Semi di cannabis in cucina. Fanno bene alla salute?

Semi di cannabis in cucina. Fanno bene alla salute?

La canapa, una pianta preziosa spesso bistrattata

La canapa è la pianta a cui spesso viene associata la marijuana, la droga “da fumare” soggetta a politiche proibizioniste e persecutorie. Per tanto tempo, quindi, la cannabis non è stata più coltivata anche se le sue innumerevoli qualità erano note da tempo. La canapa, infatti, veniva usata come materiale da intrecciare per corde, cesti ed altri oggetti di uso quotidiano, le foglie venivano usate come terapia del rilassamento ed i semi erano impiegati come nutriente. Oggi la coltivazione è stata regolamentata ed è possibile svolgerla senza rischi.

Cannabis, Canapa e Marijuana sono davvero la stessa cosa?

Col termine “Cannabis” ci si riferisce al termine scientifico della pianta. Questa, però, è presente in tante varietà diverse che hanno differenti quantità di cannabinoidi. La Cannabis Sativa è quella che può essere coltivata perché contiene una minore concentrazione di “THC”, lo psicoattivo che dà l’effetto stupefacente, a favore del “CBD”, un cannabinoide con effetti terapici ma che non altera la salute mentale. Col termine “Canapa”, invece, si intende quella varietà di Cannabis quasi del tutto priva di “THC”, mentre la “Marijuana” è quella con la più alta concentrazione di “THC” ed è illegale perché considerata droga. I semi sono la parte più preziosa, in quanto sono ricchissimi di elementi nutritivi interessanti, rendendoli dei veri e propri integratori naturali da poter assumere regolarmente.

I semi di Canapa un super cibo per migliorare la salute dell’organismo

I semi di Canapa – leggi qui per approfondire – sono un elemento ricchissimo di proteine, acidi grassi “buoni”, vitamine e sali minerali. Negli ultimi anni il loro consumo si sta diffondendo sempre di più anche grazie a nuovi regimi alimentare come le diete vegane o quelle senza glutine. Essi, infatti, vengono assunti da chi segue questo tipo di alimentazione per limitare le carenze di alcuni elementi essenziali per la salute dell’organismo come le proteine, difficili da reperire in una dieta priva di alimenti di origine animale. Un altro aspetto che rende i semi di Canapa molto apprezzati è la loro versatilità. Essi possono essere consumati crudi, integrali o decorticati, macinati per ottenere delle farine, inseriti in insalate, zuppe oppure frullati per delle gustose bevande vegetali. Crudi, tuttavia, mantengono intatte le proprietà essenziali e mangiati come spuntini, è sicuramente il miglior modo per godere dei loro benefici sulla salute. Come se non fossero sufficienti tutte queste qualità, i semi di Canapa contengono anche pochissime calorie, cosa che li rende validi alleati anche nelle diete dimagranti. I semi, infine, sono ricchi di fibre e aiutano pertanto a regolarizzare il naturale funzionamento del tratto intestinale.

Perché i semi di Canapa fanno così bene alla salute

Con tutte le sostanze che contengono, i semi di Canapa sono ideali per tutti, bambini compresi. Il calcio rafforza le ossa e li rende un valido integratore per bimbi in fase di crescita o per persone in età avanzata. I grassi “buoni” tengono sotto controllo i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue, rendendo i semi di Canapa l’ideale per chi soffre di problemi dell’apparato circolatorio. Grazie al loro elevato contenuto di proteine, sono particolarmente consigliati a sportivi e persone che seguono regimi alimentari vegani. Non contengono glutine e possono essere consumati da persone intolleranti o celiaci. Sono facili da digerire ed assimilare, pertanto si adattano anche a individui con patologie dell’apparato digerente. I semi di Canapa sono una vera e propria panacea da integrare al proprio regime alimentare.

Consigli utili per Allestire La Vetrina Di Un Negozio

Consigli utili per Allestire La Vetrina Di Un Negozio

Ogni esercente sa che “la prima impressione è quella che conta”, diventa dunque fondamentale allestire la vetrina di un negozio. La televisione, gli smartphone sempre in mano, Facebook, Istagram o Twitter, gli stimoli a cui si è sottoposti sono continui e di conseguenza è sempre più difficile farsi notare. 

Questo è compito del Visual Merchandising, disciplina che unisce creatività, sensibilità estetica e strumenti di marketing per conferire al punto vendita un certo carattere e comunicare i valori del brand al cliente per mezzo di stimoli visivi.

La vetrina è il “biglietto da visita” del punto vendita, che può far decidere il cliente ad entrare nel negozio. Gli studi di Visual Merchandising dimostrano che ad un potenziale cliente sono sufficienti dai 3 agli 8 secondi per guardare una vetrina e scegliere se entrare o meno nel negozio. 

Le vetrine tendono molto spesso ad assomigliarsi, o addirittura non sono ben curate. Se ci si vuole distinguere occorre ricorrere ad un allestimento attraente ed intrigante che sia in grado di catturare l’attenzione.

