Autore: Melinda Cruz

Come conservare fattura elettronica: Agenzia delle Entrate o professionisti

Come conservare fattura elettronica: Agenzia delle Entrate o professionisti

La fatturazione elettronica è d’obbligo. Una volta però capito come vanno compilate ed emesse queste nuove fatture, e una volta capito come si dematerializzano, può rimanere sempre il dubbio su come vadano conservate, o meglio a chi farle conservare. Ci sono due strade in tal senso. Una prevede di affidarle all’Agenzia delle Entrate, l’altra di avvalersi di professionisti del settore. È quello che vedremo in questa guida su come conservare fattura elettronica (segui i suggerimenti degli esperti di Savino Solution qui) tra Agenzia delle Entrate e professionisti.

Come conservare fattura elettronica: l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate conserva tutti i nostri dati, e le fatture elettroniche non fanno certo eccezione. Quando si invia una fattura del resto, l’Agenzia ne riceve una copia, e la immagazzina nel cosiddetto cassetto fiscale. Quindi, lo ribadiamo, l’Agenzia ha già le nostre fatture elettroniche, sia emesse come ditta, sia ricevute come clienti.

Per legge la documentazione va conservata a disposizione per eventuali controlli per 10 anni. La conservazione di questa documentazione inoltre è gratuita, nel senso che non si deve corrispondere nulla all’Agenzia stessa.

Quindi ci si potrebbe affidare ad essa per la conservazione (anche legale) dei documenti in oggetto. Certo, è una soluzione possibile, ma come ogni cosa ha dei pro e dei contro. Vediamoli.

Pro e contro dell’Agenzia delle Entrate

Come abbiamo detto, la conservazione dei documenti fiscali, in Agenzia delle Entrate è in un certo modo automatica e gratuita. Qui però terminano anche i vantaggi.

Non a caso ci sono state delle obiezioni molto forti sulle metodologie concettuali di conservazione dei documenti. La fatturazione elettronica è un obbligo, e l’Agenzia in questo modo può avere accesso a tutti i nostri dati fiscali e contabili senza sforzi.

Ma cosa dire della sicurezza di questi dati? Chi vigila sulla conservazione effettiva? Chi garantisce che i dati siano sempre giuridicamente validi? Chi assicura che non ci siano perdite di dati o peggio problemi con la privacy? Una stessa comunicazione dell’Agenzia rende molto chiaro questo discorso.

Si legge infatti in un comunicato ripreso da ‘Il Sole 24 ore‘, che l’Agenzia non si ritiene responsabile di fuga di dati o danneggiamento degli stessi, né dello scorretto mantenimento dei documenti a noma di legge. ma come, se questi sono i requisiti fondanti della fatturazione elettronica, come può l’Agenzia delle Entrate non farsene carico? È esattamente per questo motivo che sempre più professionisti e imprenditori si stanno affidando ad esperti nella dematerializzazione e nella conservazione a norma di legge dei documenti.

Pro e contro dei professionisti

A ben vedere, a parte il contro del costo (che per un imprenditore però è un investimento) affidarsi a dei professionisti ha solo dei vantaggi. La conservazione della documentazione con le nuove norme si potrebbe considerare un vero e proprio lavoro.

Un imprenditore sa benissimo quanto tempo si passa a registrare la contabilità, e se questo era vero per la contabilità cartacea, figuriamoci per quella digitale. Per questo ci si affida ai commercialisti e non si tiene la contabilità autonomamente, e per lo stesso motivo è bene affidare la dematerializzazione e la conservazione sostitutiva a chi fa questo per lavoro.

Un imprenditore conosce benissimo il valore di delegare ai suoi collaboratori compiti che non gli appartengono. Anche perché la conservazione sostitutiva non prevede solo la conservazione di una fattura, ma di tutto un fascicolo che ha portato all’emissione di quella fattura. O si fa l’imprenditore, o si bada alla contabilità, e la scelta in questo senso è facile.

Come attirare nuovi clienti in negozio: elementi per una strategia efficace

Come attirare nuovi clienti

Sei titolare di una piccola attività locale e stai cercando di capire come attirare nuovi clienti, evitando di fare un buco nell’acqua? Vorresti adottare delle misure offline, valorizzando il tuo punto vendita ma sei incuriosito anche dal mondo online? Su internet hai investito poco, dotandoti del minimo indispensabile come la pagina Facebook e di un sito web? Che tu voglia privilegiare un canale piuttosto che l’altro, la parola chiave da cui devi partire è strategia. Non esiste un metodo univoco, universale e vincente applicabile a tutti i settori di produzione o servizi. Le persone acquistano secondo modalità diverse un prodotto, a seconda del settore di riferimento.

Ciò che ti tornerà utile è elaborare la strategia che meglio si adatti al settore in cui operi. Ma iniziamo con ordine: conosci il tuo cliente?

L’identikit offline del cliente: chi acquista nel mio negozio?

