché per te l’opinione del tuo cliente è importante.

Non prestare attenzione alle recensioni negative può innescare un passaparola che potrebbe allontanare il tuo potenziale cliente nella fase di raccolta di informazioni sul tuo prodotto, piuttosto contatta in privato questi “haters” e chiedi loro cosa non hanno gradito nella formulazione del prodotto o dell’evento, invitandoli a partecipare al prossimo appuntamento con uno sconto su un tuo servizio; questo ti farà apparire come davvero interessato ai bisogno dei clienti e genererà delle idee di marketing per il tuo negozio a partire proprio dai feedback degli utenti. 

Tra le idee per vendere i prodotti più valide vi è quella di riservare un’area del tuo negozio a delle esigenze specifiche della clientela, come potrebbe essere un angolo allattamento in un negozio di articoli prima infanzia. In questo modo risponderai ad un’esigenza specifica di una mamma che ancora non ti conosce direttamente e magari in quel momento ha proprio quella necessità, entrando nel tuo negozio ed entrando in contatto con la tua attività.

Un altro suggerimento riconducibile ad uno dei sei principi della comunicazione persuasiva è la “scarsità”. Pensa ad un’”Offerta del giorno”: promuovi un’offerta per i primi nuovi clienti in un arco temporale ben definito poiché le persone sono maggiormente motivate all’acquisto davanti al timore di una perdita.

Se sei offline, devi essere online: ottimizzazione motori di ricerca

Partiamo da un semplice presupposto. Le persone che cercano un prodotto o una soluzione ad un loro problema in maniera più o meno urgente, consultano l’oracolo degli oracoli: Google. Quello che devi fare è chiederti come gli utenti del web ti cercano o potrebbero cercarti e ottimizzare la tua posizione nei motori di ricerca attraverso un’ attenta e costante analisi delle keywords del tuo settore di riferimento, adottando strumenti ad hoc tra cui Google Adwords.

Se hai un’attività locale, un altro strumento indispensabile (come suggeriscono gli esperti della web agency Bordercross) è Google MyBusiness, il quale consente di comparire nelle ricerche dettagliate con sito web, mappa, orari e informazioni di contatto, oltre alle recensioni. È importante che sia chiaro a chi vi cerca, dove siete, come raggiungervi e come contattarvi. Altrimenti, la cattiva recensione è più che probabile.

Il metodo Blue Ocean: inventa un tuo segmento di mercato e rendi necessario il superfluo

Una delle leggi di base del marketing degli ultimi anni è basato sul metodo del Blue Ocean, ovvero quello di vendere un bisogno ad una persona, che ignorava di avere. L’esempio classico è l’avvento degli smartphone, chi pensava – dieci anni fa – di aver bisogno di un dispositivo che telefonasse, fotografasse, navigasse su internet? Nessuno. Eppure oggi nessuno ne può più fare a meno. Dunque la pubblicità del tuo negozio online dovrebbe concentrarsi più sul bisogno che un cliente ha di quel prodotto e/o servizio, che sul prodotto stesso. Convincere qualcuno di avere bisogno di qualcosa, è il metodo più rapido per arrivare al suo acquisto, piuttosto che elencare tutte le sue peculiarità. Tra le idee pubblicitarie per negozi più efficienti troviamo tutte le campagne nate dal principio del Blue Ocean.

Immagini a portata di pin: spillette personalizzate per tutti i gusti!

Immagini a portata di pin: spillette personalizzate per tutti i gusti!

Coloratissime, con belle immagini, simpatici disegni o con impressi dei loghi, le spillette personalizzate (ecco le varianti di Professional Pins) – conosciute anche con il termine inglese “pin” – sono delle decorazioni gioiello appositamente studiate per poter essere agganciate sui propri abiti, o su altri tipi di elementi fatti in tessuto.

Generalmente realizzate in metallo, possono anche essere prodotte con materiali preziosi e lavorate a mano. Le più moderne sono certamente quelle con sù impresso un’immagine digitale: ne esistono di svariate tipologie e dimensioni, a seconda di cosa devono rappresentare. Lo sapevate che potete creare, anche voi, le vostre spillette personalizzate? Scopriamo insieme come!

Perché creare le proprie spillette personalizzate

Possono esserci diversi utilizzi e motivi del perché si possa pensare di creare delle spillette: primo fra tutti, per incrementare e sponsorizzare il proprio merchandising, creando prodotti ideali per il marketing promozionale; le spille personalizzate, infatti, potranno essere dei veri e propri gadget pubblicitari del marchio che vorrete sponsorizzare.