Allestire Una Vetrina – Principali Linee Guida

Allestire una vetrina di un negozio prevede la compresenza di moltissimi aspetti, che devono essere coniugati per ottenere un risultato di successo. Prima di passare all’allestimento vero e proprio occorre stabilire Il target della clientela. Ad esempio se il negozio vende prodotti per bambini, occorre esporre articoli solo per alcune fasce di età. Se si vendono giocattoli è importante cambiare spesso l’allestimento. Si può frammentare le informazioni nel tempo: una settimana si informa la mamma che si possiede tutto ciò che serve per i neonati e la volta dopo si fa capire che vi si può trovare, ad esempio, anche articoli per la scuola.

Per i negozi di abbigliamento è utile ricorrere alla regola del cross merchandising, che viene in soccorso di quei clienti che non sanno come abbinare un outfit adeguatamente. Il cross merchandising di oggetti che vanno utilizzati insieme o che si possono abbinare è importante, crea allestimenti che suggeriscono l’acquisto e dimostra che l’offerta è completa.

In base alla tipologia del punto vendita si può valutare la vetrina commerciale o la vetrina artistica. La prima contiene prodotti da promuovere e destinati alla vendita e quindi l’allestimento sarà finalizzato esclusivamente al guadagno. La seconda vuole esprimere, proprio come nell’arte figurativa la bellezza dei prodotti del punto vendita.

Una volta esaudita la fase preliminare (che individua il tipo di clientela da raggiungere) e deciso che tipo di vetrina si desidera, si può entrare nel dettaglio e verificare gli aspetti che permetteranno di allestire la vetrina che sia in grado di scatenare l’eye appeal del cliente.

Allestire La Vetrina – Idee E Suggerimenti

Per allestire la vetrina di un negozio seguendo le regole del Visual Merchandising, la prima cosa da fare per catturare l’attenzione del cliente di passaggio è creare un tema: si possono sfruttare le festività, la festa della mamma, del papà o San Valentino. 

Occorre individuare nella vetrina il punto focale e collocarvi il prodotto o il capo che rappresenta il punto di forza del negozio.

La ricercatezza e l’originalità nella scelta dei prodotti da esporre sono criteri importanti per distinguersi dalla concorrenza. I colori vanno accostati in modo da sfruttare con equilibrio i toni caldi, i toni freddi, le gradazioni e l’accostamento cromatico. Se si vuole toccare le corde emotive del potenziale cliente di può ricorrere allo storytelling: si tratta di esporre i prodotti in modo accattivante raccontando una storia in base al periodo o alla festività in arrivo.Ci sono degli errori da evitare, che potrebbero pregiudicare il lavoro fatto, primo fra tutti non esporre i prezzi, cosa che infastidisce il cliente, oppure esporre i prodotti esauriti, poiché la vetrina deve sempre avere un riscontro con ciò che il cliente può trovare all’interno del negozio. Cambiare poco l’allestimento è un errore anche se l’allestimento ha avuto un buon riscontro, la scarsità di illuminazione è un altro sbaglio da non commettere una vetrina male illuminata risulta sempre poco attraente.

Come scattare delle fotografie efficaci per un buon catalogo di prodotti

Come scattare delle fotografie efficaci per un buon catalogo di prodotti

Nella stampa di cataloghi, i prodotti sono i protagonisti assoluti. Meno abbellimenti sono presenti all’interno della composizione, maggiore sarà l’attenzione della persona per l’articolo che è interessato ad acquistare. Questo perché, seguendo la regola principe, la fotografia a volte vale più di tante parole scritte. Un’altra regola da seguire quando si vogliono scattare fotografie efficaci per un buon catalogo di prodotti è mettere al centro il prodotto stesso che si vuole pubblicizzare, mettendo invece in secondo piano i soggetti.

Vuoi saperne di più? Continua a leggere. Abbiamo raccolto alcuni suggerimenti di logoelogo.it in merito alla stampa di cataloghi che puoi mettere in pratica fin da subito.

Consigli sulla stampa di cataloghi: meno abbellimenti nelle foto

L’importanza rivestita dai cataloghi di prodotti è nota sia alle grandi aziende che agli imprenditori più piccoli, che si stanno facendo largo tra la concorrenza per emergere con i propri articoli. Riuscire ad offrire un catalogo chiaro, in cui si riesca a capire subito qual è il prodotto pubblicizzato, è una delle armi vincenti che le società e i liberi professionisti hanno a disposizione per cogliere un importante vantaggio rispetto ai competitor. Come accennato nell’introduzione, il segreto per avere un buon catalogo è quello di scattare foto che ritraggono il prodotto, rendendolo protagonista della scena. Invece, i supporti (che vanno tanto di moda in questi ultimi anni) dovrebbero essere destinati soltanto ad esaltare le caratteristiche dell’articolo.

Come usare lo sfondo e le ombre

Un’ulteriore regola da mettere in pratica quando si stanno scattando le foto per un catalogo di prodotto è usare con sapienza lo sfondo e le ombre. A questo proposito, va detto che lo sfondo può essere anche lasciato, facendo però attenzione a non rubare spazio all’articolo. Per quanto riguarda invece le ombre, andrebbero sempre aggiunte quando il prodotto tocca la superficie: senza, infatti, si rischia di ottenere uno sgradevole effetto di sospensione, come se l’articolo che si sta guardando fluttui all’interno della pagina. Un altro consiglio legato alla stampa di cataloghi e alle foto è di mostrare il prodotto in sé prima, durante e dopo l’utilizzo, in modo che i potenziali clienti riescano a capire le caratteristiche più importanti e come lavora in concreto. Inoltre, una foto scattata al termine dell’impiego dà modo agli utenti di valutare gli eventuali benefici, spingendo dunque all’acquisto o meno dell’articolo in questione.