Perché è importante conoscere il tuo cliente? La risposta è abbastanza intuitiva ma è indispensabile averla stampata a mente per procedere nell’elaborazione di una buona strategia.
Il tuo negozio è un punto fisico di scambio commerciale ma anche di relazioni. Avere contatto diretto con la tua clientela è un grande punto a tuo favore per definire il tuo target. Quali sono gli interessi del mio “cliente tipo”? Che età ha? Che professione svolge? Rispondi dettagliatamente a questi primi quesiti servendoti di interviste, sondaggi o questionari. Se hai un reparto commerciale, saprà meglio rispondere alla tua indagine, avendo contatto diretto con il cliente.

Se hai risposto al primo punto, puoi servirti di tools ulteriori online per affinare la raccolta delle informazioni già in tuo possesso. Come gli Insights di Facebook o le analitiche di Google Analytics. In che fascia d’età rientra il pubblico che visita il mio sito web o la mia pagina Facebook?

Organizzazione eventi, corsi e aree riservate: cosa fare offline

Definito il target del tuo prodotto, potrai pensare di organizzare degli eventi ad hoc che rispondano ai loro bisogni, interessi e desideri, non solo per i tuoi clienti già acquisiti ma anche per quelli potenziali che semplicemente non hanno ancora conosciuto direttamente il tuo prodotto.

Può trattarsi di un corso periodico o di un workshop senza una periodicità scandita. In entrambe le occasioni raccogli materiale fotografico, per testimoniare tramite i tuoi social come Facebook o Instagramm l’evento, ringraziando i partecipanti e mostrandoti attento e aperto alle loro recensioni perché per te l’opinione del tuo cliente è importante.

Non prestare attenzione alle recensioni negative può innescare un passaparola che potrebbe allontanare il tuo potenziale cliente nella fase di raccolta di informazioni sul tuo prodotto.

Un’altra idea è riservare un’area del tuo negozio a delle esigenze specifiche della clientela, come potrebbe essere un angolo allattamento in un negozio di articoli prima infanzia. In questo modo risponderai ad un’esigenza specifica di una mamma che ancora non ti conosce direttamente e magari in quel momento ha proprio quella necessità, entrando nel tuo negozio ed entrando in contatto con la tua attività.

Un altro suggerimento riconducibile ad uno dei sei principi della comunicazione persuasiva è la “scarsità”. Pensa ad un’”Offerta del giorno”: promuovi un’offerta per i primi nuovi clienti in un arco temporale ben definito poiché le persone sono maggiormente motivate all’acquisto davanti al timore di una perdita.

Se sei offline, devi essere online: ottimizzazione motori di ricerca

Partiamo da un semplice presupposto. Le persone che cercano un prodotto o una soluzione ad un loro problema in maniera più o meno urgente, consultano l’oracolo degli oracoli: Google. Quello che devi fare è chiederti come gli utenti del web ti cercano o potrebbero cercarti e ottimizzare la tua posizione nei motori di ricerca attraverso un’ attenta e costante analisi delle keywords del tuo settore di riferimento, adottando strumenti ad hoc tra cui Google Adwords.

Se hai un’attività locale, un altro strumento indispensabile (come suggeriscono gli esperti della web agency Bordercross) è Google MyBusiness, il quale consente di comparire nelle ricerche dettagliate con sito web, mappa, orari e informazioni di contatto, oltre alle recensioni. È importante che sia chiaro a chi vi cerca, dove siete, come raggiungervi e come contattarvi. Altrimenti, la cattiva recensione è più che probabile.

Immagini a portata di pin: spillette personalizzate per tutti i gusti!

Immagini a portata di pin: spillette personalizzate per tutti i gusti!

Coloratissime, con belle immagini, simpatici disegni o con impressi dei loghi, le spillette personalizzate (ecco le varianti di Professional Pins) – conosciute anche con il termine inglese “pin” – sono delle decorazioni gioiello appositamente studiate per poter essere agganciate sui propri abiti, o su altri tipi di elementi fatti in tessuto.

Generalmente realizzate in metallo, possono anche essere prodotte con materiali preziosi e lavorate a mano. Le più moderne sono certamente quelle con sù impresso un’immagine digitale: ne esistono di svariate tipologie e dimensioni, a seconda di cosa devono rappresentare. Lo sapevate che potete creare, anche voi, le vostre spillette personalizzate? Scopriamo insieme come!

Perché creare le proprie spillette personalizzate

Possono esserci diversi utilizzi e motivi del perché si possa pensare di creare delle spillette: primo fra tutti, per incrementare e sponsorizzare il proprio merchandising, creando prodotti ideali per il marketing promozionale; le spille personalizzate, infatti, potranno essere dei veri e propri gadget pubblicitari del marchio che vorrete sponsorizzare.