Le spillette personalizzate sono utilizzate molto soprattutto dalle aziende e dalle associazioni che vogliono creare dei gadget accattivanti, facendosi ricordare! Ma queste non sono solamente adibite agli ambiti di marketing pubblicitario: infatti, moltissimi privati decidono di crearsi le proprie per fare dei simpatici regali, o semplicemente per far circolare dei disegni a loro cari, o per creare dei piccoli ricordi di eventi e momenti importanti.

L’importanza delle spillette personalizzate per le aziende e per i privati

Che l’utilizzo finale sia per i privati, oppure per le aziende, il loro utilizzo sarà utile e creativo in entrambi i casi. Per le aziende, oppure le associazioni, sarà un modo creativo per poter far circolare il proprio nome, i propri servizi, e promuovere determinati eventi: è un modo originale che certamente vi farà ricordare ai vostri clienti, ma soprattutto è una pubblicità assolutamente economica che circolerà senza sforzo! Invece, per quanto riguarda i privati, principalmente saranno utilizzate per personalizzare feste, come ad esempio i matrimoni, i compleanni oppure i battesimi: i vostri ospiti non solo vi ricorderanno, ma avranno loro stessi un ricordo dell’evento a cui si è partecipato. L’utilizzo, dunque, delle spillette è assolutamente unico, originale ed economico!

Le spillette personalizzate: come crearle

Attraverso appositi siti disponibili sul web, avrete l’opportunità di poter creare le vostre spille, potendo dare sfogo alla vostra creatività! Infatti, vi basterà accedere per poter subito cominciare a scegliere la tipologia di spilletta che vorrete creare: generalmente, le spillette hanno sia la parte anteriore, che il retro, in metallo, e la stampa impressa verrà realizzata in digitale, ad alta risoluzione. Oltretutto, la carta su cui verrà impressa l’immagine digitale è anche amica dell’ambiente: infatti, è 100% carta riciclata!

vrete l’occasione di scegliere tra le classiche spille rotonde, le spille quadrati, oppure le più inusuali spille ovali. Ma non solo: potrete anche rendere ulteriormente personalizzata la vostra spilletta scegliendo i modelli a spilla apribottiglia, oppure la spilla a specchio (ideale da tenere in borsetta!). Potrete anche scegliere i vari livelli di plastificazione e finitura, per rendere il vostro prodotto ancora più unico: avrete l’opportunità di scegliere tra rifiniture opache, o lucide, e avere pieno potere di scelta sui colori da utilizzare – anche per i metalli! Una volta caricata l’immagine desiderata, e scelto il quantitativo di spillette da ordinare, il gioco è fatto: riceverete, comodamente a casa, il vostro pacchetto. Non vi resterà altro che cominciare ad utilizzare, e regalarle!

Cosa sapere sulle grondaie a Roma

Cosa sapere sulle grondaie a Roma

La corretta scelta del tipo di grondaie da installare è importante per l’intero sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche dell’edificio: per assicurarsi di prendere delle decisioni opportunamente ponderate per le grondaie a Roma (richiedi il supporto di Opera Lattoneria), occorre rivolgersi ad uffici tecnici specializzati che sanno modificare le progettualità esistenti in base alle esigenze personalizzabili della clientela della zona.

A quale compiti adempie una grondaia?

Una grondaia, in generale, deve adempiere ai compiti di raccogliere e smistare le acque meteoriche in favore di un percorso di smaltimento per le stesse.

Affinché quest’operazione sia efficace in ogni suo punto, la grondaia deve avere alcune caratteristiche importanti: il materiale di costruzione della stessa deve essere abbastanza resistente da sottostare ai cambiamenti degli agenti atmosferici; il fissaggio e l’installazione della grondaia deve essere effettuato con perizia, perché una disattenzione in tal senso potrebbe creare un collasso dell’intero sistema di convogliamento acque; devono essere presenti dei dislivelli della grondaia in modo da canalizzare l’aqua meteorica nella zona dello sfogo, senza però mettere in luce evidenti problemi estetici che potrebbero essere poco gradevoli; gli sfoghi dove convergono le acque devono essere collegati a raccordi verticali, che slittano il liquido nella zona indicata.

L’intero sistema della grondaia deve essere ottimizzato da raccordi in grado di sostenere la caduta secondo gravità dell’acqua in questione, anche nel caso in cui essa fosse pervasa da una grande potenza.

Perché bisogna adattare il tipo di grondaia al luogo dove viene installata?