Ricreare luoghi da casa e servirsi di professionisti

Spesso e volentieri si è soliti dedicare una parte corposa del budget per il trasferimento in una meta esotica. Quasi sempre però, l’ambiente che si trova a migliaia di km può essere facilmente riprodotto anche stando comodamente a casa o servendosi di uno studio fotografico. Bisogna anche ricordare come nelle fotografie dei prodotti lo sfondo non riveste un ruolo di primo piano, dunque la scelta di spendere gran parte del budget per scattare delle immagini in località esclusive è al 99,9% un errore. Alcune aziende commettono anche l’errore opposto: per cercare di risparmiare, si affidano ad amici e parenti anziché a modelli professionisti per i loro scatti. Nel caso la fotografia preveda l’impiego di modelle/i, il consiglio è di valutare un piccolo extra budget per ingaggiare i primi, così da ottenere scatti più naturali.

Erba legale, come funzionano i vaporizzatori

Erba legale, come funzionano i vaporizzatori

Il vaporizzatore per godere al meglio dei benefici dell’erba legale

Sul mercato sono presenti tantissime tipologie di vaporizzatori per erba legale. Prodotti di qualità che differiscono per molteplici caratteristiche per cui non è semplice e immediata la scelta ottimale per le proprie esigenze. Il primo aspetto da valutare è quello se scegliere una vaporizzatore da tavolo oppure portatile. Quelli portatili dispongono di camere dalle dimensioni minori e quindi batterie meno durature nel tempo. Per cui, se si vogliono maggiori performance sotto questo punto di vista, meglio optare per la tipologia da tavolo. Inoltre, questa soluzione si dimostra estremamente più versatile per quanto riguarda l’inalazione in quanto le versioni portatili permettono di inalare solamente dal boccaglio. Invece, quelli da tavolo consentono di variare la modalità di assunzione del vapore scegliendo tra il palloncino, tubicini oppure per le estensioni dei bong. Scegliere opportunamente un vaporizzatore, permette di beneficiare di tantissime proprietà dell’erba legale. Innanzitutto, grazie ad esso, è possibile assumerla a scopo terapeutico oppure per fruire di aromaterapia molto indicata per risolvere le problematiche dell’apparato respiratorio. Infatti, la vaporizzazione esalta al massimo quelli che sono i principi attivi presenti in questa sostanza naturale al 100%.

Come funziona un vaporizzatore di erba legale

Un vaporizzatore di erba legale funziona generalmente con due metodologie differenti per riscaldare il contenuto. La prima tipologia è quella a conduzione ed è basata sulla possibilità di effettuare il trasferimento di calore attraverso contatto fisico con la resistenza elettrica. Con questa tecnica si può peraltro ottimizzare le tempistiche necessarie per il riscaldamento e soprattutto c’è una maggiore omogeneità di diffusione. L’altra opzione dei vaporizzatori è la metodologia di riscaldamento a convenzione. Questo prodotto è molto più indicato per i principianti, ma anche più preciso e puntuale. La tecnica prevede una resistenza che non sarà a contatto diretto con l’erba, il che abbatte enormemente il rischio di combustione. Un altro aspetto essenziale di un vaporizzatore a convenzione è quello di permettere un controllo migliore della temperatura con tutti i vantaggi del caso.

Il controllo della temperatura e l’alimentazione

I vaporizzatori sono essenziali per sfruttare al meglio le proprietà terapeutiche e non solo, dell’erba legale. In commercio sono presenti diverse tipologie che si diversificano soprattutto per la tecnica utilizzata per riscaldare. Scegliere un modello di vaporizzatore piuttosto che un altro permette di controllare in maniera differente la temperatura. Solitamente la vaporizzazione avviene tra una temperatura minima di 157 gradi ed un massimo di 220 gradi centigradi. Ci sono dispositivi che permettono di impostare a proprio piacimento la temperatura, mentre altri sono progettati per un funzionamento del tutto automatico. In particolare, ci sono tre possibilità di utilizzo: si può scegliere un range di temperature per ottenere la vaporizzazione in funzione della tipologia di erba, disporre di una manopola regolabile oppure di un display digitale. Ovviamente l’opzione che prevede il controllo con display digitale è certamente la più precisa. Altro fattore molto importante nella scelta di un vaporizzatore, è l’alimentazione. Alcuni dispositivi sono alimentati a butano, mentre altri invece dispongono di batterie ricaricabili che, come abbiamo visto in precedenza, hanno una durata differente in ragione del fatto che si tratti di un dispositivo portatile oppure da tavolo. Insomma, in commercio ci sono tanti vaporizzato per erba legale, ora acquistabile anche su sevenhemp.it, e quindi per ottenere il pieno gradimento occorre valutare nel merito tutte le caratteristiche in funzione delle proprie esigenze.

Quali sono e perché sono importanti le App per un negozio?