Le spillette personalizzate sono utilizzate molto soprattutto dalle aziende e dalle associazioni che vogliono creare dei gadget accattivanti, facendosi ricordare! Ma queste non sono solamente adibite agli ambiti di marketing pubblicitario: infatti, moltissimi privati decidono di crearsi le proprie per fare dei simpatici regali, o semplicemente per far circolare dei disegni a loro cari, o per creare dei piccoli ricordi di eventi e momenti importanti.

L’importanza delle spillette personalizzate per le aziende e per i privati

Che l’utilizzo finale sia per i privati, oppure per le aziende, il loro utilizzo sarà utile e creativo in entrambi i casi. Per le aziende, oppure le associazioni, sarà un modo creativo per poter far circolare il proprio nome, i propri servizi, e promuovere determinati eventi: è un modo originale che certamente vi farà ricordare ai vostri clienti, ma soprattutto è una pubblicità assolutamente economica che circolerà senza sforzo! Invece, per quanto riguarda i privati, principalmente saranno utilizzate per personalizzare feste, come ad esempio i matrimoni, i compleanni oppure i battesimi: i vostri ospiti non solo vi ricorderanno, ma avranno loro stessi un ricordo dell’evento a cui si è partecipato. L’utilizzo, dunque, delle spillette è assolutamente unico, originale ed economico!

Le spillette personalizzate: come crearle

Attraverso appositi siti disponibili sul web, avrete l’opportunità di poter creare le vostre spille, potendo dare sfogo alla vostra creatività! Infatti, vi basterà accedere per poter subito cominciare a scegliere la tipologia di spilletta che vorrete creare: generalmente, le spillette hanno sia la parte anteriore, che il retro, in metallo, e la stampa impressa verrà realizzata in digitale, ad alta risoluzione. Oltretutto, la carta su cui verrà impressa l’immagine digitale è anche amica dell’ambiente: infatti, è 100% carta riciclata!

vrete l’occasione di scegliere tra le classiche spille rotonde, le spille quadrati, oppure le più inusuali spille ovali. Ma non solo: potrete anche rendere ulteriormente personalizzata la vostra spilletta scegliendo i modelli a spilla apribottiglia, oppure la spilla a specchio (ideale da tenere in borsetta!). Potrete anche scegliere i vari livelli di plastificazione e finitura, per rendere il vostro prodotto ancora più unico: avrete l’opportunità di scegliere tra rifiniture opache, o lucide, e avere pieno potere di scelta sui colori da utilizzare – anche per i metalli! Una volta caricata l’immagine desiderata, e scelto il quantitativo di spillette da ordinare, il gioco è fatto: riceverete, comodamente a casa, il vostro pacchetto. Non vi resterà altro che cominciare ad utilizzare, e regalarle!

Cosa sapere sulle grondaie a Roma

Cosa sapere sulle grondaie a Roma

La corretta scelta del tipo di grondaie da installare è importante per l’intero sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche dell’edificio: per assicurarsi di prendere delle decisioni opportunamente ponderate per le grondaie a Roma (richiedi il supporto di Opera Lattoneria), occorre rivolgersi ad uffici tecnici specializzati che sanno modificare le progettualità esistenti in base alle esigenze personalizzabili della clientela della zona.

A quale compiti adempie una grondaia?

Una grondaia, in generale, deve adempiere ai compiti di raccogliere e smistare le acque meteoriche in favore di un percorso di smaltimento per le stesse.

Affinché quest’operazione sia efficace in ogni suo punto, la grondaia deve avere alcune caratteristiche importanti: il materiale di costruzione della stessa deve essere abbastanza resistente da sottostare ai cambiamenti degli agenti atmosferici; il fissaggio e l’installazione della grondaia deve essere effettuato con perizia, perché una disattenzione in tal senso potrebbe creare un collasso dell’intero sistema di convogliamento acque; devono essere presenti dei dislivelli della grondaia in modo da canalizzare l’aqua meteorica nella zona dello sfogo, senza però mettere in luce evidenti problemi estetici che potrebbero essere poco gradevoli; gli sfoghi dove convergono le acque devono essere collegati a raccordi verticali, che slittano il liquido nella zona indicata.

L’intero sistema della grondaia deve essere ottimizzato da raccordi in grado di sostenere la caduta secondo gravità dell’acqua in questione, anche nel caso in cui essa fosse pervasa da una grande potenza.

Perché bisogna adattare il tipo di grondaia al luogo dove viene installata?

Affinché sia ottimizzato il compito di questo sistema che può apparire semplice, ma non lo è del tutto, si devono utilizzare materiali consoni a seconda del posizionamento dell’edificio rispetto a certi elementi: un edifico posto in una zona di mare, che sarebbe facilmente aggredibile dalla salsedine, avrà una grondaia composta da un materiale diverso rispetto allo stesso se fosse stato collocato in centro città.

La grondaia in rame, ad esempio, è particolarmente resistente e duratura nel tempo, ed ha un migliore impatto estetico sull’edificio. La manutenzione di questo tipo di grondaia è minima: non ha bisogno, infatti, di regolari verniciature che sono obbligatorie in altri casi.