Affinché sia ottimizzato il compito di questo sistema che può apparire semplice, ma non lo è del tutto, si devono utilizzare materiali consoni a seconda del posizionamento dell’edificio rispetto a certi elementi: un edifico posto in una zona di mare, che sarebbe facilmente aggredibile dalla salsedine, avrà una grondaia composta da un materiale diverso rispetto allo stesso se fosse stato collocato in centro città.

La grondaia in rame, ad esempio, è particolarmente resistente e duratura nel tempo, ed ha un migliore impatto estetico sull’edificio. La manutenzione di questo tipo di grondaia è minima: non ha bisogno, infatti, di regolari verniciature che sono obbligatorie in altri casi.

La grondaia in alluminio, personalizzabile nel colore per mezzo di un’apposita verniciatura, ha una resistenza stimata fino a 30 anni ed un costo minore rispetto alla versione in rame; non si arrugginisce nonostante sia esposta agli agenti atmosferici e non si corrode.

In conclusione

Per la scelta del tipo di grondaia e per la sua istallazione occorre contattare professionisti del settore che siano in grado di personalizzare queste due importanti fasi ad ogni bisogno.

Una grondaia perfettamente assemblata, infatti, diventa completamente performante ed evita fastidiosi problemi legati al cattivi smistamento delle acque meteoriche, le cui conseguenze sono rappresentate da infiltrazioni all’interno dell’edificio, che ne inficiano la stabilità.

Anche a Roma è possibile avvalersi di questi servizi professionali ed ottenere la grondaia giusta per ogni edificio.

Nuova carta di circolazione: cosa cambia nel processo di demolizione?

Nuova carta di circolazione: cosa cambia nel processo di demolizione?

La proposta per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione M.A. Madia è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nel 2017, precisamente a novembre. Il DUC, il nuovo documento unico di circolazione, è stato introdotto in Italia dal 1° gennaio 2020, poiché solo allora è entrato in vigore il decreto legge n. 98/2017 che istituisce la nuova carta di circolazione per i veicoli (per le nuove immatricolazioni e i passaggi di proprietà), esclusi i ciclomotori e i minicar.

Documento unico: che cos’è?

Il DUC è un documento che unisce il libretto di circolazione emesso dalla Motorizzazione civile e il certificato di proprietà rilasciato dall’ACI. Questa nuova carta di circolazione è redatta secondo il modello europeo (sancito dalla direttiva 1999/37/CE) e attesta contemporaneamente le caratteristiche e le proprietà della vettura. Il decreto n. 98 del 2017 rappresenta un’importante innovazione per i veicoli (auto, moto e rimorchi). Per microcar e ciclomotori invece non ci sono cambiamenti derivanti da questa disposizione. Tutti i documenti rilasciati prima dell’entrata in vigore del decreto continuano a essere validi finché non ci sarà un cambio di proprietario o non ci sarà la necessità di ottenere una carta di circolazione aggiornata.

Nuovo libretto di circolazione: cosa comporta?

L’entrata in vigore di questo cambiamento comporta varie conseguenze. Prima tra tutte la variazione dei costi nell’acquisto di una vettura.

Documento unico per l’auto: vantaggi economici

Un automobilista, nel caso in cui decida di acquistare un nuovo veicolo, è tenuto a pagare prima di tutto 27 euro al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per l’iscrizione al registro nazionale della vettura e per il rilascio della CdP (Certificatificazione di Proprietà). Il soggetto deve poi prevedere il costo di 32 euro per i due bolli. Inoltre all’acquisto di un nuovo veicolo, l’automobilista deve anche pagare 9 euro al Ministero delle Infrastrutture. Il totale quindi ammonta a 68 euro.

Con il documento unico per l’auto il costo di 32 euro per i bolli viene eliminato, e quello di 27 euro (da pagare al PRA) scende a 20. In sostanza l’automobilista risparmia 39 euro.

Nuovo carta di circolazione: vantaggi pratici

I vantaggi pratici che derivano dall’entrata in vigore del decreto n. 98/2017, valgono sia per lo stato che per il cittadino. Il processo burocratico meno elaborato, oltre che a ridurre i prezzi come già detto in precedenza, comporta anche dei tempi più brevi. La stessa prassi per la radiazione della vettura è particolarmente semplificata. Se prima l’ACI doveva trasmettere la comunicazione al PRA, che poi doveva provvedere alla radiazione e alla comunicazione alla Motorizzazione, che infine si impegnava nel ritiro di libretto e targhe, con il DUC il procedimento si accorcia di molto: la radiazione viene completata con la sola comunicazione alla Motorizzazione Civile da parte dell’ACI.