Quali sono e perché sono importanti le App per un negozio

Al giorno d’oggi, chiunque ha uno smartphone in tasca, e questo ha rivoluzionato il modo di interpretare lo shopping, così le app per i negozianti come per gli utenti sono molte e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ogni “momento vuoto” viene impiegato dal potenziale cliente per una consultazione sul telefono: prendendo un caffè, a bordo di un autobus, persino camminando. Più del 50% delle persone sceglie l’acquisto di un prodotto, di un servizio o di un regalo da fare, prima sul telefono. I negozianti hanno a disposizione tramite le app per i negozi una linea di marketing alternativo, che consenta una comunicazione interattiva con la clientela come una più semplice gestione del proprio store. Le app per negozio sono infatti utilissime per svariate funzioni, sono di facile consultazione e consentono quindi nello stesso momento di facilitare le operazioni di gestione del proprio punto vendita, come di essere più facilmente rintracciati dai potenziali nuovi clienti. Si portano sul cellulare di tutti le informazioni dell’acquisto on line ma ridando valore allo shopping reale. 

App Per Negozio – I Vantaggi Della Geolocalizzazione

Questa app per negozi consente di sfruttare al meglio tutte le opportunità commerciali, rintracciare la localizzazione geografica del potenziale cliente, informarlo sulla distanza del punto vendita e persino avvisarlo che lo si può soddisfare concretamente esaudendo una sua esigenza all’interno dello store. E così domanda e offerta vengono soddisfatte nello stesso momento.

Per mezzo della geolocalizzazione l’utente sa dove si trova il brand che sta cercando, senza compiere inutili giri che potrebbero causare lunghe perdite di tempo.

Il punto di forza della geolocalizzazione è quello di favorire la visibilità del negozio ed incrementare la vendita al dettaglio riuscendo a raggiungere potenziali consumatori in un raggio di una cinquantina di chilometri.

Oltre a fornire le informazioni sul punto vendita, il negoziante può attuare una promozione mirata che comparirà direttamente sullo smartphone del potenziale cliente ed informarlo in modo personalizzato, prolungando virtualmente la visibilità delle proprie vetrine.

Ecco un elenco di app per negozio che consentono di trovare attività commerciali nella zona che si desidera, selezionato tra le più scaricate:

  • TellMeWhere
  • Foursquare
  • Yelp
  • AroundMe

Queste sono quelle più conosciute, ma ce ne se sono molte fra quelle locali, che si possono cercare nella propria area di competenza, questo perché i negozi possono aver creato una app personalizzata.

App Per Negozio – Gestione E Controllo Del Magazzino

Per un negoziante è di fondamentale importanza poter gestire il magazzino del proprio store, anche per questa esigenza ci sono app per negozi che consentono di tenere efficacemente sotto controllo il processo di gestione. Essendo le esigenze di ciascun punto vendita molto differenti tra loro (ad esempio nella frequenza del riassortimento), la tecnologia diviene estremamente utile per migliorare l’operatività del personale e risparmiare tempo.

A prescindere dalle dimensioni del punto vendita, ogni esercente deve controllare il lay out della merce dal carico, allo scarico, agli inventari. Stesso discorso si può fare per i corner presenti all’interno di un mall o di un multibrand, poiché si deve constatare puntualmente i dati vendita con l’effettivo incasso.

Le app per negozio svolgono queste mansioni con facilità, consentendo una migliore mobilità del personale sia nel punto vendita che nel magazzino, ad esempio per la lettura dei barcode o il riscontro immediato della merce. Si possono così verificare immediatamente eventuali anomalie o mancanze in tempo reale, senza dover attendere una verifica personale che richiede inevitabilmente più tempo. Si può anche riuscire a fare l’inventario in più persone, lavorando contemporaneamente su diverse aree del negozio.

Ecco l’elenco delle app per negozio per gestire più facilmente il magazzino:

  • Inventario
  • Inventario + Codici a barre SCANPET
  • Gestione Magazzino (o Warehouse Management) – solo per Iphone e Ipad

Stock Control

Consigli utili per promuovere Il Centro Benessere

Consigli utili per promuovere Il Centro Benessere

Riuscire a promuovere il centro benessere oggi è sicuramente un’operazione che porta a un rientro economico remunerativo.

Il mondo dell’estetica e del benessere non conosce crisi. La domanda di servizio alla persona è in aumento nonostante la crisi economica ed il periodo d’incertezza che caratterizza il mondo in cui viviamo attualmente. Sentirsi meglio mentalmente passa attraverso un benessere del corpo, non si rinuncia alla “coccola”, che permette di affrontare meglio le difficoltà quotidiane. Ecco che docce solari, bagno turco, massaggi con le pietre ci permettono di “staccare la spina” dallo stress. Forse proprio per questa ascesa, le continue nuove aperture di attività di centri fitness, beauty farm, centri estetici, Spa in centri vacanze, grandi saloni hanno creato una forte concorrenza, distribuendo la clientela interessata su molti più punti, attratta da formulazioni e offerte.

Come Promuovere Il Centro Benessere

Per promuovere il centro benessere ci sono diverse strategie di marketing che possono venirci in aiuto. Di seguito una serie di suggerimenti e accorgimenti che permettono di distinguersi e trovare una soluzione adatta per fare la differenza.