La grondaia in alluminio, personalizzabile nel colore per mezzo di un’apposita verniciatura, ha una resistenza stimata fino a 30 anni ed un costo minore rispetto alla versione in rame; non si arrugginisce nonostante sia esposta agli agenti atmosferici e non si corrode.

In conclusione

Per la scelta del tipo di grondaia e per la sua istallazione occorre contattare professionisti del settore che siano in grado di personalizzare queste due importanti fasi ad ogni bisogno.

Una grondaia perfettamente assemblata, infatti, diventa completamente performante ed evita fastidiosi problemi legati al cattivi smistamento delle acque meteoriche, le cui conseguenze sono rappresentate da infiltrazioni all’interno dell’edificio, che ne inficiano la stabilità.

Anche a Roma è possibile avvalersi di questi servizi professionali ed ottenere la grondaia giusta per ogni edificio.

Nuova carta di circolazione: cosa cambia nel processo di demolizione?

Nuova carta di circolazione: cosa cambia nel processo di demolizione?

La proposta per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione M.A. Madia è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nel 2017, precisamente a novembre. Il DUC, il nuovo documento unico di circolazione, è stato introdotto in Italia dal 1° gennaio 2020, poiché solo allora è entrato in vigore il decreto legge n. 98/2017 che istituisce la nuova carta di circolazione per i veicoli (per le nuove immatricolazioni e i passaggi di proprietà), esclusi i ciclomotori e i minicar.

Documento unico: che cos’è?

Il DUC è un documento che unisce il libretto di circolazione emesso dalla Motorizzazione civile e il certificato di proprietà rilasciato dall’ACI. Questa nuova carta di circolazione è redatta secondo il modello europeo (sancito dalla direttiva 1999/37/CE) e attesta contemporaneamente le caratteristiche e le proprietà della vettura. Il decreto n. 98 del 2017 rappresenta un’importante innovazione per i veicoli (auto, moto e rimorchi). Per microcar e ciclomotori invece non ci sono cambiamenti derivanti da questa disposizione. Tutti i documenti rilasciati prima dell’entrata in vigore del decreto continuano a essere validi finché non ci sarà un cambio di proprietario o non ci sarà la necessità di ottenere una carta di circolazione aggiornata.

Nuovo libretto di circolazione: cosa comporta?

L’entrata in vigore di questo cambiamento comporta varie conseguenze. Prima tra tutte la variazione dei costi nell’acquisto di una vettura.

Documento unico per l’auto: vantaggi economici

Un automobilista, nel caso in cui decida di acquistare un nuovo veicolo, è tenuto a pagare prima di tutto 27 euro al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) per l’iscrizione al registro nazionale della vettura e per il rilascio della CdP (Certificatificazione di Proprietà). Il soggetto deve poi prevedere il costo di 32 euro per i due bolli. Inoltre all’acquisto di un nuovo veicolo, l’automobilista deve anche pagare 9 euro al Ministero delle Infrastrutture. Il totale quindi ammonta a 68 euro.

Con il documento unico per l’auto il costo di 32 euro per i bolli viene eliminato, e quello di 27 euro (da pagare al PRA) scende a 20. In sostanza l’automobilista risparmia 39 euro.

Nuovo carta di circolazione: vantaggi pratici

I vantaggi pratici che derivano dall’entrata in vigore del decreto n. 98/2017, valgono sia per lo stato che per il cittadino. Il processo burocratico meno elaborato, oltre che a ridurre i prezzi come già detto in precedenza, comporta anche dei tempi più brevi. La stessa prassi per la radiazione della vettura è particolarmente semplificata. Se prima l’ACI doveva trasmettere la comunicazione al PRA, che poi doveva provvedere alla radiazione e alla comunicazione alla Motorizzazione, che infine si impegnava nel ritiro di libretto e targhe, con il DUC il procedimento si accorcia di molto: la radiazione viene completata con la sola comunicazione alla Motorizzazione Civile da parte dell’ACI.

Nuovo libretto di circolazione e la rottamazione

Come demolire l’auto? Lo abbiamo chiesto ai tecnici di Autodemolizionebologna.it: serve un iter particolare perché la rottamazione di una vettura sia valida legalmente: questo procedimento consente di demolire il veicolo e cancellarlo dal PRA per sempre, per non dover pagare il bollo negli anni successivi.

Prima di rottamare bisogna informarsi sulla procedura giusta e sul centro scelto: è autorizzato dalla regione? Svolge la cancellazione al PRA? In ogni caso, per demolire l’auto è necessario consegnare due documenti in particolare (oltre che le targhe): la carta di circolazione e il certificato di proprietà.

Le procedure burocratiche necessarie alla rottamazione quindi vengono semplificate. Prima di tutto i tempi di radiazione dell’auto (cancellazione al PRA) si accorciano di molto (come detto nei paragrafi precedenti) e, dal momento in cui il libretto e la certificazione di proprietà sono uniti nel DUC, basta consegnare solo quello. In altre parole si abbreviano i tempi per la demolizione e si facilita la vita di tutti: quella dell’automobilista, quella dell’autodemolitore e quella dei vari ruoli burocratici.