Nuovo libretto di circolazione e la rottamazione

Come demolire l’auto? Lo abbiamo chiesto ai tecnici di Autodemolizionebologna.it: serve un iter particolare perché la rottamazione di una vettura sia valida legalmente: questo procedimento consente di demolire il veicolo e cancellarlo dal PRA per sempre, per non dover pagare il bollo negli anni successivi.

Prima di rottamare bisogna informarsi sulla procedura giusta e sul centro scelto: è autorizzato dalla regione? Svolge la cancellazione al PRA? In ogni caso, per demolire l’auto è necessario consegnare due documenti in particolare (oltre che le targhe): la carta di circolazione e il certificato di proprietà.

Le procedure burocratiche necessarie alla rottamazione quindi vengono semplificate. Prima di tutto i tempi di radiazione dell’auto (cancellazione al PRA) si accorciano di molto (come detto nei paragrafi precedenti) e, dal momento in cui il libretto e la certificazione di proprietà sono uniti nel DUC, basta consegnare solo quello. In altre parole si abbreviano i tempi per la demolizione e si facilita la vita di tutti: quella dell’automobilista, quella dell’autodemolitore e quella dei vari ruoli burocratici.

Come eliminare le termiti: le caratteristiche di questo insetto

Come eliminare le termiti: le caratteristiche di questo insetto

Se avete trovato, con vostro estremo disappunto, degli insetti simili a delle termiti in casa vostra, sappiate che potrebbero essere delle termiti. Le termiti e le formiche sono insetti che si somigliano molto e una persona poco esperta potrebbe riuscire difficilmente a distinguerli.

Grazie a questi consigli potrete riuscire a riconoscerle in autonomia. Successivamente, una volta constatata la loro presenza, vi spiegheremo come eliminare le termiti (scopri i trucchi suggeriti da Gli Specialisti della Disinfestazione) da casa vostra.

Termiti: caratteristiche di questo insetto

Per eliminare le termiti, vi occorre sapere innanzitutto come distinguerle. In primo luogo, la differenza sostanziale tra termiti e formiche è che le prime sono insetti xilofogi, ovvero che si cibano di legno. Le formiche, diversamente, si nutrono principalmente di resti di alimenti, come ad esempio le briciole. Le termiti, nonostante risultino indubbiamente fastidiose, non portano malattie e non causano particolari danni in casa.

Le termiti, le quali come già detto si cibano di legno, scavano in questo materiale fino a svuotarlo: un guaio da non sottovalutare. Infatti, questi insetti sono difficili da individuare perché si rifugiano al riparo dentro il legno.

Stanno al buio, evitando categoricamente la luce: spesso, ci si rende conto di un’infestazione di termiti quando ormai è troppo tardi e il legno è stato totalmente danneggiato. Proprio per questo, le termiti hanno un effetto potenzialmente devastante. Altri utili consigli su come capire di avere termiti in casa consistono nell’osservare attentamente il loro aspetto.

Le larve di termiti sono bianche: in questa fase si nutrono del legno. Successivamente diventano nere e sono dotate di ali. Il loro corpo è unico: non presentano né testa, né addome, contrariamente alle formiche, di cui possiamo subito notare la grandezza della testa e dell’addome, rispetto al torace che è più piccolo. Le termiti hanno antenne dritte e due paia di ali uguali e molto lunghe, dalla forma stretta e ripiegata.

Liberarsi delle termiti in maniera definitiva

Dopo aver compreso come riconoscere correttamente una termite, è il momento di capire come eliminare questi insetti. Un errore che spesso si commette è quello di spruzzare degli insetticidi chimici, pensando di risolvere il problema: in questo modo, eliminerete solo gli insetti presenti in quel momento e si tratterà di una soluzione puramente temporanea.

Infatti, sia le termiti sia le formiche hanno il loro nido lontano dal luogo in cui vanno a recuperare il cibo necessario al sostentamento. L’utilizzo a sproposito di prodotti chimici potrebbe, inoltre, nuocere a te e agli altri membri della famiglia.

La scelta più giusta per eliminare in maniera definitiva le termiti è rivolgersi a degli specialisti di disinfestazione nella tua zona, che sapranno consigliarti come operare in maniera sicura ed efficace. Rivolgersi a degli esperti è la cosa più pratica da fare anche se non si è riusciti a capire qual è l’insetto che sta infestando la vostra casa.