  • CREARE UN SITO SUL WEB ACCATTIVANTE E FACILMENTE RINTRACCIABILE

Creare una pagina della tua azienda è il modo migliore per attirare la clientela nel centro benessere. Occorre mantenere alti livelli di professionalità, una grafica attraente ed inserire le informazioni importanti per essere rintracciati con facilità (nome, indirizzo, contatti email e telefonici, orari…). La parola chiave è “distinguersi”, proprio per attirare clienti che si trovano davanti un’offerta ampia e molto competitiva.

  • LE COLLABORAZIONI

Stabilire delle collaborazioni con altri professionisti del settore può creare delle sinergie utili a tutte le parti in causa. Potrebbero interessare fornitori di prodotti di bellezza, massaggiatori e massaggiatrici, acconciatori, wedding planner.

  • EVENTI DEL SETTORE

È importante essere informati sugli eventi che celebrano il mondo del wellness e partecipare come impresa, apprendere le nuove tecniche nel campo estetico, come visitatore o con uno stand per far conoscere il centro benessere con offerte fidelizzanti.

  • STAMPARE FLAYERS E BIGLIETTI DA VISITA

La carta stampata è a tutt’oggi un metodo valido per farsi pubblicità. I cataloghi, i volantini come anche i bigliettini da vista devono essere studiati per fornire un’immagine attraente, che rappresenta la tipologia del centro benessere da promuovere e che renda accattivanti i servizi che vi si potrebbero trovare.

Questi formati cartacei pubblicitari devono essere completi di tutte le informazioni necessarie: nome del centro benessere, indirizzo, contatti telefonici, pagina web, e-mail).

  • COINVOLGI I TUOI CONTATTI

La comunicazione ad amici e parenti è importante soprattutto per gli start-up dei neofiti del settore. Il passaparola è un mezzo molto efficace per farsi pubblicità. Si possono distribuire i flayers ed i biglietti da visita raccontando tutte le attività del centro, in modo che possano a loro volta raccontarlo ad altri che potrebbero essere potenziali clienti. Occorre fare una scelta specifica tra i propri conoscenti, elaborando dei messaggi diversi per ognuno, in modo che il testo sia personalizzato e non risulti impersonale. Anche in questo caso è importante ricordarsi di dare informazioni precise su denominazione del centro benessere, i contatti e gli orari.

  • CREA PROPOSTE CONVENIENTI

L’offerta è sempre un’ottima modalità per attirare la nuova clientela. Se il centro è di nuova apertura si potrebbe proporre un evento per l’inaugurazione come ad esempio un happy hour, offerte 2×1 se il cliente porta un amico, pacchetti esclusivi, servizi gratuiti, carte fedeltà per associazioni di categoria.

  • ORGANIZZA LA PRESENZA IN RETE

Essere costantemente presenti e comunicare su Internet oggi è fondamentale. Si potrebbe fare annunci su web marketplace dove creare un profilo del centro benessere per poi essere contatto da parte di potenziali clienti della tua zona. 

Promuovere Il Centro Benessere In Rete

Al fine di promuovere il centro benessere in Internet, ecco alcuni suggerimenti per organizzare la propria presenza sulla rete:

  • annunci suweb marketplace;
  • sorteggi nei social network, e-mail marketing;
  • ottimizzazione di tecniche SEO per migliorare il posizionamento e tecniche SEM per incrementare il traffico della clientela;
  • blog.

Comparatori di tariffe: dal gas all’ADSL il miglior rapporto qualità-prezzo

Comparatori di tariffe: dal gas all’ADSL il miglior rapporto qualità-prezzo

Quando si deve scegliere un nuovo fornitore per il gas o per l’energia elettrica (o per un servizio di altro tipo) è molto importante comparare bene le varie offerte disponibili. Un sito come Che Tariffa può essere di grande aiuto per garantirsi l’offerta più conveniente. Si tratta infatti di un sito pensato appositamente per consentire all’utente di comparare in maniera rapida ed efficace tutte le tariffe e le offerte presenti sul mercato libero di energia, più quelle relative alla telefonia/ADSL e ai prestiti su misura.

Ma come funzionano esattamente siti come questo? Sono davvero utili? Lo scoprirete continuando nella lettura!

Quale servizio offrono: tutti i vantaggi dei comparatori

Il servizio offerto dai siti comparatori di tariffe, come abbiamo accennato, consiste nel fornire all’utente una panoramica completa di tutte le tariffe relative ad una determinata fornitura (luce, gas, ADSL, assicurazioni, etc.). In pratica, sulla base delle informazioni inserite, il comparatore offre dei preventivi rispetto alle varie offerte di diversi fornitori, in modo che l’utente abbia sott’occhio tutte le alternative possibili.