Come eliminare le termiti: le caratteristiche di questo insetto

Come eliminare le termiti: le caratteristiche di questo insetto

Se avete trovato, con vostro estremo disappunto, degli insetti simili a delle termiti in casa vostra, sappiate che potrebbero essere delle termiti. Le termiti e le formiche sono insetti che si somigliano molto e una persona poco esperta potrebbe riuscire difficilmente a distinguerli.

Grazie a questi consigli potrete riuscire a riconoscerle in autonomia. Successivamente, una volta constatata la loro presenza, vi spiegheremo come eliminare le termiti (scopri i trucchi suggeriti da Gli Specialisti della Disinfestazione) da casa vostra.

Termiti: caratteristiche di questo insetto

Per eliminare le termiti, vi occorre sapere innanzitutto come distinguerle. In primo luogo, la differenza sostanziale tra termiti e formiche è che le prime sono insetti xilofogi, ovvero che si cibano di legno. Le formiche, diversamente, si nutrono principalmente di resti di alimenti, come ad esempio le briciole. Le termiti, nonostante risultino indubbiamente fastidiose, non portano malattie e non causano particolari danni in casa.

Le termiti, le quali come già detto si cibano di legno, scavano in questo materiale fino a svuotarlo: un guaio da non sottovalutare. Infatti, questi insetti sono difficili da individuare perché si rifugiano al riparo dentro il legno.

Stanno al buio, evitando categoricamente la luce: spesso, ci si rende conto di un’infestazione di termiti quando ormai è troppo tardi e il legno è stato totalmente danneggiato. Proprio per questo, le termiti hanno un effetto potenzialmente devastante. Altri utili consigli su come capire di avere termiti in casa consistono nell’osservare attentamente il loro aspetto.

Le larve di termiti sono bianche: in questa fase si nutrono del legno. Successivamente diventano nere e sono dotate di ali. Il loro corpo è unico: non presentano né testa, né addome, contrariamente alle formiche, di cui possiamo subito notare la grandezza della testa e dell’addome, rispetto al torace che è più piccolo. Le termiti hanno antenne dritte e due paia di ali uguali e molto lunghe, dalla forma stretta e ripiegata.

Liberarsi delle termiti in maniera definitiva

Dopo aver compreso come riconoscere correttamente una termite, è il momento di capire come eliminare questi insetti. Un errore che spesso si commette è quello di spruzzare degli insetticidi chimici, pensando di risolvere il problema: in questo modo, eliminerete solo gli insetti presenti in quel momento e si tratterà di una soluzione puramente temporanea.

Infatti, sia le termiti sia le formiche hanno il loro nido lontano dal luogo in cui vanno a recuperare il cibo necessario al sostentamento. L’utilizzo a sproposito di prodotti chimici potrebbe, inoltre, nuocere a te e agli altri membri della famiglia.

La scelta più giusta per eliminare in maniera definitiva le termiti è rivolgersi a degli specialisti di disinfestazione nella tua zona, che sapranno consigliarti come operare in maniera sicura ed efficace. Rivolgersi a degli esperti è la cosa più pratica da fare anche se non si è riusciti a capire qual è l’insetto che sta infestando la vostra casa.

Analisi SEO sito web: Google Seach Console e strumenti utili

Analisi SEO sito web Google Seach Console e strumenti utili

Avere un sito Web, al giorno d’oggi è fondamentale, soprattutto per le aziende che hanno la possibilità di raggiungere un numero potenzialmente infinito di utenti, quindi di potenziali clienti. Ma delle semplici pagine non sono sufficienti per raggiungere questo importante scopo, perché queste devono essere correttamente ottimizzate per quanto riguarda la parte testuale.

Stiamo parlando della SEO, ovvero la Search Engine Optimization, quindi l’elaborazione del testo secondo dei criteri che permettono ai motori di ricerca di indicizzare correttamente il sito. Come fare per capire se tale sito rispetta le indicazioni in tal senso? Facendo un’analisi SEO sito web (approfondisci qui https://www.gianpaoloantonante.it/analisi-seo-sito-web/).

Abbiamo detto che un’analisi SEO sito web è indispensabile per capire se il nostro sito compare correttamente nei risultati di ricerca degli utenti. Lo scopo di un’ottimizione in tal senso, è quello di posizionarsi ai primi posti dei motori, perché gli utenti non sono soliti andare oltre la prima pagina di tali risultati. Il Web stesso mette a disposizione una serie di strumenti utili per scansionare le pagine Web alla ricerca di errori che possono influire negativamente sui risultati, quindi delle penalizzazioni.

Il primo di questi strumenti utili è messo a disposizione direttamente da Google. Stiamo parlando di Google Seach Console, in grado di verificare lo stato di salute di un sito Web, sotto più punti di vista. A livello tecnico, il tool è in grado di capire se ci sono difetti strutturali nelle pagine. Sotto l’ottica SEO invece, è in grado di capire se il testo rispetta le regole per una buona indicizzazione, e nel caso dare indicazioni se questo deve essere ristrutturato da capo, oppure è sufficiente apportare delle correzioni.

Free Seo Analysis di “Web Gnomes” e Seo Site Checkup

Come anticipato, il Web offre moltissimi strumenti utili per diagnosticare lo stato di salute di un sito Web. Due ottime soluzioni in tal senso, tra l’altro sempre gratuite, sono Free Seo Analysis di “Web Gnomes” e Seo Site Checkup. Il primo è in grado di controllare il livello di ottimizzazione SEO, assegnando una sorta di valutazione, e di fornire indicazioni utili sugli eventuali interventi da effettuare per migliorare il posizionamento. Una particolarità di questa applicazione, è che genera un report in PDF che verrà spedito sulla casella e-mail, così da consultarlo in tranquillità in un secondo momento.

Il secondo strumento invece, ovvero Seo Site Checkup, è davvero molto utile per l’analisi interna della singola pagina. In maniera molto rapida infatti, viene effettuata la scansione semplicemente indicando il link, e si potranno consultare tutta una serie di dati utili, come quelli sull’ottimizzazione SEO, la velocità di caricamento, la fruibilità da mobile, la sicurezza del server che ospita il sito, e molto altro ancora.

Analisi SEO sito web: in conclusione

Il mondo della SEO è davvero molto vasto, e per i non addetti ai lavoro, può risultare davvero di difficile comprensione. Una volta effettuata un’analisi SEO, e constatata la presenza di errori nelle pagine del sito, il consiglio è quello di rivolgersi a specialisti in grado di apportare le dovute correzioni, così da conquistare la vetta dei motori di ricerca.



Camice da estetista: quali sono i requisiti da avere?

Camice da estetista: quali sono i requisiti da avere?

A prescindere dalla tipologia di professione, gli indumenti da lavoro sono sempre molto importanti. In alcune attività, questo è importante per preservare l’incolumità dei lavoratori.

In altre invece si tratta di comunicare correttamente il messaggio di ordine e pulizia alla clientela. È questo il caso del camice estetista (scopri la qualità di Beauty Street), indumento fondamentale per qualsiasi centro estetico o laboratorio privato che si rispetti.

Vediamo insieme quali sono i requisiti fondamentali di questo indumento professionale.

Come ogni indumento professionale, anche il camice estetista deve necessariamente avere alcuni requisiti fondamentali, il primo dei quali deve essere la comodità, per permettere alla professionista di muoversi in maniera agevole e svolgere qualsiasi manovra correttamente. In secondo luogo, un altro aspetto molto importante da tenere presente, riguarda il tessuto con cui è realizzato il camice.

Da sconsigliarsi assolutamente materiali troppo sintetici, in favore del cotone, sicuramente più traspirante e in grado di disperdere correttamente il calore. Infine, un altro aspetto da non sottovalutare, riguarda il potere comunicativo che qualsiasi divisa da lavoro ha, ovvero quello di poter “posizionare” nella testa dei clienti il brand di appartenenza. Con questo presupposto, il consiglio è quello di far stampare sul camice il logo del centro estetico.

Camice estetista: quali colori

Il camice da estetista può essere di differenti colori. Ogni tonalità ha le sue peculiarità e i suoi punti deboli. Tra i colori principalmente utilizzati troviamo sicuramente:

Bianco. Il bianco è il coloro che per antonomasia richiama l’ordine e la pulizia, anche perché spesso associato al personale medico. Il principale contro è che si sporca molto facilmente, e in caso di uso frequente e con prodotti che possono macchiare, come gli smalti, potrebbe non essere consigliato.

Blu. Il blu è sicuramente una buona scelta, perché è sufficientemente scuro, quindi in grado di coprire adeguatamente alcune macchie.

Rosso. Anche il rosso sicuramente è una buona alternativa, perché in grado di mimetizzare abbastanza bene le macchie, ma anche di donare un tocco di vivacità, aspetto da non sottovalutare soprattutto durante il periodo invernale.

Nero. Il colore nero probabilmente rappresenta a scelta migliore per un camice da estetista, perché in grado di coprire molto bene eventuali macchie, ma risulta anche molto elegante, soprattutto se abbinato a una cintura da tenere in vita.

Camice da estetista: i modelli principali

I modelli principali di camice da estetista sono tre: classico a camicia, a kimono e lungo. Il primo, ovvero a camicia, si chiude con i bottoni e lascia chiaramente una grande libertà di movimenti alle estetiste. Questo modello può essere sia con il colletto che senza, scelta da farsi principalmente sulla base della stagione.

In secondo luogo troviamo quello a kimono, che sul dorso presenta un taglio trasversale. Moltissimi i centri estetici che operano questa scelta, perché abbinabile facilmente a qualsiasi outfit.