I vantaggi di un servizio di questo genere sono evidenti:

  • Maggiore facilità nella scelta dell’offerta più adatta alle proprie esigenze: i comparatori di tariffe sono pensati proprio per facilitare all’utente il compito di scegliere, fra le varie offerte, quella più conveniente per la propria abitazione o azienda. Usando questi siti la scelta diventa davvero facile e anche veloce perché in pochi click si può avere una panoramica generale e completa di tutte le offerte: confrontarle diventa quindi un’operazione molto semplice. Se, ad esempio, vuoi cambiare fornitore luce e gas, su un comparatore di tariffe hai la possibilità di confrontare i prezzi dell’energia elettrica.
  • Comodità e risparmio di tempo: se non ci fossero i comparatori, bisognerebbe contattare personalmente tutti i fornitori (o visionare singolarmente i loro siti), farsi spiegare le offerte e quindi segnare le varie tariffe in modo da poterle poi confrontare. I comparatori svolgono questo lavoro al posto dell’utente: il servizio che offrono permette quindi di risparmiare tempo e fatica.
  • Gratuità: usufruire dei servizi dei comparatori non comporta alcuna spesa. Si tratta infatti di siti del tutto gratuiti: questo è dovuto al fatto che ogni comparatore stipula un accordo con una o più società distributrici (sono loro quindi ad assicurare il compenso al sito, sulla base dei contratti che vengono sottoscritti grazie ad esso).

Come funzionano e come si usano

Utilizzare un comparatore di tariffe, a prescindere dal servizio di fornitura richiesto, è sempre molto semplice.

In pratica bisogna solo inserire i dati richiesti negli appositi form. Alcuni dati sono obbligatori (ad esempio, l’indirizzo: è un dato fondamentale in particolare sui comparatori di luce e gas perché a seconda della zona cambiano anche i fornitori), altri invece non lo sono ma, se inseriti, permettono di ottenere dei preventivi più precisi.

Quante più informazioni si è in grado di fornire al sito, tanto più la ricerca sarà ben orientata: le offerte e i preventivi calcolati dal comparatore saranno quindi maggiormente vicini al costo finale effettivamente da pagare per il servizio richiesto. Se invece si inseriscono solo le poche informazioni obbligatorie, allora bisogna mettere i conto che i preventivi ottenuti saranno solo indicativi.

Facciamo un esempio. Se si vuole cercare una buona offerta sulla luce, usando un comparatore bisognerà inserire informazioni come:

  • Indirizzo dell’abitazione o dell’azienda per la quale è necessaria la fornitura;
  • Tipologia di abitazione (residenza o affitto, in quanto le abitazioni di residenza possono sfruttare alcuni benefici fiscali);
  • Potenza dell’impianto;
  • Stima del consumo energetico annuale (da definire sulla base di fattori come le proprie abitudini di consumo, gli importi delle bollette precedenti, le dimensioni dell’abitazione, etc.);
  • Preferenze relative agli orari di consumo (ad esempio la sera/i giorni festivi o in orario diurno) e alla modalità di pagamento: questi dati sono in genere facoltativi e permettono, se inseriti, di ottenere preventivi più soddisfacenti e precisi.

Invece nel caso delle offerte Internet, per fare un altro esempio, i dati da inserire verteranno soprattutto sul tipo di tecnologia di cui si ha bisogno (ADSL, wireless, fibra ottica, etc…). 

In ogni caso, una volta inserite le informazioni richieste dal comparatore, il sito elaborerà i vari preventivi: verrà fuori una vera e propria lista di offerte, dalla più conveniente alla più cara. I prezzi sono calcolati attraverso gli algoritmi sviluppati dal sito (ogni comparatore ha quindi i suoi algoritmi, ma i risultati che ottengono non sono molto diversi) che si avvalgono dei dati inseriti dall’utente e del listino prezzi delle varie società fornitrici.

A questo punto non bisogna fare altro che selezionare l’offerta più adatta alle proprie esigenze. In effetti, è praticamente impossibile stabilire a priori quale sia la tariffa migliore: dipende sempre da quello che si cerca e dalle proprie necessità. Nel caso della fornitura di luce o gas, ad esempio, c’è chi preferisce optare per le tariffe biorarie e chi invece per quelle monorarie, chi vuole il prezzo fisso e chi invece non ha problemi se cambia ogni trimestre, etc.

Se confrontando le varie offerte si riesce a trovare quella giusta, è sufficiente selezionarla cliccandoci sopra: attraverso il comparatore è quindi possibile contattare la società in questione per avviare la stipula del contratto.

Quanti comparatori si trovano online

In rete si trovano tanti siti comparatori di tariffe. In pratica, online è possibile confrontare di tutto: offerte di fornitura luce e gas, di telefonia e Internet e i prezzi degli hotel e dei prodotti.

Navigando su questi siti risparmiare usufruendo delle offerte migliori è ormai davvero semplice e alla portata di tutti!

Come vendere l’oro usato: tutto quello da sapere prima di andare al compro oro

Come vendere l'oro usato: tutto quello da sapere prima di andare al compro oro

Chi in casa ha un oggetto di valore, come ad esempio un gioiello, che vuole vendere a un compro oro, prima di recarsi al negozio dovrebbe seguire alcuni consigli pratici, così da essere certi di cedere in totale sicurezza il proprio oro usato. Bisogna infatti sapere che, da una parte, la vendita dell’oro può essere sanzionata con un’ammenda. Dall’altra, invece, si può finire per essere ingannati. A seguire una breve guida su come vendere l’oro usato, con tutta una serie di informazioni utili da conoscere prima di andare a uno dei tanti compro oro presenti sul territorio italiano.

Se siete interessati a vendere uno dei vostri gioielli in oro, vi invitiamo a rivolgervi a Orofollia.com, il sito web del compro oro a Catania.

Come vendere l’oro usato: scegliere un compro oro iscritto alla Banca d’Italia

Se ci si sta domandando come vendere l’oro usato, la prima cosa importante da sapere è che non tutti i negozi compro oro sono uguali tra di loro. È fondamentale recarsi in uno iscritto alla Banca d’Italia, che sia cioè iscritto all’Albo degli Operatori professionali. Per sapere se un compro oro è iscritto o meno alla Banca d’Italia, è sufficiente recarsi all’indirizzo albielenchi.bancaditalia.it e selezionare l’elenco degli operatori professionali in oro. A questo proposito, sottolineiamo che gli operatori regolarmente iscritti sono soltanto 400, un numero nettamente inferiore rispetto alle migliaia di compro oro dislocati in tutta Italia.

Controllare il valore dell’oro

Ancora prima di andare a un compro oro, è buona regola verificare il valore attuale dell’oro nella propria zona. Per farlo, è possibile collegarsi ai siti di ciascun compro oro, dove viene indicata la quotazione dell’oro proposta. Non bisogna inoltre fare affidamento sul valore dell’oro presente nei siti internazionali degli istituti finanziari, dal momento che non corrisponderà mai a quello presente in negozio, dove verrà aggiunta la percentuale di margine.

Verificare la pesatura dell’oro di persona

Quando si va a vendere l’oro usato, uno dei più importanti passaggi è la verifica della pesatura dell’oro di persona. Alcuni negozionanti poco corretti sono infatti soliti eseguire la pesatura lontano dai clienti, che non hanno così modo di conoscere l’esatto peso del proprio oro. Inoltre, si consiglia di effettuare una pesatura – anche se grossolana – a casa, prima ancora cioè di recarsi dal compro oro.

Richedere la copia della transazione

A vendita conclusa, il compro oro è obbligato per legge a fornire la copia della transazione appena terminata, dove viene certificato ogni dettaglio dell’operazione di acquisto. All’interno della copia devono essere indicati con precisione i grammi di oro venduto, il suo controvalore in euro, oltre ai dati non soltanto di chi ha venduto ma anche di chi ha acquistato il metallo prezioso.

Conoscere la legge anti-riciclaggio

L’ultimo suggerimento prima di vendere l’oro usato è conoscere nei minimi dettagli la legge anti-riciclaggio. Tra le altre cose, la normativa vigente non consente pagamenti in contanti pari o superiori a 1.000 euro. Ciò significa che bisogna diffidare – se non proprio evitare – i compro oro che sono disposti a pagare in contanti una cifra pari o superiore indicata all’interno della legge anti-riciclaggio. Infine, diffidare dai negozionanti che non richiedono il codice fiscale e la carta d’identità, dati indispensabili per registrare l’operazione.

Pavimenti in cotto antico: biologici, caldi e affascinanti

Pavimenti in cotto antico: biologici, caldi e affascinanti

I pavimenti in cotto antico utilizzano un materiale molto amato in campo edilizio, grazie alla sua capacità di rendere un ambiente rustico, ma allo stesso tempo elegante e prestigioso. Uno dei motivi principali è la sua lavorazione, effettuata ancora ad oggi in maniera artigianale e manuale, insieme al fatto che ben si sposa con ogni tipologia di arredamento. Per saperne di più sui pavimenti in cotto per interni, clicca qui. Ad ogni modo, nelle prossime righe faremo una breve panoramica sulla storia del cotto antico e sulle sue caratteristiche principali.

Pavimenti in cotto antico: cosa sono

I pavimenti in cotto antico sono realizzati utilizzando questo materiale capace di regalare agli ambienti un aspetto rustico, ma anche elegante. Il cotto antico può essere considerato come un materiale completamente biologico, sia per la sua lavorazione manuale, che per la sua composizione, fatta solamente di argilla e acqua. Questo materiale è strettamente imparentato con il cotto naturale, in quanto la tecnica con cui viene realizzato è la medesima.

L’argilla di cui è composto il cotto antico viene prima estratta dalle cave, e successivamente fatta essiccare per almeno 40 giorni. In questo modo il materiale viene sottoposto ad un trattamento naturale, a contatto con quelli che sono gli agenti atmosferici. In un secondo momento viene creato come detto un impasto con l’acqua, che verrà pressato in uno stampo, con l’ausilio delle sole mani e di un regolo.

Il composto rimarrà all’interno di tali stampi per tre giorni, tempo durante il quale sarà ancora possibile rifilare i bordi delle mattonelle, e l’aria potrà penetrare accelerando il processo di asciugatura. L’ultimo passaggio è quello della cottura, che avviene all’interno di forni appositi ad altissime temperature, in alcuni casi superiori ai 1100 °C.

Cotto: aspetto e impieghi:

Le mattonelle realizzate in cotto antico, lasciano spazio anche a nuovi formati oltre quello tradizionale quadrato o rettangolare, permettendo di adattare questa tipologia di pavimento in molti ambienti, anche quelli arredati in stile moderno, oppure all’interno di stanzette dedicate ai bambini. Il cotto antico è un materiale idoneo per impieghi sia esterni che interni, anche se le tendenze riguardano quelli interni.