L’ultimo dei modelli principali di camici donna, uno dei più utilizzati nei centri estetici, è quello lungo, soprattutto per quelle professioniste che principalmente si occupano di cerette, che notoriamente sono più soggette a macchiare il camice con gli unguenti post depilatori.

Come calcolare il Food Cost per massimizzare i guadagni di un ristorante

Come calcolare il Food Cost per massimizzare i guadagni di un ristorante

Abbiamo scelto di rispondere al quesito su come calcolare il Food Cost allo scopo di raccogliere suggerimenti concreti per il manager che opera nel reparto ristorazione: ecco cosa sapere.

Negli ultimi tempi, in concomitanza con un approccio più manageriale che ha interessato la gestione di ogni ristorante di successo, si è nuovamente affacciato nel mondo della ristorazione il concetto di Food Cost.

Ne hai mai sentito parlare? In breve, si fa riferimento con questo termine al valore percentuale che si istituisce fra il rapporto delle materie prime legate alla preparazione di un piatto e il prezzo di vendita del prodotto finale, che arriva direttamente sulla tavola del cliente.

Perché è così importante sapere come calcolare il Food Cost (segui le indicazioni fornite da Ristobusiness)? Per scoprirlo abbiamo scelto di aprire una breve panoramica informativa in merito alle modalità gestionali con cui realizzare dei piatti irresistibili che siano supportati da calcoli pensati appositamente per dare il meglio, così da soddisfare le esigenze del cliente in ogni situazione.

Lo scopo di tale dato è quello di trasmettere l’importanza che la matematica riveste nel mondo della cucina e della ristorazione. In altre parole: come calcolare il Food Cost e perchè calcolarlo?

Come calcolare il Food Cost: le prospettive di crescita nel mondo della ristorazione

Aumentare la Restaurant Performance significa incrementare tutti i processi che vanno dall’acquisto delle materie prime alla preparazione del prodotto finito, che arriva quotidianamente sulla tavola dei clienti.

In linea di massima, per calcolare il valore approssimativo del Food Cost basta applicare la seguente formula: Costo del piatto/Prezzo di vendita x 100 In ogni caso, tale dato basilare non tiene conto di una serie di valori aggiunti che possono fare sensibilmente incrementare o decrescere l’ammontare che si è ottenuto:

  • l’eventuale scarto delle materie prime: alcuni ingredienti richiedono una lavorazione altamente specializzata che – se non consumata quotidianamente – è destinata a impedirne l’utilizzo;
  • il livello di lavorazione del piatto: tenere in considerazione il costo del personale e della manodopera è il primo passo con cui massimizzare il prezzo del piatto senza tralasciare l’importanza economica del tuo personale professionale e altamente specializzato.

Ricorda: il Food Cost non è un valore assoluto, preciso e incontestabile! La sua utilità si limita alla creazione di una statistica approssimativa che ha lo scopo di direzionare il manager aziendale verso l’obiettivo comune a tutti i ristoranti: incrementare i guadagni, continuando ad avere feedback positivi da parte dei clienti che ogni giorno scelgono di assaggiare le tue pietanze.

Come calcolare il Food Cost: a cosa serve? A quanto dovrebbe ammontare?

Come abbiamo già avuto modo di chiarire nel corso del nostro articolo, il Food Cost non è altro che una percentuale in grado di direzionare la scelta dei piatti da presentare nel menù. Concretamente, per limitare un tasso eccessivamente elevato, non bisogna fare altro che:

  • considerare l’impiego degli stessi ingredienti in piatti diversi presenti nel menù;
  • studiare attentamente il numero delle portate allo scopo di offrire ai clienti una scelta ampia e variegata, ma che allo stesso tempo non risulti dispersiva. Il rischio è di investire su prodotti di ottima qualità che non trovano collocazione nella propria lista delle pietanze.

In altre parole, il discorso inerente alla qualità degli ingredienti permette di aprire delle importanti prospettive di crescita per il manager che ha intenzione di offrire ai propri consumatori un menù che sia indice dell’ottima provenienza di carne, pesce, verdure e così via. Cercare di modificare la propria lista di piatti a seguito di una percentuale troppo elevata di Food Cost è il primo passo con cui sistemare step-by-step la proposta culinaria del tuo locale: il risultato sarà garantito!



Hosting WordPress: come scegliere quello adatto a te

Hosting WordPress: come scegliere quello adatto a te

Un Hosting è un sistema informatico a cui un utente accede da remoto. Questo termine viene utilizzato quando vi sono due sistemi collegati attraverso modem e linee telefoniche.

Il Pc che contiene i dati è chiamato host – ognuno di questi possiede un indirizzo IP univoco -, l’altro viene indicato come terminale remoto.

L’host costituisce la base per un servizio informatico: diverse aziende ne usufruiscono installando programmi e applicazioni.

In poche parole, l’host, fornisce la struttura, cioè lo spazio fisico, in cui stazionano i dati del cliente, il quale resta libero di gestirli come meglio crede. In base alla quantità di servizi forniti, gli host, possono essere raggruppati in Data Center, cioè un insieme di server.

Quindi l’host provider è un fornitore di servizi. Ne esistono tre tipologie:

  • Shared hosting web,
  • Web hosting dedicato,
  • Virtual Server di hosting privato.

Il primo prevede numerosi siti web ospitati sullo stesso server. Nel secondo caso – lo spazio – è dedicato a un singolo sito web. Con il terzo ci si riferisce al caso in cui un sito web è contenuto su un server personale così da non venire disturbato da altri clienti.

Spesso questi luoghi virtuali vengono venduti in pacchetti in cui gli utenti acquistano una serie di servizi prefissati. Per esempio per realizzare un normale sito web occorre avere uno spazio web, un dominio, un’email e un ambiente virtuale in cui posizionare dei software di content management system come WordPress.

  1. Requisiti per l’hosting WordPress
  2. Hosting WordPress Aruba
  3. Hosting WordPress Register
  4. Hosting WordPress Siteground

Requisiti per l’hosting WordPress

La cosa più importante da dire è che ogni host è in grado di gestire WordPress, ma non tutti lo sfruttano nello stesso modo.

Quindi, se i requisiti minimi per il CMS prevedono un host dotato di un processore nella versione PHP 5.2.4 e MySQL 5.0.15 – o anche nelle versioni successive -, resta di fondamentale importanza sceglierne uno di qualità. Questo evita sprechi di denaro, di tempo e consente di ricevere delle consulenze già comprese nel pacchetto.

Hosting WordPress SiteGround

Indicato per chi non è un esperto del settore, questo hosting web , fornisce un plugin che permette di scegliere agevolmente le funzionalità da aggiungere e il tema del sito.

Il livello di sicurezza è dei migliori, infatti, avvengono degli aggiornamenti automatici, se vi sono dei problemi il team tecnico interviene e nel caso in cui il blog condivide il server con altri siti, SiteGround, isola quello del proprio cliente.

Prevede la formula soddisfatto o rimborsato entro i trenta giorni e il centro assistenza in italiano è attivo sette giorni su sette, 24h/24, via chat, telefonica o con i ticket dell’helpdesk in cui sono direttamente i tecnici a dare supporto.

I servizi base previsti sono:

  • Dominio gratuito con le estensioni più diffuse per un anno;
  • Account email illimitati;
  • Installazione immediata di WordPress;
  • Plugin WordPress Starter;
  • WP-CLI, lo strumento per la gestione avanzata del CMS;
  • Spostamento dell’hosting.

Se volete approfondire questo ottimo fornitore di servizi web vi consigliamo di dare uno sguardo sul sito 360mag.it dove trovateun interessante recensione di siteground.

Hosting WordPress Aruba

Acquistare un dominio su Aruba permette di creare il proprio sito in modo semplice, con molteplici funzionalità e con un aspetto grafico in cui potere scegliere diversi layout.

Il CMS è già installato e per iniziare a lavorarci basta scegliere il dominio e completare le procedure richieste. Dopo avere ricevuto la conferma di registrazione del dominio, si riceveranno le credenziali per accedere al sito e successivamente si può procedere con la personalizzazione scegliendo tra molti temi e plugin gratuiti.

Aruba viene incontro a chi non è molto pratico con gli strumenti di web publishing. Semplifica le diverse fasi di creazione di un sito web fornendone uno in grado di auto aggiornarsi e di ottimizzare il linguaggio SEO senza rivolgersi necessariamente a un esperto.

Il fattore dell’autoaggiornamento non è da sottovalutare. Esso, oltre a non richiedere l’operazione manuale periodica, assicura un livello di sicurezza maggiore evitando momenti di stallo del CMS in cui, quest’ultimo, è più esposto a attacchi informatici.

Il pacchetto comprende:

  • Spazio web e traffico illimitato;
  • Database MySQL, per un massimo di 1 GB;
  • 5 caselle di posta e dominio.

Il supporto clienti è disponibile attraverso telefono, email o chat, 24h/24, sette gironi su sette.

Hosting WordPress Register

Il provider Register è stato il primo in Italia a ricevere il riconoscimento da ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) per la registrazione di domini. Si occupa di servizi di registrazione domini e hosting, di fornire PEC, SPID e di fatturazione elettronica.

Nel nostro caso come host provider, consente di provare gratuitamente per un mese i servizi e dopo di acquistarli tramite abbonamento.

Esso comprende:

  • WordPress preinstallato con 10 GB di spazio web;
  • Traffico illimitato e dominio gratuito;
  • Certificato SSl Let’s Encrypt incluso;
  • Gestione tramite cPanel;
  • 5 caselle email da 2 GB;
  • 2 database MySQL.

Il supporto tecnico è disponibile via chat o telefono tutti i giorni 24h/24, in italiano dalle ore 8:00 alle ore 24:00.