Questo perché all’interno di una casa, è possibile preservare il pavimento da eventuali danneggiamenti, attraverso particolari trattamenti oleorepellenti e idrorepellenti. In esterno invece, il cotto antico viene utilizzato per realizzare i bordi piscina, e solitamente lasciato allo stato grezzo. Questo perché la sua naturale ruvidità dona una sensazione piacevole alla pianta del piede.

Il cotto antico è in grado di conferire agli ambienti accoglienza e tepore, grazie anche ad una particolare caratteristica, ovvero quella di rilasciare calore, molto gradita soprattutto durante i mesi invernali. Abbiamo detto che i formati più utilizzati per le mattonelle, sono quelli quadrati e rettangolari, ma sempre più spesso trovano spazio anche formati differenti, magari più stilizzati in grado di integrarsi meglio con gli ambienti moderni.

Il tradizionale colore rosso mattone infine, rende il cotto antico ideale per quelle pavimentazioni domestiche in stile natural, che oltre ad essere più ricercate sotto l’aspetto della forma, sono molto spesso caratterizzate da finiture aggiuntive, in grado di completare l’arredamento di casa.

Come Diventare Massaggiatore

Come Diventare Massaggiatore

Diventare massaggiatore professionista è un modo celere per iniziare a lavorare sin da subito. Il mondo del wellness non conosce crisi, il settore dell’estetica è in costante ascesa ed i servizi di un bravo professionista sono sempre molto richiesti.

Diventare massaggiatore significa possedere determinati requisiti poiché quest’attività necessita di forza fisica e di una naturale inclinazione al rapporto umano. Sicuramente è un lavoro che sa dare ritorni soddisfacenti.

È molto importante per inserirsi nel mondo del lavoro avere una formazione completa e conoscere nel dettaglio il ruolo che questa figura ricopre. 

Come Diventare Massaggiatore – L’iter Di Formazione

Per diventare massaggiatore professionista devi entrare in possesso di una qualifica riconosciuta a livello italiano come europeo. I corsi a disposizione offrono un’ampia scelta di specializzazioni, questo perché la domanda in questo settore è cresciuta negli ultimi anni.

Occorre vagliare tra quelle presenti la proposta che più interessa o in alternativa si può conseguire tutti i tipi di specializzazioni così da essere un professionista a tutti gli effetti.

Tra i tipi di massaggio citiamo:

  • Il massaggio terapeutico che si prefigge lo scopo di recuperare il corretto funzionamento delle funzioni corporee come avviene con il massaggio ayurvedico
  • Il massaggio estetico che mira ad avere sulla pelle un effetto antiaging
  • Il massaggio igienico che si focalizza sui disagi dell’apparato muscolo scheletrico, tra questi si annoverano il massaggio antistress e lo stone massage
  • Il massaggio sportivo che include sia quelli mirati a prevenire l’insorgenza di un trauma, che quelli finalizzati all’ottimizzazione delle prestazioni per le attività agonistiche.

Occorre valutare quale sia l’area che più interessa e all’interno della quale si desidera operare, così da scegliere il percorso formativo più idoneo alle proprie propensioni.

A seconda della specializzazione prescelta si persegue un percorso formativo che viene rilasciato da scuole che sono dedicate ai massaggi, ove verrà conseguito un Diploma da massaggiatore.

Un corso base ha una durata di 60-100 ore e termina con un esame che viene riconosciuto nell’area terapeutica del massaggio estetico o sportivo.

Il rilascio del Diploma di operatore del massaggio, conseguito al superamento dell’esame, può essere presentato per scopi professionali ad un colloquio di lavoro o per diventare titolare di un centro massaggio in proprio.

L’inquadramento legislativo valevole è descritto nell’Art. 7 della Legge n.4 del 14.01.2013 (G.U. 26.01.2013), ove si specifica che, come in altre attività professionali, i questi professionisti non sono tenuti all’iscrizione ad un albo professionale. Gli attestati o i diplomi che vengono conseguiti nelle scuole autorizzano la pratica professionale dei massaggiatori olistici, del benessere o sportivi.

L’aumentata richiesta di corsi per diventare massaggiatore ha generato una saturazione del mercato. Per questa motivazione i professionisti preferiscono seguire dei corsi base e successivamente seguire delle specializzazioni più tecniche adeguate alla manipolazione ed al benessere, come ad esempio il massaggio californiano, il massaggio shiatsu o thailandese, i massaggi orientali.

Diventare Massaggiatore – Opportunità Lavorative

Un valido operatore deve possedere determinate competenze: dev’essere in grado di capire l’esigenza del cliente, deve saperne valutare la condizione psicofisica, saper preparare un trattamento personalizzato, valutare l’effetto del massaggio praticato e avere l’energia di praticare una pressione con le mani, i gomiti e le ginocchia sul corpo del paziente. Deve anche essere in grado di avere un ruolo educativo nel suggerire ai clienti uno stile di vita che riesca a recuperare uno stato di equilibrio fisiologico.

Le opportunità di lavoro come massaggiatore professionista sono diverse: come libero professionista con Partita IVA, come operatore presso Spa, centri estetici o centri benessere, tramite l’iscrizione ad associazioni affiliate al CONI o, infine, prestando la propria attività ad associazioni sportive amatoriali.